Esiste una particolare classifica dei club calcistici più vincenti di sempre. Al primo posto regna incontrastato il Real Madrid con ben 23 trofei internazionali vinti, seguito dall’egiziana Al Ahly con 20. Sul gradino più basso del podio ci sono poi due squadre a quota 18: una è il Milan, che può vantare 7 Champions League vinte. L’altra è invece il Boca Juniors, da molti considerata come la squadra più forte del Sud America. Ma sapevate che dietro questo mito calcistico si cela un piccolo gruppo di origine italiana?

Dalla storia al mito

A fine Ottocento migliaia di italiani si imbarcavano dal Belpaese con destinazione Sud America. La speranza era quella di un futuro migliore, lontano dalla miseria che all’epoca affliggeva alcune regioni italiane. E tra le mete più ambite c’era il Brasile, ma soprattutto  l’Argentina. Qui infatti ogni giorno sbarcavano centinaia di italiani, provenienti soprattutto dal Mezzogiorno e dalle zone più povere del Nord Italia. Molti di questi si stabilivano in un quartiere popolare di Buenos Aires: La Boca.

Storico quartiere Bueno Aires, città dove gioca il boca juniors

Qui la comunità più folta era rappresentata dagli xeneizes, ovvero dai genovesi. E fu proprio un gruppo di origine xeneizes ad avere l’idea di fondare una squadra di calcio. Ma come chiamarla? Per prima cosa bisognava onorare il quartiere, la propria casa. Ecco quindi il Boca. Serviva poi qualcosa per “emanciparsi”, diventare internazionali, suscitare un fascino d’oltre oceano. E dato che il primo pallone vero, di quelli non realizzati con pezze scadenti, era stato donato ai ragazzi da un marinaio inglese, la parola Juniors sembrò l’ideale.
C’era poi la questione dei colori sociali e anche qui il caso ci mise il suo zampino. Uno dei ragazzi infatti, tale Brichetto, lavorava al porto. Disse al gruppo di accompagnarlo e di prendere ispirazione dalla prima nave che quel giorno sarebbe attraccata. E a farlo fu un mercantile battente bandiera svedese. Da qui la scelta del giallo e del blu.

La rivalità tra Boca Juniors e River Plate

Il 3 aprile 1905 ecco quindi nascere il Boca Juniors. La prima partita ufficiale finì 4 a 0, anzi 3 a 1, no 4 a 1. In verità ancora oggi si dibatte sul risultato finale, ma comunque il Boca vinse quell’incontro. Da lì iniziò la scalata verso il successo che porterà la squadra di origine xeneizes a diventare uno dei club più vincenti di sempre. E come tutti i grandi eroi, anche il Boca aveva (ed ha) la sua nemesi.

Diego Armando Maradona nel Super clasico con la maglia del Boca Juniors

Stiamo parlando del River Plate, anch’esso fondato da alcuni ragazzi di origine italiana qualche anno prima. La differenza più sentita dai sostenitori delle rispettive squadre era quella sociale: da un lato il Boca, squadra popolare, povera e figlia di gente umile. Dall’altro invece il River Plate, squadra del quartiere ricco, imprenditoriale. Sin dai primi incontri si capì che ogni derby sarebbe stato qualcosa di più che una semplice partita. E ancora oggi il Superclasico di Buenos Aires attira milioni di spettatori da tutto il mondo.

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Summary
Boca Juniors: storia e mito del club di origine italiana
Article Name
Boca Juniors: storia e mito del club di origine italiana
Description
La storia di uno dei club più importanti al mondo come il Boca Juniors, la sua rivalita con il River Plate e molto altro ancora sul club che ha fatto nascere tantissimi talenti come Diego Armando Maradona
Author
Publisher Name
Italiani.it
Publisher Logo
Boca Juniors: storia e mito del club di origine italiana ultima modifica: 2017-10-09T08:37:05+00:00 da Gabriele Roberti

Commenti

commenti