La Pizza

Il nostro meraviglioso paese trova espressione sublime nel cibo, nelle infinite combinazioni di ingredienti pregiati ed unici, cucinati con amore, fantasia e creatività, doti che ci contraddistinguono nel mondo. Noi italiani siamo capaci di creare in cucina realizzazioni tanto complesse quanto squisite, inimitabili opere artistiche da apprezzare con gli occhi, con il naso e con il palato. Quando all’estero pensano all’Italia non possono fare a meno di soffermarsi sul cibo, sui sapori, su quella grande abilità che abbiamo nel lavorare gli ingredienti creando pietanze appetitose ed invitanti. Tuttavia a tavola spesso non è la complessità che fa grande una pietanza, quanto la qualità delle materie prime e la semplicità con la quale queste vengono trattate. Non è un caso che i migliori piatti italiani, celebri nel mondo e capaci di portare in alto il nostro tricolore, sono tutti rappresentati da pietanze semplici realizzate con pochi e genuini ingredienti. E la Pizza è tra queste pietanze la Regina!! Acqua, sale, lievito, farina, olio d’oliva, pomodoro, mozzarella e basilico, il miracolo si compie, l’eccellenza è servita!! La Pizza è l’espressione pura dell’Italia perché è un prodotto semplice che sa appagare tutti i sensi, mette allegria e voglia di stare insieme, può essere preparata con maestria culinaria d’alta scuola oppure improvvisata alla meno peggio, e qualunque sia poi il risultato: la Pizza è sempre la Pizza!

 

Perché la Pizza ci rappresenta

La Pizza è l’Italia, con i suoi infiniti modi di essere, con le sue sfumature, i suoi valori, le sue meravigliose contraddizioni. I suoi innumerevoli condimenti la rendono un alimento che si sposa a perfezione con ognuno di noi; ciascuno può trovare la combinazione che più gli piace, che più lo rappresenti, che meglio possa trasmettergli quel piacere unico dato dal mangiare un cibo squisito. La Pizza è campana, laziale, toscana, calabrese, siciliana, lombarda, piemontese, sarda, emiliana, marchigiana, pugliese, molisana, abruzzese, ligure, trentina, veneta, valdostana, umbra, lucana e infine friulana. E ciascuna ha le sue caratteristiche particolari ed i suoi ingredienti speciali, derivanti dal luogo e dalle tradizioni, ma tutte hanno una cosa in comune: la bontà. In Calabria la si assapora con la ‘nduja di Spilinga e le cipolle rosse di Tropea, in Lombardia con il gorgonzola o il taleggio, a Napoli con la mozzarella di bufala ed il basilico fresco, in Sicilia con le melanzane, in Umbria con il tartufo nero, in Liguria con il pesto.  Ogni regione ha le sue varianti, i suoi piccoli gioielli per di impreziosire una delle invenzioni culinarie più importanti nella storia dell’umanità.

Ma la profonda italianità di questa pietanza risiede anche nella sua capacità di trasformarsi in un veicolo sociale potentissimo: accomuna le persone, le avvicina, smussa le differenze nella gerarchia della società e diventa il cibo preferito di tutti, nessuno escluso. La Pizza infatti è degli operai, dei netturbini, dei direttori di banca, degli imbianchini, dei dirigenti d’azienda e delle loro segretarie, dei nobili e dei poveri, dei vip e degli sconosciuti, di chi comanda e di chi esegue; la Pizza è rotonda ma anche quadrata, povera o ricca, sobria o esagerata, come siamo noi italiani precisi o confusionari, programmati o improvvisatori, la pizza è salata oppure è condita con freschezza, come ciascuno di noi che cerca sapore nella vita ed anche bellezza. L’Italia si specchia in un cibo perfetto, nel pomodoro, nella mozzarella e nel basilico, ammira il rosso, il bianco e il verde, quegli stessi colori che fan gonfiare il petto, per essere orgogliosi di tanta bellezza, di una bontà unica che tutto il mondo ci invidia e golosamente apprezza.

