Capita spesso fra musicisti, scrittori o semplici pensatori annoiati che ci si riunisca per porsi domande che, nell’ovvietà delle nostre conoscenze, appaiano banali. Penserete sia un effetto della nullafacenza. Tuttavia, per un’artista, pratiche simili sono come fertilizzanti per delle idee che attendono di germogliare. Nell’abecedario delle domande che si pensa possiedano risposte esaustive e preconfezionate troviamo la seguente: chi può definirsi Cantautore?

Cos’è un Cantautore?

Già cos’è un Cantautore? il vocabolario, mi suggerisce quanto per Cantautore s’intendano coloro i quali sono indicati come cantanti di musica leggera che sono anche autori dei testi delle canzoni che interpretano. Davvero? Questo è un Cantautore? Cioè basta scrivere un tripudio di versetti in rima baciata, cantarli et voilà eccovi un Cantautore? Facciamo una prova dunque:

Il mio nome è nient’altro che Carlo
Ho un muso di legno in cui abita un Tarlo
questi versi non hanno senso? Non serve che parlo
Perché per essere Cantautori, ci vuol poco a dimostrarlo

E’ fatta? Bastava soltanto questo per far sì che io venga incoronato Cantautore? Però che fatica un Francesco Guccini, quando scrisse La Locomotiva: 65 versi per una canzone d’autore, quando con 4 sarebbe stata la stessa cosa! magari  lo ignorava. O magari la canzone è altro. Ecco, ci risiamo: cos’è la canzone? Questa non è una domanda che incamera risposte scontate, soprattutto per noi italiani.

La Canzone Italiana

Perché dovrebbe essere così importante, per noi italiani, la canzone? Semplicemente, perché la canzone italiana è la forma metrica più antica della lirica d’arte nella letteratura italiana; e a definirne le prime leggi fu proprio Dante Alighieri, definendola “la più alta forma della poesia volgare“. Questa realtà certificabile non fa altro che aprire fascicoli della letteratura italiana nei quali troviamo incolonnati innumerevoli nomi di illustri cantori. A partire dallo stesso Francesco Petrarca con la sua Petrarchesca. 

D’accordo, quindi? Significa che non bisogna scrivere canzoni a meno che non ci è stato cinto il capo di corone d’alloro? Non è questo il punto. La questione verte sull’etichetta della quale spesso certuni ne fanno uso e abuso improprio al fine di sublimare il valore delle proprie composizioni.

E’ constatabile quanto il termine cantautore non merita un’esclusiva attenzione etimologica; ma richiede, per chi lo veste su se stesso, un’attenzione particolare che tenga conto della storia artistica che si cela dietro queste dieci lettere.  Essere Cantautori è un fatto culturale che non può trincerarsi entro una definizione didascalica; ma dev’essere motivo di ricerca letteraria, di vita, di passioni che non possono piegarsi ai dogmi espressivi (o repressivi) delle hit in voga. Essere cantautori, equivale a farsi carico del peso dell’espressione artistica passata, affinché sia portata avanti con dignità culturale; per le stesse ragioni, essere cantautori significa portare avanti un principio di responsabilità morale e di rispetto verso la musica, ma soprattutto,  verso la canzone.

In conclusione, per chiarire, i quattro versetti scritti su, sono davvero composti dal sottoscritto. Ma credetemi: non sono un Cantautore. Posso solamente cercare di spiegare che, il motivo melodico che avevo pensato, era davvero carino. Lo giuro!

 

Carlo Festa

Autore: Carlo Festa

Carlo Festa, laureando presso l’Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania, dove studia Didattica della Musica. Appassionato di letteratura e musica, ha coniugato le due arti al servizio della sua attività professionale, facendo di sé un discreto cantautore.

Cantautore Italiano: Storia di un termine inflazionato ultima modifica: 2016-11-24T11:15:45+00:00 da Carlo Festa