Agosto 1936, la vela italiana di Italia domina i mari tedeschi, presso le acque di Kiel, conquistando la sua prima medaglia d’oro olimpionica. Una vittoria completamente italiana, quella delle Olimpiadi di Berlino, poiché vinta da un’imbarcazione progettata e costruita in italia; e il cui equipaggio fu a sua volta interamente italiano.

La Italia è la sua ciurma

Il periodo storico nel quale ebbero luogo le Olimpiadi, lascia presagire il clima di tensione che caratterizzò quelle competizioni. Secondo quanto sancito dai bandi di partecipazione, l’equipaggio partecipante doveva essere composto da marinai dilettanti. La formazione italiana era composta per lo più dalla classe genovese; il resto, erano elementi provenienti da altri centri nazionali velici. Il loro capitano era Leone Giovanni Reggio, timoniere italiano che farà la storia dei velisti.

La Italia è un vascello “medio”, lungo otto metri, veloce quando spirano i venti medio-leggeri; e al contempo robusta abbastanza per competere sino a dieci metri al secondo. A ideare questa vera e propria carezza nei mari fu Attilio Costaguta, costruttore e progettista della barca.

La gara di vela a Kiel

Lo scontro si fece da subito intenso. La variabilità delle condizioni meteo sembrava non voler giocare a favore dei gareggianti. Rigate lunghe come tracce d’orizzonte raccontavano una corsa che non poteva conoscere alcun riposo. Alla fine delle nove prove, Italia si colse vittoriosa soltanto durante la quarta di queste, grazie ad una rimonta magistrale operata attraverso una lunga regata che le ha concesso il trionfo.

Tuttavia, non è una regola storica, quella delle vittorie sempre gloriose. Alcune sconfitte, per la trepidazione che esse sono riuscite a trasmettere durante l’atto, spesso divengono gloriose alla stessa maniera delle grandi vittorie. Nella settima prova, Italia, racconta questa gloria.

Sembra che Italia non riesca ad abbandonare quella triste penultima posizione. Ma per il Capitano Reggio non vi fu motivo di sconforto; e con tale spirito cominciò unì’improvvisa rimonta. Bordeggiando un avversario dopo l’altro, Italia si trovò improvvisamente alla testa della flotta gareggiante, lasciandosi alle spalle persino il veliero svedese. La vittoria sembra ormai ad uno schioppo di vento. Ma giusto a qualche nodo dal traguardo, una spira di vento quasi come un sussurro, sembra infine voler premiare gli scandinavi, relegando a loro il diritto al successo.

L’equipaggio approdò costernato. Una vittoria sfumata per un vero e proprio soffio. Tuttavia, dopo due giorni, a seguito di un’interrogazione che vedeva Italia implicata al passaggio di una boa; accertatosi di quanto verificatosi, Italia venne assolta, ottenendo così la vittoria.

Una storia che riga di lacrime tutti coloro che la ricordano. Una competizione che ha visto una nazione unita imporsi sui mari stranieri di chi si pensava ineguagliabile, perfetto etnicamente, socialmente e, in questo caso, sportivamente. Ma noi italiani, è vero che siam fatti un po’ così. Diamo lezioni con ironia, a chi la vita la prende fin troppo sul serio; e solchiamo gli oceani impetuosi delle convinzioni altrui, curandoci della tempesta dei nostri sogni, che non dimentica mai di bagnarci, quando le nostre convinzioni rischiano di asciugarsi al sole.

Autore: Carlo Festa

Carlo Festa, laureando presso l’Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania, dove studia Didattica della Musica. Appassionato di letteratura e musica, ha coniugato le due arti al servizio della sua attività professionale, facendo di sé un discreto cantautore.

Italia: barca d’oro premiata alle Olimpiadi del 1936 ultima modifica: 2016-12-02T13:45:52+00:00 da Carlo Festa