Cresce anche nel nostro Paese il fenomeno dei ragazzi- fantasma tra i 15 ed i 29 anni. Si tratti di giovani  che rinunciano ad istruzione e formazione rimanendo al chiuso nelle loro camerette.

Non lavorano, non studiano nè stanno completando un periodo di formazione. Sono i Neet (Not in Education, Employment or Training), i ragazzi tra i 15 ed i 29 anni segno più evidente della crisi economica.

Solo nel 2015 nei Paesi Ocse se ne contavano 40 milioni.

L’Italia com’è posizionata in questa nuova generazione di giovani?

L’Italia è maglia nera in questa triste classifica. Nel nostro Paese, secondo i dati, oltre un terzo dei giovani tra i 20 ed i 24 anni di età non lavora nè studia. Tra il 2005 ed il 2015 la loro percentuale è cresciuta di dieci punti, molto più che negli altri Paesi. Certamente l’aumento è dovuto alla crisi economica che ha avuto come conseguenza un calo del 12% del tasso di occupazione giovanile. Ma l’Ocse fa notare che altri Paesi come Grecia e Spagna, hanno visto una diminuzione simile o maggiore del tasso di occupazione senza registrare un aumento così vistoso dei Neet.

Ma chi sono davvero questi ragazzi? Cosa fanno e cosa non fanno?

Possono essere definiti un nuovo esercito immobile di nuovi analfabeti lavorativi.  Giovani che hanno perso il treno dell’istruzione, che scivolano verso i confini del mercato occupazionale, che rischiano di non contribuire mai al sistema previdenziale. Ma che soprattutto hanno perso l’entusiasmo di vivere e di costruirsi un futuro, hanno lasciato alle spalle la fiducia e cercano solo di sopravvivere, più che di vivere.

Spesso chiusi nelle loro camere da letto, davanti al pc, partecipano poco alla vita familiare e non hanno nemmeno tanto interesse verso il cibo, gli amici, la vita sociale.

Cosa ci dice l’Istat?

L‘Istat ha cercato anche di offrire una rilevazione numerica del fenomeno, insieme al Ministero del Lavoro, tentando di dare un volto ed una provenienza a questi due milioni di Neet, nè lavoratori nè studenti. A partire dal genere e dall’area di residenza: più della metà, il 56,5 per cento è costituito da donne che vivono al Sud. Napoli, Catania, Brindisi, Palermo sono le province che vestono la maglia nera. Queste donne hanno un libello di istruzione medio basso, licenza media o al massimo un diploma di scuola superiore.

La maggior parte di questi giovani ha anche smesso di cercare un impiego: il 57,7 per cento dei maschi Neet Italiani è inattivo. Se si guardano le percentuali delle donne, la situazione appare ancora più drammatica. Ogni cento ragazze, 72 si sono rassegnate a rimanere disoccupate ed a non entrare nel mercato del lavoro. Anche in questo caso le performance peggiori si registrano al Sud, con picchi che superano l’80 per cento in Campania.

A dimostrazione che quello dei Neet è un problema strutturale di inattivi superiore alla media nazionale lo fa registrare il Trentino Alto Adige, dove si sfonda il tetto del 60 per cento contro il 39 per cento di chi invece non si rassegna alla disoccupazione.

http://www.repubblica.it/economia/2015/11/09/news/generazione_neet_niente_studio_ne_lavoro_in_europa_siamo_primi_e_non_e_un_bel_record-126959060/

 

Rossana Nardacci

Autore: Rossana Nardacci

Laurea Magistrale in Informazione, Editoria e Comunicazione presso L’Università Roma Tre.
Corso di Social Media Marketing&Social Listening presso Bloo Srl di Pescara abilitante alla professione di Social Media Manager, professione che svolgo attualmente collaborando con diverse web agency. Mi occupo principalmente di Content Marketing e Social Media Marketing per aziende e liberi professionisti, redigo testi Seo Oriented e curo le strategie per blog aziendali.
Sono Docente di corsi di Social Media Marketing per aziende e futuri professionisti

Neet: giovani che rifiutano studio e lavoro ultima modifica: 2016-11-24T11:16:18+00:00 da Rossana Nardacci