Un oggetto utilizzato per dire BASTA ALLA VIOLENZA FEMMINILE

Scarpe rosse. Un simbolo immediato, potente. Un colpo d’occhio ad effetto. Il colore rosso, simboleggia la violenza, il male, il sangue versato da tantissime donne in tutto il mondo.  Ed allo stesso tempo è il colore dell’amore, della passione che si trasforma in male.

Le scarpe rappresentano il percorso di ogni singola donna verso la libertà dalla violenza. Ognuna con la sua storia personale ma tutte a costruire insieme un percorso comune.

Scarpe rosse:  da simbolo di femminilità gioiosa a simbolo di protesta

Da sempre, le scarpe rosse sono considerate il simbolo di delicatezza, fascino, eleganza proprie di una donna. Caratteristiche che ogni donna ha voluto o vorrebbe esprimere liberamente e senza costrizioni. Tuttavia ogni giorno quelle scarpe vengono strappate con crudeltà dal piede di chi avrebbe voluto indossarle.

In Italia, le scarpe rosse sono diventate il simbolo contro il femminicidio e la violenza sulle donne in generale.

Il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Molte piazze italiane  accolgono centinaia di scarpe rosse.

La marcia silenziosa delle scarpe rosse è diventata un simbolo di protesta e di informazione in tutto il mondo.

Le scarpe vuote urlano tutto lo strazio, la vergogna, le paure e la condanna di chi ha deciso finalmente di DIRE BASTA.

Le scarpe rosse assumono così in questa occasione un nuovo valore simbolico. Si ergono a bandiera di una lotta silenziosa ma decisa contro ogni forma di attacco ai danni delle donne.

Nel mondo della moda le scarpe rosse sono da sempre associate a un mood audace, un tocco di colore perfetto per completare un look in total black. Il simbolo di una femminilità, dinamica, coraggiosa per certi versi. E soprattutto libera di esprimersi.

Le Zapatos Rojos: un progetto d’arte simbolo di denuncia contro il femminicidio

Le Zapatos Rojos nacquero come progetto d’arte pubblica dell’artista messicana Elina Chauvet. La quale nel 2009 espose la sua installazione di 33 scarpe rosse a Ciudad Juárez. Questa la città dove il tasso di femminicidio è così elevato da essere definita “la città che uccide le donne”.

La messicana Elina Chauvet,  con questo grande progetto ha trasmesso un forte sentimento di realtà, di dolore ma anche di forza. Ha creato un metodo per denunciare ed urlare al mondo l’orrore che il femminicidio compie quasi quotidianamente e la forza di volontà di denunciare per poter rinascere.

Una distesa di scarpe rigorosamente rosse che identificano il numero delle violenze, delle morti e dei maltrattamenti che le Donne hanno subito nella loro vita.

Ogni paia di scarpe rappresenta una storia di paura ma caratterizza l’enorme forza di volontà di voler combattere. Per far sì che questo orrendo fenomeno sia definitivamente sconfitto. Soprattutto che la Donna sia rispettata per la bellezza del suo essere.

Il 25 Novembre  è la data che identifica una lotta che si deve fare giornalmente ovvero la Lotta contro la Violenza sulle Donne.

Tantissime piazze italiane, sul prototipo del progetto lanciato da Elina Chauvet, sono state gremite da scarpe rosse in simbolo delle vittime. Un modo per ricordarle e ricordare a tutti che non si può restare inermi dinnanzi ad un avvenimento così grave.  La lotta contro la violenza sulle donne riguarda tutti, non solo le donne. E’ un problema culturale che riguarda tutti noi.

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Rossana Nardacci

Autore: Rossana Nardacci

Laurea Magistrale in Informazione, Editoria e Comunicazione presso L’Università Roma Tre.
Corso di Social Media Marketing&Social Listening presso Bloo Srl di Pescara abilitante alla professione di Social Media Manager, professione che svolgo attualmente collaborando con diverse web agency. Mi occupo principalmente di Content Marketing e Social Media Marketing per aziende e liberi professionisti, redigo testi Seo Oriented e curo le strategie per blog aziendali.
Sono Docente di corsi di Social Media Marketing per aziende e futuri professionisti

Scarpe rosse: da simbolo di femminilità a segno di violenza ultima modifica: 2016-11-25T12:34:29+00:00 da Rossana Nardacci