Il 21 settembre ricorre la Giornata mondiale dell’Alzheimer. Un’occasione, questa, per sottolineare l’importanza della ricerca e della prevenzione contro una malattia che nell’ultimo decennio si è diffusa particolarmente. A soffrirci, solo in Italia, sarebbero oltre 600mila persone, mentre nel resto del mondo viene diagnosticata ogni 3,2 secondi. Numeri impressionanti, destinati a crescere se non si troverà una cura. Tuttavia, proprio in questi giorni, una nuova scoperta sembra aver riacceso la speranza. Un gruppo di ricercatori italiani ha infatti trovato il modo di diagnosticarla diversi anni prima dell’insorgere dei sintomi.

L’intelligenza artificiale in soccorso dell’uomo

Un gruppo di ricercatori dell’Università di Bari, guidato da Marianna La Rocca e Nicola Amoroso, è riuscito a dimostrare l’efficacia dell’intelligenza artificiale se applicata nella diagnosi dell’Alzheimer. La squadra ha messo a punto un algoritmo capace di individuare un cervello con alte possibilità di ammalarsi. In che modo? Facendogli analizzare circa 67 risonanze di persone sane e malate. Una volta memorizzati i risultati, hanno poi ripetuto l’esperimento. Questa volta però senza segnalare al computer quelle relative ai portatori della malattia. Su 148 risonanze l’intelligenza artificiale è riuscita a distinguere quelle di persone sane, malate o predisposte allo sviluppo della malattia, con un’accuratezza dell’86%. Detta così sembra anche semplice, ma dietro c’è un lavoro di ingegneria, informatica e medicina lungo anni. Un lavoro che è finito proprio in questi giorni sulla prima pagina del Times.

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Diagnosticare l’Alzheimer in tempo

La ricerca dell’Università di Bari è stata definita dal Times come una svolta. Il problema principale di questo male risiede nell’incapacità di una diagnosi precoce. I sintomi veri e propri si manifestano, infatti, solo quando la malattia è in uno stadio avanzato. Tuttavia gli scienziati credono che sia possibile individuarla dai 10 ai 20 anni prima che questa insorga, rendendo così più efficaci le cure. I risultati dei ricercatori italiani, proprio per questo motivo, risultano preziosissimi per riuscire a diagnosticare e combattere in tempo questa malattia.

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Alzheimer: diagnosi in anticipo grazie a ricercatori italiani ultima modifica: 2017-09-21T17:41:37+00:00 da Gabriele Roberti

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