Tra i vari campi e settori in cui riusciamo a distinguerci, quello del cibo è senza ombra di dubbio uno dei migliori. Siamo maestri sia nel mangiare, che nel realizzare pietanze da far invidia al mondo intero.

L’Italia che vince

La forza e la qualità della nostra cucina è conosciuta in ogni angolo del globo e i cuochi italiani sono tra i più ambiti e ricercati nel campo della ristorazione, mentre i ristoranti italiani, se gestiti con passione e da persone competenti, riescono ad affermarsi nei tanti concorsi e classifiche inerenti al settore.
Tra questi vi è l’Osteria Francescana di Modena dello chef Massimo Bottura (www.osteriafrancescana.it), incoronato come miglior ristorante al mondo nella celebre classifica The World’s 50 Best Restaurants 2016, alle spalle dello spagnolo El Celler de Can Roca vincitore della scorsa edizione e l’Eleven Madison Park di New York.
Il riconoscimento conseguito dal ristorante modenese è di primissimo livello. La classifica infatti è considerata come l’Oscar della ristorazione e, insieme alla guida Michelin, utilizzata come metro di valutazione dagli esperti e non del settore.La premiazione, avvenuta a New York il 13 giugno scorso, ha visto un Bottura particolarmente emozionato per il risultato conseguito, ottenuto dopo un lavoro intenso fatto di sforzi, lunghi studi e sacrifici.
La storia dello chef modenese e del ristorante iniziano nel lontano 1995 quando, di ritorno da un percorso di formazione che lo aveva portato in giro per il mondo, Bottura rileva una trattoria piccola e tradizionale nel cuore della città di Modena: l’Osteria Francescana.
La cucina proposta da Bottura si propone da subito come una rielaborazione in chiave moderna dei piatti tradizionali della cucina italiana, mantenendone la struttura classica. Grazie ad un percorso di formazione lungo e articolato, il risultato è subito apprezzato e nel giro di pochi anni la locanda diventa punto di riferimento per gli amanti e gli esperti della buona cucina.
Altra caratteristica del ristorante è la sua sperimentazione in ambito culinario. Nel 2000 infatti Bottura viene invitato dallo chef catalano Ferran Andrià che gli illustra i processi (e le potenzialità) della cucina molecolare. Tranquilli, non stiamo parlando di trasformazioni anomale o di un utilizzo di prodotti chimici sconosciuti tra i fornelli, ma di una disciplina che prevede lo studio approfondito delle trasformazioni a livello molecolare delle pietanze durante le fasi di preparazione, con l’obiettivo di ottenere risultati che rasentano la perfezione.
Con questo mix di conoscenze, l’Osteria Francescana inizia ad affermarsi anche al di fuori dei confini nazionali conseguendo ben tre stelle Michelin e, come detto in precedenza, il primo posto nella World’s 50 Best Restaurants 2016.
Il percorso verso la vetta non è stato di certo immediato. Da ben otto anni il ristorante di Bottura si classificava tra i migliori cinque ristoranti al mondo. Nel 2015 il preludio al successo con il secondo posto, culminato con il primo nell’edizione 2016 ed entrando nella storia come il primo ristorante in Italia ad aggiudicarsi l’ambito premio.
Tra i cinquanta classificati troviamo inoltre altri tre italiani. Al diciassettesimo posto Piazza Duomo dello chef Enrico Crippa ad Alba, al trentanovesimo Le Calandre di Rubano dei fratelli Alajmo (Massimiliano Alajmo è inoltre il cuoco più giovane della storia ad aver conseguito tre stelle Michelin) e al quarantaseiesimo, come new entry, il Combal Zero di Davide Scabin della città di Rivoli.

Storie di eccellenze e di successi italiani. Storie di italiani che ce l’hanno fatta.

 

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Laureato in lettere, fa della scrittura, dei racconti e dei viaggi le sue grandi passioni. Ama girare il mondo, soprattutto attraverso il cibo, e scoprire curiosità e aneddoti di ogni paese. Sogna un lungo viaggio in estremo oriente e poter raccontare, a modo suo, le proprie avventure. Scrive per diversi siti e blog, tra cui www.italiani.it, riportando storie e notizie che riguardano gli italiani nel mondo.

Il miglior ristorante al mondo ultima modifica: 2016-06-26T17:13:01+00:00 da Gabriele Roberti