5 dicembre 2016. Si conclude il lungo Referendum Costituzionale. Vince il no, Renzi si dimette e gli italiani tornano a preoccuparsi del campionato di calcio e della prossima edizione del Grande Fratello.
Ma c’è una categoria che il lunedì mattina ancora pensa alle schede, ai sì e no e alle elezioni: gli scrutatori.
Quello dello scrutatore è un lavoro lungo ed estenuante, con delle maratone degne del miglior Enrico Mentana.

mentana elezioni

La selezione

Lo scrutatore è un po’ come un supereroe: non sa di esserlo finché non chiamato in causa. Ma chi decide chi farà lo scrutatore? La Setta delle Ombre, dopo aver esaminato tutti i candidati e sottoposti a delle prove di coraggio, sceglie con l’antico e nobile metodo della monetina. Per una ragione ancora misteriosa, spesso capita di vedere gli stessi scrutatori per anni. Ma dai piani alti giurano nella casualità della selezione.

Il sabato

I pochi eletti si danno appuntamento il giorno prima delle elezioni. Obiettivo: capire chi andrà a prendere i caffè il giorno dopo. La caratteristica di questa giornata sta nelle facce dei singoli membri che si dividono in due gruppi: quelli contenti e sorridenti perché chiamati a fare gli scrutatori. Quelli tristi e depressi perché chiamati a fare gli scrutatori.

Il giorno delle elezioni

Appuntamento la domenica mattina alle 6. Perché si, esistono le 6 di domenica mattina.
Una volta riunito tutto il seggio, si aprono le votazioni. Puntuale come il singolo di Bublè sotto Natale, entra alle 6.59 la vecchietta per votare: «Sono la prima?» «Si signora, ma non avete vinto nulla».

La giornata prosegue lenta, con momenti di vuoto cosmico alternati a vere e proprie parate di elettori. Immancabile, ogni 4 votanti, il signore che pone la domanda più odiosa da fare in un seggio: «affluenza?». Qui ti chiedi come possa cambiargli la giornata sapere l’affluenza alle 9 di mattina, ma sei troppo stanco per ragionare e spari numeri a caso.
Dopo pranzo si presentano i primi under 70 e gli over 70 fatti di amaro montenegro o limoncello. Una gioia, soprattutto quando non riescono ad imbucare la scheda.

Nel pomeriggio, tra una proiezione errata e una red bull, iniziano i primi dibattiti tra i rappresentanti e gli elettori che hanno il pomeriggio libero. L’orologio scorre lento, le 23 sono ancora lontane.
Ogni 10 votanti se ne presenta uno con la scheda ormai piena. Lo inviti ad andare al Comune per la sostituzione, ma lui inizia ad insultarti e a minacciare di non votare. Gli fai capire che a te non cambia nulla, ma è impassibile, capriccioso come un bimbo di 4 anni.
Tra le 21 e le 23 accorrono coloro che si sono ricordati delle elezioni: «Ma quindi devo mettere una X?» e in automatico rispondi «Mah, se vuole può anche fare un ritratto».
Dopo 14 ore inizi a spruzzare acidità come una fontana. Ma ci siamo quasi.

Lo spoglio

Alle 23 suona la campanella. Game over, non si vota più, ma puntualmente in cabina c’è sempre quello che deve farsi distinguere: «Sono l’ultimo?» «Si signore, ma non avete vinto nulla».
Conteggio schede, rappresentanti che minacciano di farsi esplodere se non consideri la scheda valida, verbali che non finiscono mai. Sei stanco, vorresti dormire, ma non puoi. Bisogna contare, non si può sbagliare. Inizi da uno, arrivi di colpo a 874. «Ragazzi non ci troviamo, manca una scheda!» Si deve ricontare, poi scopri che qualcuno aveva sbagliato a scrivere e non mancava alcuna scheda. Maledetti!

Prepari le buste da consegnare che, per chi non lo sapesse, sono circa 30. Ognuna deve contenere una cosa in particolare.
Ci metti una vita, firmi tanti di quei fogli che ormai metti solo una X. Mentre lo fai entra il nottambulo che ti chiede proiezione e risultato. Gli farfugli qualcosa che ricorda una maledizione in aramaico antico.
Buste chiuse, bisogna andare. Torni a casa (in alcuni casi è già giorno), accendi la tv e senti la bella notizia: nessun vincitore, si va al ballottaggio fra due settimane.
Chiudi tutto, ti metti a dormire e questa volta esclami una chiara e netta bestemmia in aramaico antico!

Autore: Gabriele Roberti

Laureato in lettere, fa della scrittura, dei racconti e dei viaggi le sue grandi passioni. Ama girare il mondo, soprattutto attraverso il cibo, e scoprire curiosità e aneddoti di ogni paese. Sogna un lungo viaggio in estremo oriente e poter raccontare, a modo suo, le proprie avventure. Scrive per diversi siti e blog, tra cui www.italiani.it, riportando storie e notizie che riguardano gli italiani nel mondo.

Elezioni: la lunga, dura e improbabile giornata di uno scrutatore ultima modifica: 2016-12-05T16:53:03+00:00 da Gabriele Roberti