Il calcio. Fonte di gioia e disperazione. Motivo di orgoglio e di vergogna. Winston Churchill una volta disse che gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e le guerre come se fossero partite di calcio. E a giudicare dalla nostra passione non aveva tutti i torti. I malati di calcio in Italia sono praticamente ovunque. Cerchiamo di capire quali sono i possibili cinque tifosi che è possibile incrociare lungo il nostro cammino.

Cinque tipologie di tifosi:

Il mancato allenatore

Il più classico dei tifosi. Immancabile ogni mattina al bar con gazzetta, caffè e sigaretta. Pronto a criticare ogni scelta di ogni allenatore di ogni campionato. «Eh, ma Puzzetti doveva schierarlo come seconda punta per sfondare la difesa del Campobasso. Ma che cavolo!». Odioso il più delle volte, ma in grado di sfoggiare una profonda cultura calcistica. Peccato che finisce puntualmente per essere odiato da tutti. Anche da se stesso.

Il depresso

Figura tipica del tifoso frustrato. Appassionato fino al midollo, ma innamorato di una squadra che gli regala meno gioie del governo italiano. E quindi finirà inevitabilmente col non confrontarsi con nessuno. A evitare qualsiasi argomento inerente al pallone pur di risparmiarsi gli sfottò. Ma lo farà con profondo dolore perché in fondo il calcio è una passione troppo grande.

Il polemico

Figura tipica dei bar di periferia. Il polemico ha in mente solo una cosa: urlare. Inizi a parlarci tranquillamente della partita quando all’improvviso gli vedi la vena sul collo ingrandirsi. Il colore del viso diventa rosso tramonto caraibico, le labbra si fanno umide e parte una carrellata di insulti fino al cugino di sesto grado. Urla, parolacce e offese varie piovono come se non ci fosse un domani. Il motivo? Avergli contestato un suo pensiero in merito a una rimessa laterale non concessa alla sua squadra.

Lo scommettitore

Negli ultimi anni stanno diventando sempre più numerosi i tifosi scommettitori. L’appassionato che sviluppa una forma non poco lieve di gioco d’azzardo. «Ehi, esci stasera? C’è il compleanno di Mario!» «No, mi devo guardare Policoro-Le Castella che c’ho il due fisso!». Questa figura conosce tutte le partite della settimana. Dalla Serie A alla terza divisione rumena. Con tutte le quote, possibili combine e statistiche impiantate nel cervello come una capsula del film Atto di forza.

L’ultras

La forma finale del tifoso: l’ultras. La sua squadra del cuore è qualcosa di sacro. Guai a toccargliela o ti ritroverai contro un’intera curva dello stadio. L’ultras conosce tutti i cori dal 1932 a memoria, e non perderà occasione per intonarli. Ma l’ultras è anche l’incarnazione dell’essere viaggiatore. È capace infatti di seguire la squadra ovunque, anche in Islanda per una semplice amichevole. E tu non farai che chiederti come cavolo riesce a permettersi tutti quei viaggi.

Autore: Gabriele Roberti

Affascinato da sempre dal Lato Oscuro della Forza, abbandona in tenera età l’idea di diventare un Sith. Da quel momento ha iniziato a dedicarsi ad altro: gli studi, il lavoro, le ragazze e i tornei a Fifa. Dopo la laurea in lettere ha iniziato a scrivere senza sosta, arrivando a vedersi pubblicato su vari siti e blog come italiani.it.
Sogna un viaggio in estremo oriente, e di provare almeno una volta tutte le cucine del pianeta. In attesa ovviamente di una chiamata da Lord Fener…

Tifosi in Italia: cinque tipologie di malati del pallone ultima modifica: 2017-01-25T16:43:31+00:00 da Gabriele Roberti

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