Lo spumante italiano conquista la Francia

Champagne o spumante? Da sempre gli appassionati delle bollicine si dividono tra Francia e Italia, in uno scontro che va avanti da secoli a suon di bottiglie stappate e calici riempiti. E quest’anno sembra proprio che il Made in Italy abbia conquistato anche i nostri amati cugini.
Nel 2016 risulta infatti triplicata la domanda di vino spumante italiano in terra francese, con un incremento record di quasi il 200% per quanto riguarda l’export.
I dati Istat, analizzati dalla Coldiretti, mostrano chiaramente un netto predominio sui francesi nei primi cinque mesi dell’anno, e le previsioni confermano ottimi risultati anche per il resto dell’anno. Per ogni bottiglia di champagne spedita in Italia, ben sei finiscono oltre le Alpi!

Questo dato ha proiettato la Francia al terzo posto nella classifica che riguarda la domanda di spumante italiano, alle spalle degli Stati Uniti e della Gran Bretagna. Quest’ultima ha registrato anch’essa un +37% nella richiesta, confermando la crescita degli ultimi anni (crescita minacciata però dagli esiti della Brexit).

Spumante italiano: dall’antica Roma ai giorni nostri

Da alcuni scritti romani si è venuti a conoscenza del consumo di un vino frizzante molto dolce già nell’antica Roma. Tuttavia gli esperti credono si trattasse non di una versione arcaica di spumante, bensì del mosto ancora in maturazione. Convinzione resa ancora più forte dal fatto che all’epoca non vi erano i metodi di imbottigliamento capaci di mantenere un liquido sotto pressione come lo spumante.

Nel XVII secolo il monaco benedettino francese Dom Pierre Pérignon nell’abbazia di Hautvillers inventa lo champagne, ovvero un tipo di vino molto dolce e frizzante con la classica spuma che fuoriesce dalla bottiglia nel momento dell’apertura.
Su come sia stato inventato vi sono numerose storie e leggende: da chi crede che sia stato frutto di una serie di errori del monaco durante la preparazione del vino per la messa, fino ai sostenitori della tesi riguardante una seria e lunga preparazione voluta dal monaco stesso per ottenere un vino ancora più dolce e saporito.

E lo spumante italiano? Se nel medioevo e nel rinascimento si trovano numerosi scritti riguardanti dei vini simili al prodotto in questione, bisogna aspettare il 1865 per avere la prima testimonianza ufficiale di spumante italiano.
I Fratelli Gancia e il Conte Augusto di Vistarino dopo una serie di sperimentazioni eliminarono gli sciroppi che i produttori francesi utilizzavano nella preparazione, dando vita ad uno champagne grezzo a base di moscato (il vitigno utilizzato per il loro vino).

Lo Champagne italiano conquista tutti in poco tempo, grazie soprattutto al costo decisamente inferiore rispetto alla versione francese.
Negli anni si affina la preparazione dello spumante con l’utilizzo di altri tipi di vitigni e con differenti metodi di lavorazione, ottenendo così numerose versioni adatte a qualsiasi palato.

Lo spumante oggi

Ad oggi è possibile gustare tantissimi tipi di spumante italiano, tutti dalle sfumature e dal gusto diverso.
Nonostante sia nato da una rivisitazione dello champagne francese, lo spumante Made in Italy è riuscito sin da subito a tenergli testa affermandosi nel mercato globale come sua valida alternativa e, stando alle ultime rilevazioni, sembra essere preferito dagli stessi francesi.
Una delle tante note liete del nostro mercato. Uno dei tanti prodotti italiani da promuovere nel mondo.

Gabriele Roberti

Autore: Gabriele Roberti

Laureato in lettere, fa della scrittura, dei racconti e dei viaggi le sue grandi passioni. Ama girare il mondo, soprattutto attraverso il cibo, e scoprire curiosità e aneddoti di ogni paese. Sogna un lungo viaggio in estremo oriente e poter raccontare, a modo suo, le proprie avventure. Scrive per diversi siti e blog, tra cui www.italiani.it, riportando storie e notizie che riguardano gli italiani nel mondo.

Spumante: le bollicine italiane conquistano la Francia! ultima modifica: 2016-09-14T09:29:43+00:00 da Gabriele Roberti