Il 4 gennaio scorso è uscito nelle sale italiane il film Assassin’s Creed. Diretto da Justin Kurzel e con Micheal Fassbender nei panni del protagonista, il lungometraggio è basato sulla famosa serie videoludica. E una delle cose che saltano subito all’occhio, sia nel film che nel game, sono i combattimenti e le spettacolari fughe sui tetti dei vari edifici. Movimenti tipici del Parkour, disciplina che in questi anni sta vivendo il suo periodo migliore.

Le origini del parkour

Il termine parkour nasce ufficialmente negli anni 90′ in Francia grazie a David Belle. Figlio di un pompiere, David sin da giovane iniziò a praticare l’Hèbertismo. Tranquilli non stiamo parlando di una setta, ma di un allenamento che prende il nome dal suo fondatore George Hèbert. Tale tipologia di allenamento prevede diversi esercizi per migliorare soprattutto l’agilità. Lo scopo è quello di riuscire a fronteggiare qualsiasi ostacolo senza l’uso dell’attrezzatura. E David, futuro pompiere, decise di utilizzare proprio questo metodo per salvare i gattini sugli alberi. Ma per un infortunio al polso fu costretto ad abbandonare la carriera da pompiere. I duri allenamenti, tuttavia, continuarono a far parte della vita di David che fece dell’Hèbertismo una filosofia di vita. E nel 1998, insieme all’amico Hubert Koundé, fonda il parkour. Il nome deriva da parcours du combattant. Quel percorso che gli uomini di Hèbert erano costretti ad affrontare nei suoi allenamenti.

Dalla strada al web

Nei suoi primi anni di vita il parkour si diffonde grazie soprattutto al passaparola. Migliaia di giovani francesi iniziano a cimentarsi in questa disciplina, e le strade diventano teatro di spettacolari acrobazie. All’inizio degli anni Duemila la svolta: Internet. Migliaia di video amatoriali si riversano su YouTube e il parkour esce dai confini nazionali catturando l’attenzione degli sportivi in ogni dove. La possibilità di praticarlo ovunque senza bisogno di alcun tipo di attrezzatura lo rendono uno sport alla portata di tutti. L’unica cosa che necessita è una buona preparazione e quel pizzico di follia utile a superare i propri limiti. E in Italia? Sono già attivi diversi gruppi e associazioni. Lo Stato sta inoltre promuovendo questa disciplina con varie iniziative. Soprattutto grazie al messaggio sociale che il parkour vuole trasmettere: la possibilità di superare qualsiasi ostacolo nella vita.

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Parkour: lo sport che ha ispirato Assassin’s Creed ultima modifica: 2017-01-15T17:55:17+00:00 da Gabriele Roberti

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