La violenza è una spirale. Loredana oggi ha 40 anni, ha lasciato l’Italia all’età di 20 anni e si è trasferita in Germania. Recentemente ha vissuto per quasi un anno in una casa rifugio per donne maltrattate. Ma è stata cacciata per aver difeso una compagna fragile.

Quando la violenza prende il posto di abbracci e carezze, i colori sbiadiscono e ne resta solo uno: il blu dei segni sulla pelle

Una vita piena di violenze, quella di Loredana

Una vita piena di violenze, a partire dalla mamma, da colei che l’ha messa al mondo. A seguire gli uomini con cui sta, una compagna del dormitorio, perfino un estraneo che la ospita. Ma oggi Loredana ha detto stop. Sta ancora cercando il suo angolo di mondo. Lo troverà. Lo deve innanzitutto a se stessa ma anche a tutte le donne maltrattate che nessuno difende.

La violenza ha distrutto l’infanzia di Loredana

La violenza da parte della mamma di Loredana erano un rito quotidiano. Fermiamola

La violenza da parte della mamma di Loredana erano un rito quotidiano. Occupavano il posto delle carezze e degli abbracci a tal punto da sembrarle la normalità. I primi lividi, le prime macchie blu sono arrivate da lì, da quel mondo di bambina che ha perso troppo presto i suoi colori. Loredana era ingabbiata in un vortice di dolore e ci ha impiegato troppi anni per capirlo. Quando nella sua gente, ancora giovanissima, si è aperto uno spiraglio di coscienza, ha deciso di recarsi in Germania, credendo fosse un angolo migliore in cui costruirsi una nuova vita, una famiglia tutta sua ma non ha funzionato.

La tragica realtà nella Frauenhaus

Frauuenhaus vuol dire casa della donna. Una casa rifugio in cui si presume di trovare pace e tranquillità, o meglio, protezione per le donne maltrattate ma per Loredana non è stato così.

Le pareti color arancione della stanza rallegrano la donna, la quale cerca di tirarsi su pensando che tutto si aggiusterà, convincendosi che la violenza subita per anni smetterà di inseguirla. Ma si stava sbagliando anche qui.

In pochi mesi, Loredana inizia a notare atteggiamenti insoliti. Una sua amica viene sbattuta fuori. Una ragazza dolcissima ed indifesa, prigioniera della disperazione. Nessuno vuole dirle il motivo di tutto ciò e così Loredana inizia a diventare una persona scomoda, finchè non arriva a scoprire la tragica verità sulla sua giovane amica e viene sbattuta fuori dalla casa rifugio.

Lara, a soli 20 anni, si vendeva per le strade, con il viso pulito e bello di chi potrebbe cavalcare le nuvole. Lo fa per quel disincanto sull’amore che le è piombato addosso come un macigno. Per quella verginità persa senza nessun intreccio caldo di mani.

E questa fu l’ennesima delusione per Loredana, la quale aveva creduto che la casa rifugio potesse essere un luogo di protezione per donne maltrattate. Invece chi risulta scomodo, chi non si fa sottomettere e chi fa presente ciò che non va, viene cacciato fuori. Oggi Loredana dorme nel retro della pizzeria di un conoscente. Aspetta che i clienti tornino nelle loro calde case e, quando non c’è più nessuno, si rintana lì. Presto dovrà andarsene e cercherà ancora quell’angolo di mondo che l’aspetta. Non è facile ma ce la farà.

Stop alla violenza sulle donne!

Una violenza che non conosce confini e ceti sociali

Una giornata per gridare tutti insieme stop con la violenza sulle donne. E’ quella del 25 Novembre, promossa dall’Onu nel 1999 e che ogni anno si svolge a ricordo delle tre sorelle Mirabel violentate ed uccise proprio il 25 Novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana. Una violenza che, nonostante leggi sempre più severe introdotte anche nel nostro Paese, sia contro i femminicidi sia contro stupri e stalking, continua a perpetuarsi con cifre allarmanti.

Nel 2016, secondo l’Istat, sono state 149 le donne uccise, una ogni tre giorni. Tre su quattro di questi omicidi sono stati commessi in ambito familiare, dal partner, da un ex marito o fidanzato respinto o da un parente.

Gli stupri, e solo quelli denunciati, sarebbero quasi 11 al giorno. Tanti rimangono nascosti nel silenzio della vergogna che non porta a denunce. Così quasi 7 milioni di donne hanno vissuto una qualche forma di violenza, dallo stalking all’insulto verbale, fino alla violenza sessuale vera e propria subita, sempre secondo l’Istat, da un milione e 157mila donne.

Una violenza che non conosce confini e ceti sociali

Quella della prevaricazione del maschio è una violenza che riguarda anche i cosiddetti piani alti della società. Basti pensare, restando solo agli ultimi episodi della cronaca, allo scandalo provocato dalle confessioni di attrici famose sulle prevaricazioni sessuali del potente produttore cinematografico americano Harvey Weinstein ed ai casi di molestie denunciati al Parlamento europeo ed a quello britannico.

E che dire delle donne che sono state sfigurate con l’acido da ex partner gelosi o da sconosciuti, come Gessica Notaro o l’avvocato urbinate Lucia Annibali.

La violenza contro le donne, a mio parere, rimane un’emergenza. E per combatterla non basta solo la giornata, seppur importante, del 25 Novembre. Giornata che, tra le tante manifestazioni organizzate dalle associazioni che si battono per la difesa delle donne, vedrà, su invito della presidente della Camera, Laura Boldrini, 650 donne riempire in quel giorno l’aula di Montecitorio. Nel frattempo sul web scatterà l’iniziativa mondiale antiviolenza con l’invito ad un’ora di silenzio dalle 13 alle 14.

Ma se per difendersi dalla violenza maschile non mancano leggi e strumenti, oltre al numero telefonico antiviolenza 1522, ora è possibile contattare la rete di sostegno anche attraverso un’App, un sito dedicato (www.1522.eu) e social come Facebook ed Instagram.

Occorre un cambio culturale ed un’educazione maschile che sappia far accettare agli uomini la parità con le donne che sono sempre più autonome e capaci di occupare importanti ruoli sociali e nel lavoro. In modo che non possano e non debbano più, di fronte ad un rifiuto, essere artefici di tanta, assurda violenza.

Rossana Nardacci

Autore: Rossana Nardacci

Laurea Magistrale in Informazione, Editoria e Giornalismo presso L’Università Roma Tre.
Corso di Social Media Marketing&Social Listening presso Bloo Srl di Pescara abilitante alla professione di Social Media Manager, professione che svolgo attualmente collaborando con diverse web agency. Mi occupo principalmente di Content Marketing e Social Media Marketing per aziende e liberi professionisti, redigo testi Seo Oriented e curo le strategie per blog aziendali.
Sono Docente di corsi di Social Media Marketing per aziende e futuri professionisti

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L'incubo di Loredana: la violenza è diventata il suo destino
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Una giornata per gridare tutti insieme stop con la violenza sulle donne. E’ quella del 25 Novembre, promossa dall’Onu nel 1999 e che ogni anno si svolge a ricordo delle tre sorelle Mirabel violentate ed uccise proprio il 25 Novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana. Una violenza che, nonostante leggi sempre più severe introdotte anche nel nostro Paese, sia contro i femminicidi sia contro stupri e stalking, continua a perpetuarsi con cifre allarmanti.
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L’incubo di Loredana: la violenza è diventata il suo destino ultima modifica: 2017-11-24T09:30:19+00:00 da Rossana Nardacci

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