La Fiat X1/23, un’eccellenza italiana che precorreva i tempi

Nel 2017 il mercato delle auto è ancora composto per la stragrande maggioranza dai motori a scoppio. In Italia le auto elettriche arrivano a coprire malapena lo 0,1%. Mentre in Norvegia, uno dei paesi più virtuosi al mondo in fatto di energia, le auto elettriche sono ormai il 7%. Siamo però ancora lontani dall’avere un traffico a zero emissioni. I motori a scoppio infatti, nonostante le nuove tecnologie elettriche e ibride, continuano ad essere i più utilizzati in tutto il pianeta. Per molti la colpa di questo inspiegabile rallentamento nella trazione elettrica è delle multinazionali del petrolio. Non si fatica certo a crederlo. Per altri il fatto è che solo ora stiamo arrivando a un livello tecnologico tale, da poter realizzare dei mezzi di trasporto elettrici convenienti. Questo però è falso. Già negli anni ’70 la Fiat aveva costruito un mezzo elettrico con prestazioni eccezionali, la X1/23.

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Il posteriore della Fiat X1/23

Il prototipo avveniristico della Fiat negli anni ’70

La Fiat X1/23 Concept fu presentata la prima volta al Salone di Torino nel 1972. In quell’occasione l’auto venne presentata senza un motore. Il concetto di city car era però già avveniristico, in anticipo di trent’anni almeno sulla Smart. Si trattava di una biposto dalla forma moderna e dalle dimensioni molto contenute. L’anno della svolta fu però il 1976, quando la X1/23 tornò al Salone di Torino equipaggiata di un motore elettrico. Questo motore era all’avanguardia per l’epoca, ma non sfigurerebbe nemmeno su un’auto di oggi. Con 13,5 cavalli di potenza, l’auto poteva raggiungere i 75 Km orari. Inoltre con una velocità media di 50 Km/h si potevano ottenere oltre 80 Km di autonomia. Una delle caratteristiche più strabilianti di questo motore, era l’utilizzo della frenata per ricaricare le batterie. Una tecnologia riscoperta solo oggi dalla Toyota. Viene da pensare a come sarebbe diverso ora il mondo se quest’auto fantastica fosse entrata in produzione. Probabilmente ora non dovremmo preoccuparci del riscaldamento globale e la nostra aria sarebbe decisamente più pulita.

Andrea Castello

Autore: Andrea Castello

Nasce come restauratore di opere d’arte a Venezia, dove collabora anche con vari giornali locali e nazionali. Si sposta prima in Francia e poi a Malta dove lavora come istruttore di sub per alcuni anni. Le grandi passioni che guidano la sua vita sono la pittura, la buona cucina e naturalmente la scrittura.

Fiat, l’auto del futuro noi ce l’avevamo già negli anni ’70 ultima modifica: 2017-01-19T16:03:09+00:00 da Andrea Castello

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