Questionario di schedatura degli studenti in Gran Bretagna, razzismo o ignoranza?

Sarà anche la solita vena polemica degli italiani. Ma dietro a quel questionario in Gran Bretagna c’è molta ignoranza e dove c’è ignoranza c’è molto spesso razzismo. Il riferimento è al famoso questionario per l’accesso a delle strutture scolastiche nel Regno Unito. Scorrendo il menù a tendina si deve scegliere la propria lingua tra italiano, napoletano, siciliano, altre lingue italiane non meglio precisate e senza alcun riferimento di appartenenza al nostro Paese, il sardo. Dopo un momento di generale indignazione, molti giornalisti della stampa italiana hanno cominciato a bacchettare “i soliti polemici”, ovvero chi si sente discriminato da quel documento.

È colpa degli italiani

Questi giornalisti hanno preso nettamente le difese degli UK, dicendo che al massimo si tratta di un episodio in cui gli inglesi hanno fatto un piccolo errore, ma a fin di bene. Secondo loro la classificazione doveva essere di sostegno agli alunni. Insomma, gli inglesi sono pasticcioni ma più evoluti di noi, mentre gli italiani sono dei polemici ammalati di provincialismo.

Ma se l’intento della scuola inglese fosse stato davvero quello, perché non sostenere linguisticamente anche i romani, i milanesi o i friulani? In ogni caso la questione si è risolta con le scuse da parte del ministero degli Esteri inglese e la rimozione delle voci dal questionario.

Ma il fatto rimane, il Regno Unito diventa ogni giorno più razzista

Il questionario linguistico che ha generato un’ondata di indignazione in Italia è in realtà il fatto meno grave. Molti altri sono gli indizi più importanti di una deriva razzista negli UK. L’ultima sparata della prima ministra britannica Theresa May è stata la proposta di non offrire più l’assistenza per la maternità alle mamme straniere. Secondo questa proposta chi vorrà partorire in suolo inglese dovrà prima presentare il passaporto per controllare la nazionalità. Le mamme non inglesi dovranno quindi pagarsi il salato conto di una clinica privata. Questo provvedimento potrebbe diventare legge ben prima dell’uscita del Regno Unito dall’Europa.

Le mire isolazioniste di Theresa May e lo stravolgimento di una società

Sul tema dei consulenti del governo le cose non vanno meglio. Per studiare le strategie di brexit, il governo britannico ha infatti deciso di non assumere alcun consulente di origine straniera. La May ha infatti fatto sapere di non voler passare informazioni sensibili a consulenti non britannici.

Nel campo del lavoro và addirittura peggio. Il governo ha deciso di schedare le aziende inglesi che assumono dipendenti immigrati per sfotterle sul web. Per dare un’idea del punto in cui è la Gran Bretagna, un conduttore della Lbc ha letto in diretta un discorso molto simile a quelli di Amber Rudd, ministra dell’Interno. Si trattava invece di un brano del Mein kampf di Hitler.

Quella che fino a poco tempo fa era considerata la porta d’Europa sta diventando un muro. E i muri, si sa, sono molto più facili da costruire che da abbattere.

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Andrea Castello

Autore: Andrea Castello

Nasce come restauratore di opere d’arte a Venezia, dove collabora anche con vari giornali locali e nazionali. Si sposta prima in Francia e poi a Malta dove lavora come istruttore di sub per alcuni anni. Le grandi passioni che guidano la sua vita sono la pittura, la buona cucina e naturalmente la scrittura.

Gran Bretagna, il nuovo muro d’Europa ultima modifica: 2016-10-22T07:21:07+00:00 da Andrea Castello