Negli ultimi decenni l’uomo ha iniziato ad affrontare il problema energetico. Le risorse non rinnovabili del nostro pianeta sono limitate e gli scienziati stanno cercando fonti alternative e non inquinanti. Solare, eolica e geotermica sono solo alcuni dei tanti modi per produrre energia e rispettare i parametri citati prima. Tra questi vi è forse il sistema più recente scoperto: l’energia osmotica. E l’Università di Palermo ha da poco realizzato un nuovo prototipo in grado di rendere questa fonte ancora più efficiente.

Cos’è l’energia osmotica

L’energia osmotica, conosciuta anche come energia a gradiente salino, è un sistema che prevede la produzione di corrente attraverso la concentrazione di sale nelle acque terrestri. In due scompartimenti, divisi da una membrana speciale, viene versata acqua dolce e acqua salata. Miscelando i due liquidi, grazie all’elettrodialisi, viene generato un flusso di ioni che può essere trasformato in energia pura. Un sistema complesso, ma più sicuro e stabile delle altre fonti rinnovabili. Non è infatti soggetto a condizioni climatiche e le dimensioni ridotte delle centrali avrebbero un impatto ambientale minimo. Secondo alcuni studi solo la foce del fiume Reno potrebbe essere sfruttata per la produzione di 1GW di energia elettrica. E l’unico “scarto” sarebbe dell’acqua salmastra, ovvero un’acqua con una concentrazione di sale inferiore a quella marina.

Il lavoro dei ricercatori siciliani

Il gruppo di ricerca dell’Università di Palermo ha realizzato un nuovo prototipo per sfruttare le saline trapanesi. La tecnologia osmotica attuale prevede l’utilizzo di acqua dolce e acqua marina. Gli scienziati siciliani, invece, hanno trovato il sistema per produrre energia mescolando l’acqua marina e l’acqua delle saline. Una vera innovazione che rende questa fonte energetica ancora più efficiente. Per questo progetto, inoltre, la Fujifilm ha realizzato una nuova generazione di membrane da utilizzare per il processo chimico.
Ma la fame dei ricercatori non si è di certo fermata qua. Il prototipo è in grado di sfruttare anche il calore a bassa temperatura. Quel tipo di calore che viene scartato dalle industrie durante i processi di lavorazione. L’obiettivo è quello di convertirlo in energia da utilizzare per un motore termico a gradienti salini, innescando così un processo di produzione energetica continuo e autosufficiente.

Autore: Gabriele Roberti

Laureato in lettere, fa della scrittura, dei racconti e dei viaggi le sue grandi passioni. Ama girare il mondo, soprattutto attraverso il cibo, e scoprire curiosità e aneddoti di ogni paese. Sogna un lungo viaggio in estremo oriente e poter raccontare, a modo suo, le proprie avventure. Scrive per diversi siti e blog, tra cui www.italiani.it, riportando storie e notizie che riguardano gli italiani nel mondo.

Energia dall’acqua salina: a Palermo il primo impianto ultima modifica: 2017-02-08T13:50:50+00:00 da Gabriele Roberti

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