La Pizza è italiana ma sa unire i popoli di tutto il mondo. Ha origini antichissime, già i Romani utilizzavano in cucina delle focacce non dissimili dall’attuale Pizza, mentre ai tempi degli splendori di Pompei ed Ercolano, nei quartieri popolari, la Pizza veniva cotta nei forni a legna, concepita come “piatto unico”, nutriente ed equilibrato, ricco di invitante sapore, da mangiare calda e rigorosamente con le mani. La sua preparazione è andata poi perfezionandosi con il passare del tempo fino a vedere la nascita della celebre Pizza Margherita, nel 1889, quando il cuoco di Napoli, Raffaele Esposito, denominò così la sua Pizza in onore della Regina d’Italia Margherita di Savoia. Oggi la Pizza è diffusa a livello planetario, sempre con lo stesso nome, a prescindere che venga acquistata in un forno napoletano o in un chiosco di strada a New York, in una pizzeria a Roma o in un supermercato di Parigi. Forse è proprio questo che fa della Pizza il prodotto di maggior successo del Made in Italy, la forza di essere profondamente italiana ma al tempo stesso profondamente internazionale.

 

E la ricetta della Pizza?

Ovviamente esiste una ricetta antica napoletana, ma anche innumerevoli varianti e reinterpretazioni, fino ad arrivare ai nostri giorni con un disciplinare dell’Associazione Verace Pizza Napoletana che fissa le linee guida da rispettare quando si prepara una vera Pizza. Ma il bello di questo meraviglioso alimento è che ognuno è libero di seguire una sua propria ricetta sviluppandola ed arricchendola, seguendo i propri gusti ed assecondando le proprie preferenze culinarie. Va comunque detto che bisogna essere davvero diabolici per preparare una Pizza che non sia piacevole da mangiare. E’ innanzi tutto doveroso sottolineare che nella sua preparazione deve essere utilizzato solo olio extravergine di oliva proveniente da spremitura a freddo, poiché è quello che meno di ogni altro altera le caratteristiche fisiche, chimiche ed organolettiche dei cibi e che in cottura subisce meno alterazioni di altri condimenti come lo strutto o l’olio di semi. L’altro pilastro da rispettare è rappresentato ovviamente dall’impasto che va fatto rigorosamente a mano. Senza entrare nello specifico della ricetta che verrà riportata altrove, è fondamentale sottolineare l’importanza della lievitazione. Se operata correttamente questa consente alla Pizza di essere leggera e facilmente digeribile. Ecco perché la Pizza può essere solo italiana. Noi abbiamo i nostri tempi e l’impasto necessita di tempo in abbondanza per maturare correttamente (i cultori parlano di almeno 8 ore…). Ve lo immaginate un americano o un inglese che preparano l’impasto? Per loro già un’ora di lievitazione sarebbe un’infinità…

 

E infine una riflessione: noi italiani siamo speciali in tanti ambiti, dal settore lavorativo a quello ricreativo, dal cibo, all’arte, alla musica, allo sport, e la crisi economica e di valori che il mondo sta sperimentando in questi ultimi anni sta mettendo a dura prova molte delle nostre capacità ed attitudini, facendoci perdere quelle certezze che un tempo avevamo e di cui andavamo fieri. Ma questa fase è destinata a finire e come nel passato abbiamo saputo tirarci fuori dal buio del medioevo con una rinascita, anche oggi sapremo fare lo stesso. E la ripartenza può avere inizio proprio dalla Pizza!!! Noi Italiani siamo i migliori del mondo e basterà assaggiarne una fetta per ricordarcene sempre…!!!

 

 

Andrea Galati

Autore: Andrea Galati

Laureato in Economia e Commercio, da sedici anni lavora nel settore finanziario, attualmente è quadro direttivo in una banca che opera nel centro Italia e ne segue gli investimenti, profondamente appassionato di cucina e amante della musica, per anni ha dedicato il suo tempo libero a riprodurre piante di ogni specie, mettendo a dimora centinaia di alberi. Progetti per il futuro: continuare a piantare alberi trasmettendo ad altri l’importanza ed il significato di questo gesto. Il suo lavoro ideale: viaggiare nel proprio meraviglioso paese, alla scoperta del cibo, del vino e delle preziose tradizioni che lo rendono il posto più bello del mondo.

Pizza, l’eccellenza è servita! ultima modifica: 2016-08-12T22:00:38+00:00 da Andrea Galati