La trepidante attesa davanti una tastiera impersonale che racchiude tutto il vostro vocabolario digitale. La mano sinistra, tremolante, immobile giusto da un paio di ore, in attesa che siano disponibili i biglietti per il concerto del vostro artista preferito. Il server di distribuzione, improvvisamente, si aggiorna; il riquadro con scritto “acquista il ticket” è alla portata di click. Non c’è tempo per manifestare entusiasmo: il dito febbricitante ha già cliccato sull’acquisto. Ma cosa accade? Tutto esaurito!? Com’è possibile? La risposta possiede due parole, ed è un caso internazionale: Secondary Ticketing.

Cos’è il Secondary Ticketing?

Non è altro che un sistema di commercio online nel quale vengono venduti biglietti di concerti, o eventi simili, di grande rilevanza, ad un prezzo maggiorato rispetto a quello originariamente pattuito. Motivo per il quale, percentuali considerevoli di ascoltatori, saranno infine costrette a sostenere spese considerevoli rispetto al dovuto; oppure, nell’eventualità più demotivante, a rinunciare all’acquisto del Ticket.

Il fenomeno del secondary ticketing è ampiamente diffuso anche in Italia. A far luce su questo fatto è stata la Guardia di Finanza, dopo aver perquisito due note sedi di promoting per concerti, Live Nation e Vivo Concerti, i cui traffici risultavano sospetti. Come riportato anche dall’Ansa, dopo ciò, vengono indagati per truffa l’amministratore delegato di Live Nation Italia, Roberto De Luca; e l’ex amministratore delegato di Vivo Concerti, Corrado Rizzotto.

Come funziona il Secondary Ticketing?

Sostanzialmente consiste nello stesso metodo del bagarinaggio. Differisce soltanto il luogo d’attività: la rete. I bagarini, delegati dalle Aziende, si servono di software parecchio sofisticati, capaci di acquistare repentinamente un quantitativo di tagliandi impressionante; applicazioni che consentono di raggirare sistemi di controllo che dovrebbero impedire la possibilità di operare molteplici transazioni, su un sito, contemporaneamente.

Tra i vari enti che gestiscono il mercato dei tagliandi, Ticketone è quello al quale si rivolgono i più noti organizzatori di concerti in Italia da decenni. A questa società, i promoter dovrebbero consegnare tutti i tagliandi da vendere su internet. Tuttavia, non sempre è così. Pare che molti tra questi organizzatori, alla luce dei fatti recentemente accaduti, anziché consegnare tutti i tagliandi a Ticketone, ne cedevano soltanto una parte. Il resto veniva distribuito a tutte le piattaforme di secondary ticketing; che in seguito avrebbero rivenduto a prezzo maggiorato i ticket acquistati.

Il guadagno è intuibile. L’organizzatore, attraverso i promoter, acquista tagliandi per la vendita dei biglietti online, attraverso sistemi già specificati. Questi distribuiscono i tagliandi: alcuni a Ticketone, altri presso i siti di secondary ticketing. I siti di secondary ticketing, ricevuti i tagliandi, si apprestano a rivenderli al pubblico a prezzo maggiorato. Dopo aver venduto tutto, le piattaforme del quale si è fatto usufrutto, tratterranno una percentuale stabilita; il resto finirà nelle casse degli organizzatori.

I Provvedimenti

Dopo innumerevoli denunce portate avanti anche da organizzatori non coinvolti nello scandalo, come Claudio Trotta, fondatore della Barley Arts, si muove anche il Governo Italiano. Il Governo Renzi ha infatti presentato alla camera, l’11 novembre, un emendamento alla legge di bilancio, che abbraccia la lotta al bagarinaggio online.

Carlo Festa

Autore: Carlo Festa

Carlo Festa, laureando presso l’Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania, dove studia Didattica della Musica. Appassionato di letteratura e musica, ha coniugato le due arti al servizio della sua attività professionale, facendo di sé un discreto cantautore.

Secondary Ticketing e lo scandalo dei biglietti online ultima modifica: 2016-11-18T10:47:33+00:00 da Carlo Festa