Donne al potere: l’inizio della carriera politica

è probabile, come l’intuizione storica ha sempre sostenuto, che dietro molte vicende politiche ci fossero in realtà delle donne. Si è parlato di grandi donne al fianco di grandi uomini, al punto tale che questa sia diventata una frase ancora oggi usata di fronte al successo di uomo.
Se nel corso della storia spesso le donne sono rimaste dietro le quinte della politica, dal 1946 in realtà la situazione si è ribaltata.

All’improvviso grazie al diritto di voto esteso anche alle donne si è dato modo di sostenere di più il pensiero femminile. Allargando il voto a una fetta nettamente superiore quale l’universo femminile sicuramente molta fiducia del paese è stata riposta anche e soprattutto nelle mani delle donne.
Infatti il 1946 è stato il primo anno durante il quale si è vista una donna candidata, in corsa per le elezioni politiche. Questo ha dato man forte a quella che è stata un’annata rivoluzionaria interamente dedicata quindi all’evoluzione del genere umano.

Donne e Politica
Donne e Politica

Dieci Comuni italiani hanno dato fiducia alle donne

In fatti più concreti poi, l’evoluzione è avvenuta soprattutto in campo politico. Dare voce in capitolo al genere femminile ha fatto sì che quello stesso anno salissero al potere ben dieci sindache da diverse parti d’Italia. Recandosi anche le donne alle urne è nata una rivoluzione che in molti paesi italiani è stata determinante, segnando il passaggio storico in modo decisivo.

Dieci Comuni italiani amministrati da dieci sindache. Un record inaspettato per i tempi che all’epoca correvano e che non avevano mai vissuto in modo così forte l’emancipazione femminile.
Borgosatollo fu amministrato per circa un anno da Alda Arisi che però dovette lasciare l’incarico per motivi di salute, per cui nuovamente il Comune bresciano si è ritrovato privato della sua figura femminile in carica.

Non fu una permanenza facile neppure per Elena Tosetti, che in quanto sindaca di Fanano si ritrovò ad avere i bastoni fra le ruote tramite una denuncia che poi col tempo cadde.
È evidente che molte delle donne che hanno scalato il successo politico nel suo primo boom femminile sembravano essere ancora un po’ scomode alla società di allora.

 donne alle urne
donne alle urne

La forza dell’universo femminile che ha superato le barriere di una società maschilista

Margherita Sanna era sindaca di Orune. Rifiutando gli impegno che la società prometteva per lei, quali un bel matrimonio e una famiglia felice, preferì assecondare la sua forza d’animo per guidare il paese in quella che era per lei una missione importante, nonché di istruire le sue alunne ed essere un esempio per le donne della provincia di Nuoro.

La più piccola sindaca fu Elsa Daminai Prampolini, che all’età di sedici anni pare avesse già un carisma sufficiente per coinvolgere le masse nel percorso storico affrontato dal Spello. Anche in questo caso fu accusata di alcune inadempienze che poi hanno macchiato il suo percorso politico.
Lydia Toraldo Serra invece si classifica come prima cittadina a Tropea. Anche lei una figura molto forte per il Comune calabrese che ha risollevato per certi aspetti Tropea.

Queste sono solo alcune delle donne che hanno in qualche modo costituito una rinascita per l’Italia. Da questi piccoli dieci Comuni è stato possibile veder sorgere gli aspetti della civiltà italiana che hanno poi delineato le sorti del paese. Sicuramente un momento che è importante ricordare per il percorso storico dello Stivale. Riconoscerne i passaggi e caprine l’appartenenza.

Francesca Shissandra

Autore: Francesca Shissandra

Francesca D’Elia. Studentessa presso la facoltà di editoria e pubblicistica in Salerno. Attratta dalla scoperta del nuovo e dal confronto con persone di diverse etnie e culture, sempre alla ricerca di incredibili storie e fantastiche personalità. Amante della natura, dei suoi suoni e dei suoi colori. Segno zodiacale: bilancia.

1946: l’anno delle italiane ultima modifica: 2017-08-04T08:38:39+00:00 da Francesca Shissandra

Commenti

commenti