Le italiane hanno sempre avuto un debole per le due ruote

Chi l’ha detto che le donne non abbiano la passione per i motori? In particolar modo sembra che ancora ci sia da allertarsi quando una donna sale su una moto. Ebbene, forse molti di voi ancora si sorprenderanno, ma in realtà le donne in sella sono moltissime, forse più di quanto vi aspettiate!

Probabilmente non è facile notarle. Con gli abiti da motociclisti è sicuramente difficile riconoscere l’aspetto fisico. E loro, serenamente, difficilmente si fanno notare.
Amano la velocità. Corrono per l’adrenalina. E sentono forte il senso di libertà. In verità le motocicliste italiane sono davvero tantissime! Molte di queste hanno persino superato i record di velocità correndo in pista.
Ad aprire la porta è stata la francese Lea Lamoine che nel 1897 che fu la prima a scendere in pista. La prima tuta da motociclista era una gonnellina, la camicetta e gli stivali.

Motocicliste italiane
Motocicliste italiane

Vittorina Sambri, pioniera del motociclismo italiano femminile

Il simbolo del motociclismo italiano femminile è Vittorina Sambri, una giovane ragazza di Ferrara. Nel 1914 sembrava assurdo che una donna potesse salire in sella a una motocicletta senza averne paura. Figurarsi a guidarla!
E Vittorina fu colei che riuscì a spiazzare l’allora mondo maschilista del motociclismo lasciandoseli tutte alle spalle. Dietro la nube di polvere che sollevava al suo passaggio c’erano gli increduli che cercavano sempre di smascherarla… e soprattutto di raggiungerla.

La sua tempra spesso mascolina lasciava dedurre che in realtà in lei ci fosse un animo più maschile che femminile. Ma questo passava quasi in secondo piano, visto che alla fine a mangiar polvere erano i restanti che provavano a battere il suo record. La pioniera italiana della motocicletta gareggiava nei circuiti insieme agli uomini.
Vittorina, la donna con i pantaloni, cominciò con la bicicletta. Nel giro di poco si trovò in sella alle due ruote della moto. Una borgo 500 monocilindrica e a volte con la bicilindrica della stessa casa torinese.

Donne&Moto
Donne&Moto

Ricordo di una telecronaca

La telecronaca di una giornata d’agosto del 1913 riporta queste parole che lasciano intendere perfettamente la scaltrezza di Vittorina. Antiniazzi giù citato, è ricordato come uno dei motociclisti più bravi dei allora.
“Antoniazzi si mantiene in testa per i primi dieci giri, la Sambri, sempre correttissima, tenta di sorpassarlo, specie nelle curve. Finalmente par riesca, rasentando lo steccato, a penetrare fra il medesimo e il motore dell’Antoniazzi.

Questi non le lascia il tempo di proseguire e le si stringe addosso costringendola a passare la linea di demarcazione e a percorrere un breve tratto sull’erba. Causa tale irregolarità, la corsa viene annullata. Alla ripresa, nei primi giri l’Antoniazzi è in testa, ma non vi si mantiene molto, sorpassato dalla Sambri; questa si piazza tosto rasente allo steccato e non lo abbandona più. La vittoria è certa. Essa compie i dieci chilometri in minuti 7,31 e giunge prima con un buon vantaggio sull’Antoniazzi. E’ vivamente applaudita”.

Autore: Francesca Shissandra

Francesca D’Elia. Studentessa presso la facoltà di editoria e pubblicistica in Salerno. Attratta dalla scoperta del nuovo e dal confronto con persone di diverse etnie e culture, sempre alla ricerca di incredibili storie e fantastiche personalità. Amante della natura, dei suoi suoni e dei suoi colori. Segno zodiacale: bilancia.

Motociliste italiane: adrenalina e velocità ultima modifica: 2017-07-14T07:29:34+00:00 da Francesca Shissandra

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