La nascita di un’eccellenza

Avevo spesso sentito parlare dell’Agriturismo Iacchelli, a Roma e soprattutto ai Castelli è oramai da anni un’istituzione consolidata, quel luogo immerso nella campagna dove le famiglie e le scolaresche possono trovare del cibo genuino e a chilometro zero, dove possono rilassarsi cullati dal vento all’ombra dei pini. Devo tuttavia ammettere di aver sempre pensato “…sarà un agriturismo come ce ne sono tanti in giro…”, ma con grande e piacevole sorpresa devo ammettere oggi che mi sbagliavo. Ho conosciuto il luogo grazie ad un amico, e sono rimasto folgorato dalla sua bellezza, dalla sua autenticità e soprattutto dalla qualità dell’offerta.

La storia di questo luogo ha un profondo sapore di italianità, esprime a pieno quella italica capacità di costruire da zero, di superare le avversità, di fare bene le cose, di esaltarle fino a raggiungere l’eccellenza. E’ una storia fatta di pura bellezza e merita pertanto di essere raccontata e condivisa.
Nel cuore del Parco dei Castelli Romani, in un’area paesaggistica di pregio ed assoluta bellezza, su quella che un tempo fu la cresta del cratere del grande Vulcano Laziale esteso fino alle attuali Pomezia ed Aprilia, qui è nata l’Azienda Agricola Iacchelli. Nel lontano 1948 Elio e suo fratello, laddove altri videro solo una terra brulla e priva d’acqua, scorsero invece una grande occasione: approfittarono di una ripartizione di terre nobiliari nella zona del Vivaro e cominciarono a lavorare. Siamo nell’immediato dopoguerra, i tempi sono difficili, il conflitto appena concluso ha lasciato in eredità solo fame e povertà, ma questi due uomini, marchigiani d’origine, hanno avuto coraggio, hanno messo da parte la paura di un futuro incerto e si sono dati da fare. Grazie al loro intuito ed alla grande passione, la loro piccola attività crebbe, da agricola si trasformò presto in azienda agrituristica, divenendo in pochi anni il punto di riferimento per i locali, per i romani e per tutti i turisti provenienti da fuori regione. Dall’azienda originaria, nel 2016, ne sono nate due. Colle dell’Acero è quella facente capo ad Elio, profondamente legata alla vecchia azienda nella condivisione di preziosi valori: la passione per la campagna, per la bontà delle cose fatte bene,  il rispetto della natura, l’amore per il buon cibo e l’arte dell’accoglienza.

 Un viaggio nel “futuro della tradizione

agriturismo

Ho avuto il piacere di conoscere Colle dell’Acero, l’azienda agricola che, ripercorrendo i passi di nonno Elio Iacchelli, ha mantenuto ben salde le radici nel proprio passato, volgendo tuttavia con coraggio ed ambizione lo sguardo verso il futuro: la parola d’ordine è “tradizione”, senza mai allontanarsi troppo da quella che fu l’ispirazione d’un tempo, puntando ancora sulla produzione agricola e sul fascino indiscusso della campagna, congiuntamente a “profonda innovazione”. I fondatori hanno avuto la grande intuizione, osservando il contesto di mercato profondamente mutato negli ultimi dieci anni, di dover fare un salto di qualità. I Castelli Romani sono conosciuti sicuramente da molti per la buona cucina, anche se in passato si è sempre puntato sulla quantità piuttosto che sulla qualità. Colle dell’Acero ha deciso invece di esaltare le caratteristiche del territorio, di valorizzarlo, puntando tutto sulla qualità indiscussa dei suoi prodotti, lavorati con grande maestria dai propri interpreti. La materia prima non manca e l’arte culinaria italiana fa da complemento naturale per un risultato davvero di livello superiore.
Juri Iacchelli, fondatore della nuova azienda Colle dell’Acero, rappresentante la quarta generazione della famiglia Iacchelli, ha chiamato a collaborare due professionisti del cibo e del vino: lo Chef Luigi Sciullo, cui è affidata la gestione attenta e meticolosa della cucina, ed il Sommelier Libero Maggi, al quale spetta invece il compito di amministrare la cantina dei vini, che appare grazie a lui ricca e pregiata, di qualità e varietà notevoli. Tutto quello che arriva sulla tavola proviene dalla produzione dell’azienda o da produttori locali che sono ispirati dagli stessi principi di rispetto dei cicli naturali.  Luigi sa assemblare prodotti di valore con grande abilità: il sapore, la fragranza, l’aspetto dei piatti è un qualcosa di diverso, che abbiamo corso il rischio di dimenticare, assuefatti dal cibo mediocre che si è diffuso nella ricerca spasmodica del profitto. Nell’abbinamento del vino con il cibo si sfiora la sacralità, arte indiscussa e pregiata che Libero sa interpretare con maestria ed accuratezza, cultura e passione.
Il cliente di Colle dell’Acero non è come un cliente qualsiasi. Il ristorante ruota intorno a lui, la capacità dei gestori di farlo sentire a proprio agio, in un ambiente familiare, facendogli assaporare fino in fondo la bontà, tutto questo fa la differenza.
In questo periodo di crisi che il nostro paese si trova ad affrontare, sapere che esistono posti come questi, in grado di preservare la bellezza italiana, dei luoghi, del cibo, del vino, delle persone, mi infonde un profondo ottimismo, perché il futuro è nostro e di tutte le persone come Luigi, Libero e Juri, che hanno avuto il coraggio di investire e di puntare profondamente su quello che ci contraddistingue nel mondo, fare le cose all’italiana, fare le cose fatte bene.

http://www.colledellacero.it/

Autore: Andrea Galati

Laureato in Economia e Commercio, da diciassette anni lavora nel settore finanziario, attualmente è quadro direttivo in una banca che opera nel centro Italia e ne segue gli investimenti, profondamente appassionato di cucina e amante della musica, per anni ha dedicato il suo tempo libero a riprodurre piante di ogni specie, mettendo a dimora centinaia di alberi. Progetti per il futuro: continuare a piantare alberi trasmettendo ad altri l’importanza ed il significato di questo gesto. Il suo lavoro ideale: viaggiare nel proprio meraviglioso paese, alla scoperta del cibo, del vino e delle preziose tradizioni che lo rendono il posto più bello del mondo.

Agriturismo Colle dell’Acero, una storia tutta italiana ultima modifica: 2017-07-26T10:50:11+00:00 da Andrea Galati

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