Consumo di Musica in più Paesi nel 2016

La fascia di età interessata oscilla dai 16-64 anni; e una piccola parentesi dedicata ai più giovani di anni 13-15. Emerge immediatamente che i servizi streaming in abbonamento – come Spootify – diventano sempre più polari nella classe giovanile. Specie per lo spaccato giovanile sotto i venticinque anni; disposto a pagare per accedere ad un servizio di musica in streaming. Ma a rendere interessante il risultato della ricerca, è l’approccio alla musica dei giovani tra i 13-15 anni. Quest’ultimi sembrano essere molto sensibili sul tema della musica in licenza. Infatti, una percentuale non indifferente – circa il 67% – sono convinti che la creatività dell’artista vada ricompensata adeguatamente. A tal proposito, più della metà acquista servizi in abbonamento streaming.

Consumo di Musica in Italia nel 2016

La FIMI, dedica la sua attenzione alla ricerca condotta su territorio italiano. Il quadro concettuale della situazione rivela alcuni parametri interessanti. In un primo punto, si evince che 77% degli interpellati su suolo nazionale, si avvale dell’ascolto di musica legale; ciò che invece c’è da sapere, è che l’85% di quest’ultimi rientrano nelle fasce anagrafiche 13-15. Sembra chiaro come, anche nella nostra penisola, siano i giovani a tenere saldo il timone del mercato musicale.  Ma non finisce qui. Infatti, il 52% di questa ampia porzione ascoltatrice, preferisce acquistare musica o contrarre abbonamenti per l’ascolto in streaming.

Ci si chiede dunque quale sia il servizio del quale usufruisce la fascia interessata compresa tra i 16-64 anni, per l’ascolto di musica. La piattaforma più gettonata sembrerebbe proprio Youtube, scelta dal 95% degli intervistati della fascia in oggetto. Ma il rapporto fra le fasce di età, per questione etica, sembra evincere un aspetto che agisce in maniera inversamente proporzionale; gli intervistati di fascia 16-64 utilizzano sistemi di “stream ripping”, forma di pirateria ultimamente in vertiginoso aumento. Ad usufruirne in maniera assidua sono il 45% della medesima fascia; preso atto di questo dato è interessante notare come sia più presente un comportamento etico nella fascia 13-15, che nella fascia 16-64, che preferisce optare per lo stream rip.

Interessante è sottolineare quanto sia appartenente alla fascia giovanile 13-15, la ricerca di nuova musica, anziché fossilizzarsi su di un’unica playlist. E questa è un’ottima notizia per i musicisti italiani che intendono far conoscere il loro progetto ad un pubblico che diventa sempre più vasto.

Cliccando qui si può accedere alla ricerca completa.

Risultato di una recente ricerca globale condotta da Ipsos Connect, su commissione della IFPI, che ha indagato sui comportamenti dei giovani consumatori odierni di musica.

Carlo Festa

Autore: Carlo Festa

Carlo Festa, laureando presso l’Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania, dove studia Didattica della Musica. Appassionato di letteratura e musica, ha coniugato le due arti al servizio della sua attività professionale, facendo di sé un discreto cantautore.

Musica e Consumi: cosa preferiscono i giovani italiani? ultima modifica: 2016-11-14T12:00:01+00:00 da Carlo Festa