La Mafia uccide solo d’estate: nuova fiction di Raiuno ispirata all’omonimo film di Pif

Tre anni fa col film “La mafia uccide solo d’estate”, Pif, nelle vesti di regista ed interprete, conquistò critica e pubblico, vincendo premi e depositando il suo “marchio di fabbrica”, ovvero quello di usare la commedia per parlare di cose profondamente serie. Raccontare, ad esempio, con tono ironico e mai banale “Cosa nostra”, la mafia siciliana. Questo stesso spirito irriverente ha voluto trasferire nell’omonima serie tv in sei serate tratta dal film e che andrà in onda su Raiuno da Lunedi 21 Novembre, in cui lo stesse regista sarà solo la voce narrante.

Dalla vicenda di un bambino ad una storia autobiografica

Nella serie si racconta la vicenda di Salvatore, giovane protagonista con uno spiccato senso del giudizio, ispirato al personaggio del film di Pif, il quale racconta un periodo della sua vita: quella di un bambino che vive nella Palermo della fine degli Anni ’70. Ma si tratta anche di un racconto generazionale in cui ci si possa identificare.

Uno racconto tutto squisitamente italiano.  Al centro vi è una famiglia, quella dei Gianmarresi, una famiglia normale con i suoi problemi e le sue vicende di ordinaria quotidianità. Vi è il desiderio di sistemarsi ed avere una vita decente. Il problema è che per realizzare quest’aspirazione spesso si cede a piccolo compromessi. E’ un fatto che vale in senso generale ma, nel caso della vita a Palermo, c’è l’aggravante della mafia. Così, un piccolo compromesso dopo l’altro, una città è stata consegnata nelle mani della criminalità organizzata.

Siamo nel 1979, anno che sancisce l’inizio della stagione dei delitti eccellenti: Cosa Nostra alza il tiro e colpisce uomini delle istituzioni come Boris Giuliano interpretato da Nicola Rignanese e considerato “eroe nella lotta alla mafia”.

Una fiction che lancia un messaggio: si può combattere la Mafia con il linguaggio e l’ironia

Pif, prima con il film ed ora con la fiction, vuole spiegare che la “mafia va presa in giro”. Va rappresentata in modo ironico ma anche rispettoso dei valori rappresentati dalla lotta a Cosa nostra. Vedere gli uomini che hanno combattuto come uomini, persone normali, in modo che ciascuno possa vederli come esempio, che il cittadino possa imitarli con il proprio impegno, ognuno nel proprio ambito.

La mafia produce morte e carcere. Conoscere ciò che produce è importante e tutti noi dobbiamo impegnarci.

Falcone e Borsellino non vanno considerati come eroi o miti, ma vanno visti sotto l’aspetto umano. Sono uomini come noi.

In questa serie in cui non c’è nè il buono nè il cattivo, Pif usa questo linguaggio ironico che entrerà anche nelle case dei mafiosi, per prenderli in giro e sminuirli. Il messaggio che vuole lanciare Pif è questo. La mafia non ha senso dell’umorismo e se cogli il lato umano, ridicolo, è una vittoria assoluta.

http://gds.it/2016/11/16/la-mafia-uccide-solo-destate-diventa-serie-tv-pif-cosi-prendo-in-giro-la-mafia_590590/

 

Rossana Nardacci

Autore: Rossana Nardacci

Laurea Magistrale in Informazione, Editoria e Comunicazione presso L’Università Roma Tre.
Corso di Social Media Marketing&Social Listening presso Bloo Srl di Pescara abilitante alla professione di Social Media Manager, professione che svolgo attualmente collaborando con diverse web agency. Mi occupo principalmente di Content Marketing e Social Media Marketing per aziende e liberi professionisti, redigo testi Seo Oriented e curo le strategie per blog aziendali.
Sono Docente di corsi di Social Media Marketing per aziende e futuri professionisti

Palermo: città simbolo e vera protagonista di La mafia uccide solo d’estate ultima modifica: 2016-11-21T11:48:02+00:00 da Rossana Nardacci