Chiese, castelli, intere città e persino dei tramonti sul mare: la lista dei Patrimoni UNESCO è infinita e include una serie di opere artistiche e naturali che vanno preservate per le generazioni future. La settimana scorsa è stata aggiunta un’altra meraviglia tutta italiana, anzi napoletana. Stiamo parlando della pizza e della nobile arte del pizzaiuolo (o pizzaiolo).

La decisione dell’UNESCO

Dopo anni di battaglie l’UNESCO ha finalmente deciso di considerare la pizza napoletana Patrimonio dell’Umanità. Un traguardo storico per l’Italia che vede uno dei suoi piatti simbolo riconosciuto come bene da tutelare. Il tutto è accaduto lo scorso 4 dicembre a Jeju, in Corea del Sud, dove si è riunita la commissione per valutare le varie domande di inserimento nella lista UNESCO. Tra opere architettoniche di assoluto prestigio e paesaggi mozzafiato impossibile non notare quel connubio perfetto tra farina, sugo e mozzarella. Ecco allora la decisione unanime di inserire la pizza e tutta la cultura legata ad essa tra le meraviglie terrestri.

Simbolo culinario e culturale

La pizza napoletana va ad arricchire la serie di prodotti tipici e diete considerate Patrimonio dell’Umanità. Nella lista sono infatti già inserite la dieta mediterranea, la cucina francese, giapponese e messicana, il Keskek turco, il Kimchi coreano e la birra belga. Ma cosa cambia ora?

La pizza napoletana patrimonio dell’umanità

Oltre al valore simbolico, l’inserimento della pizza napoletana come Patrimonio UNESCO potrà preservarne vari aspetti, tra cui quello economico e culturale. Sembra strano infatti, ma nel mondo molti sono convinti che la pizza non sia un prodotto italiano, ma americano. Questo perché negli anni si è diffusa tale convinzione senza che nessuno potesse mai smentirla con documenti ed attestati ufficiali. Inoltre si tratta di uno dei piatti più contraffatti sul pianeta, con numerosi locali e catene che vantano una pizza preparata secondo tradizione, senza seguirne però nemmeno un passaggio. Farine scadenti, impasti preparati alla meno peggio e pizzaioli improvvisati: in molti paesi sono migliaia le pizzerie che si spacciano per napoletane, senza magari aver mai avuto a che fare con la città partenopea.

Le tartarughe ninja e la pizza
Una passione per tutti, anche per le Tartarughe Ninja

Con il riconoscimento dell’UNESCO sarà più difficile tutto questo, e i veri pizzaiuoli napoletani saranno in qualche modo tutelati. E l’economia italiana potrà solo giovarne. Il giro di affari che ruota attorno a questa prelibatezza è infatti, solo nel Belpaese, di 12 miliardi di euro e di oltre 60 miliardi nel resto del mondo. Si stima che in Italia siano ben 200mila le persone che lavorano nel settore, sfornando ogni giorno 8 milioni di pizze.
Numeri impressionanti che mostrano al mondo l’importanza di un prodotto capace di farsi amare da chiunque. Ed ora entrato meritatamente tra le migliori opere mai realizzate dall’uomo.

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

La pizza napoletana diventa Patrimonio dell’Umanità! ultima modifica: 2017-12-11T09:30:59+00:00 da Gabriele Roberti

Commenti

commenti