Tiramisù:  dove e quando nacque questo dolce così tanto amato dagli italiani e non?

Le origini del tiramisù risalgono alla fine degli anni 60. Nella tradizione contadina veneta si era soliti dare ai bambini, agli anziani ed ai convalescenti, come ricostituente, un tuorlo d’uovo sbattuto con lo zucchero chiamato “lo sbatudin“.
Alla fine degli anni ’60, l’attore, regista e gastronomo Giuseppe Maffioli pubblica un libro, intitolato  La cucina trevigiana. Descrive l’usanza veneta di consumare lo zabaione assieme alla panna montata e a dei biscotti secchi detti baicoli.
A quei tempi, Roberto “Loli” Linguanotto,  cuoco e pasticciere in Germania, patria dei dolci al cucchiaio come da tradizione Bavarese, torna in Italia. Comincia a lavorare presso il ristorante Alle Beccherie di Treviso. Ed è proprio nella cucina del ristorante trevigiano che Loli, coniugando i suoi ricordi d’infanzia con quello che aveva visto in Germania, dà vita al “Tiramesù“, successivamente italianizzato in Tiramisù.
La sua intuizione lo porta ad aggiungere all’uovo ed allo zucchero il mascarpone Optimus, creando così una favolosa crema. E così dal ristorante trevigiano il tiramisù si diffuse in tutta Italia e poi nel mondo, diventando uno dei dolci più conosciuti ed apprezzati.
Basti pensare che il  nome “tiramisù” è presente nel vocabolario comune di 23 lingue diverse e che in tutta Europa è la quinta parola italiana più conosciuta.

La ricetta del tiramisù classico

Leggendo questo articolo sicuramente ti sarà venuta voglia di tiramisù.
Vuoi provare a farlo?
Ti servono pochi ingredienti: mascarpone, uova, zucchero, savoiardi, caffè e cacao in polvere.
Come si prepara?

Dividi gli albumi dai tuorli e mettili in due terrine separate. Aggiungi poi ai tuorli lo zucchero. Con l’ausilio di uno sbattitore elettrico, montali per bene fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
A questo punto, aggiungi anche il Mascarpone. Lavora il tutto fino a quando non otterrai una crema soffice ed omogenea.
Ora puoi dedicarti a montare a neve ben ferma gli albumi. Quando gli albumi saranno semi-montati, puoi versare poco alla volta lo  zucchero nel composto e montare il tutto finché non otterrai  una neve ben ferma.  Aggiungila al composto di tuorli, zucchero e mascarpone.
Esegui quest’operazione con molta delicatezza. Mescolando il tutto dal basso verso l’alto. In modo che le chiare non si smontino. Metti  la crema in frigorifero a raffreddare dentro un sac à poche.
Infine prendi una pirofila piccola ed inizia a stendere  uno strato di crema fredda. Poi ricoprila con uno strato di savoiardi imbevuti. Procedi ricoprendo con un altro strato di crema, poi con uno di savoiardi . E così via fino ad esaurimento degli ingredienti.
Metti il dolce in frigorifero per almeno due ore.
Poco prima di servirlo cospargi la superficie con il cacao amaro in polvere.

Tanti padri..tante ipotesi

tiramisu in bicchiere
tiramisu in bicchiere

Una delle ipotesi sulle origini di questo dessert lo colloca geograficamente nella regione Toscana. Più precisamente a Siena. In occasione di una visita del granduca Cosimo III de’ Medici venne inventato un dolce denominato “zuppa del duca” con caratteristiche molto simili all’attuale tiramisù. Tuttavia vi sono alcune discordanze in questa leggenda. Infatti, sia i savoiardi che il mascarpone erano poco usati nella pasticceria senese fra il XVII e il XVIII secolo. In più quest’ ultimo ingrediente difficilmente poteva essere conservato e trasportato in tempi brevi dalla Lombardia, sua regione di produzione, alla Toscana.
Altri appassionati di tiramisù sostengono che il famoso dessert abbia origini emiliane . Lo scrittore, gastronomo e critico letterario forlivese Pellegrino Artusi, ne descrisse la ricetta nel suo libro intitolato “La Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” stampato nel lontano 1891.
Anche in questo caso però vi sono alcune difformità. Il dolce si chiamava Dolce Torino ed al posto del mascarpone veniva usato il burro.
In Piemonte, un’ altra ipotesi vuole che il tiramisù sia stato creato da un pasticcere della città di Torino. Appositamente per dare sostegno a Camillo Benso Conte di Cavour, mentre svolgeva la sua attività politica per unificare il territorio italiano. Nella metà dell’ 800 i metodi di produzione e conservazione degli alimenti non erano ancora così sviluppati da garantire la commestibilità del tiramisù. Quindi  anche questa supposizione risulta poco credibile.

 

Rossana Nardacci

Autore: Rossana Nardacci

Laurea Magistrale in Informazione, Editoria e Comunicazione presso L’Università Roma Tre.
Corso di Social Media Marketing&Social Listening presso Bloo Srl di Pescara abilitante alla professione di Social Media Manager, professione che svolgo attualmente collaborando con diverse web agency. Mi occupo principalmente di Content Marketing e Social Media Marketing per aziende e liberi professionisti, redigo testi Seo Oriented e curo le strategie per blog aziendali.
Sono Docente di corsi di Social Media Marketing per aziende e futuri professionisti

Tiramisù: il dolce più rappresentativo dell’Italia ultima modifica: 2016-10-21T09:50:32+00:00 da Rossana Nardacci