Giovani Italiani all’Estero. La testimonianza di quattro ragazzi italiani

“Andarsene è dura. Abbiamo barattato un’opportunità con grandi sacrifici”

Giovani Italiani all’Estero? “è meglio che rimangono lì dove sono, perchè non sono certo migliori di chi è rimasto”
Nei giorni scorsi, Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro, ha fatto questa dichiarazione che ha scatenato una polemica feroce soprattutto sui Social Network. Il Ministro si è poi scusato ma rimane comunque il fatto che un ministro non può pronunciare  certe parole .

Italiani.it intervista 4 giovani italiani emigrati che hanno le idee molto chiare

“Tante persone partono sicure di trovare lavori ben pagati all’Estero senza alcun tipo di qualifica ed esperienza” dichiarano Paolo, Chiara, Eros ed Elisa, i quali conoscono bene questa avventura difficile.

Come la pensa chi ha scelto di partire  e mettersi alle spalle il Belpaese?

Paolo, 36 anni. Ha trascorso sei mesi in Cina. E’ appena rientrato a Milano e sta per ripartire. Destinazione: Dubai. “Lavoro nel design come project manager per le grandi aziende di moda italiane. Il mio dovrebbe essere uno dei pochi settori floridi dell’Italia, ma non è così”. Ci racconta.
Anzi “una vera cultura non del sistema moda non c’ è mai stata. E la crisi sta peggiorando tutto: aziende che chiudono, pagamenti in ritardo, budget ridicoli. Partire vuol dire opportunità ma soprattutto sacrifici. Lasciare gli affetti, gli amici, ricalibrare la tua vita”- conclude Paolo.

Stesso pensiero e stessa linea per chi a Dubai si è trasferita dal 2009. E’ Chiara, 35 anni,  lavora in un’agenzia di pubblicità. “Alcune persone ritengono che cambiare paese significhi automaticamente  trovare fortuna, quando alla base deve esserci sempre una buona preparazione”- dichiara Chiara.
Chiara ha un bambino e si è sposata dal 2014 con Luca. Insieme hanno acquistato una casa sulla spiaggia. “Mi trovavo male in Italia, volevo cambiare”, ricorda Chiara. “Da Dubai mi arrivò una chiamata ed al terzo colloquio mi offrirono quattro volte quanto prendevo a Roma. Mio marito ha lasciato l’Italia per migliorare le lingue dopo la Laurea in Ingegneria. Doveva star via tre mesi. Sono diventati dieci tra Irlanda, Inghilterra e Dubai. Oggi lavora alla progettazione della metropolitana. Ha accumulato un’esperienza che nel nostro Paese avrebbe raggiunto con il lavoro di due vite”- conclude Chiara.

Da Dubai a Parigi

Elisa, 30 anni, anestesista pediatrica. Si trova a Parigi da un anno. “I giovani devono avere l’opportunità di andare all’Estero, ma anche la possibilità di tornare trovando nel proprio Paese delle opportunità. Ed io sono d’accordo- dichiara Elisa. La sua non è stata una vera fuga. “In Italia avevo ricevuto una proposta di lavoro. Ma ho scelto di partire perché un’esperienza all’Estero mi ha sempre affascinato”.
In Francia, nel settore di Elisa ci sono migliori opportunità. “Sono più responsabilizzata. Di conseguenza la crescita professionale è più rapida. Qui non ci sono medici volontari che lavorano gratis in attesa di un concorso o graduatorie stabilite a tavolino” conclude Elisa.

Un discorso simile arriva da Eros, 35enne, professore universitario alla London School of Hygien and Tropical Medicine di Londra. “L’Italia non è un paese per giovani. Alla nostra età se vuoi crescere professionalmente e non solo, è meglio andar via. Il mio lavoro si basa quasi esclusivamente su ricerca e sviluppo. In Italia in questo campo è difficile fare carriera: pochi spazi, investimenti e responsabilità”. dichiara Eros. “Tornare? Perché no. Dipende per far cosa. Se dovesse partire un progetto interessante nel mio ambito ci penserei”- conclude Eros.
In conclusione, molte persone partono senza la giusta preparazione. Ma generalizzare è sbagliato. C’è chi va all’Estero perché riceve la telefonata giusta. Chi lo fa per amore. E chi perché affascinato dalla altre culture.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/06/italiani-allestero-aumenta-il-numero-degli-espatriati-107mila-nel-2015-ad-andarsene-sono-soprattutto-gli-under-35/3078784/

Rossana Nardacci

Autore: Rossana Nardacci

Laurea Magistrale in Informazione, Editoria e Giornalismo presso L’Università Roma Tre.
Corso di Social Media Marketing&Social Listening presso Bloo Srl di Pescara abilitante alla professione di Social Media Manager, professione che svolgo attualmente collaborando con diverse web agency. Mi occupo principalmente di Content Marketing e Social Media Marketing per aziende e liberi professionisti, redigo testi Seo Oriented e curo le strategie per blog aziendali.
Sono Docente di corsi di Social Media Marketing per aziende e futuri professionisti

Giovani Italiani. Quanti hanno davvero il coraggio di andar via? ultima modifica: 2017-01-30T21:34:31+00:00 da Rossana Nardacci

Commenti

commenti