Con l’ultima edizione della Biennale dell’Architettura Venezia accoglie lo Yemen e si schiera nettamente contro il conflitto armato.  Questa guerra poco raccontata dura da circa un anno e mezzo e sta producendo migliaia di vittime civili. In tutto questo tempo l’assordante silenzio di governi e mezzi d’informazione ha coperto il rombo delle bombe.

Yemen, la guerra sconosciuta

Le dinamiche che hanno portato alla guerra in Yemen affondano le loro radici tanto nel millenario scontro tra sciiti e sanniti, le due correnti dell’Islam, quanto in motivazioni politico-economiche. Il conflitto contrappone tre forze principali. Da un lato i sostenitori di Saleh, ex dittatore dello Yemen, che raccoglie tutti gli sciiti e ha vedute vicine all’Iran. Dall’altro i sostenitori del presidente eletto nel 2012 Hadi, che rappresenta la popolazione sannita ed è appoggiato dall’Arabia Saudita. Un terzo fronte è composto dalle milizie di al-Quaida. La principale causa di vittime sono però i bombardamenti sauditi. Nell’indifferenza totale degli organismi internazionali, colpiscono senza scrupoli obiettivi civili. È proprio grazie al coinvolgimento dell’Arabia, alleato dell’occidente, che questo immane genocidio sta passando sotto silenzio.

Dall’UNESCO un nuovo modo per fermare la guerra

Occorreva un nuovo modo per far conoscere questa guerra al mondo. Un sistema per far capire che tutti noi siamo coinvolti e in parte responsabili. L’UNESCO ha quindi deciso di promuovere una campagna rivolta al patrimonio storico-artistico yemenita. Un vero tesoro che appartiene a tutta l’umanità. Durante i bombardamenti sauditi infatti, 52 importantissimi siti archeologici sono stati letteralmente distrutti, perdendo nella polvere le nostre radici, la nostra storia.

Venezia è in prima linea per combattere questo conflitto

La Biennale di Architettura di Venezia ha subito raccolto la sfida aprendo il primo padiglione dedicato allo Yemen nell’area espositiva dell’Arsenale. Il padiglione è stato pensato dal comitato scientifico dell’Istituto Veneto per i Beni Culturali, in collaborazione con il gruppo Beautiful Yemen e il Ministero della Cultura yemenita. Quando si entra in questo spazio ci si trova avvolti da una struttura in legno che riprende le linee architettoniche tipiche del Paese mediorientale. A punteggiare questa struttura, numerose installazioni video raccontano delle storie: dalla tradizione artigianale dello Yemen, alla distruzione portata dalla guerra.

La missione italiana per salvaguardare l’identità di un popolo

L’Istituto Veneto in particolare ha sentito l’urgenza di intervenire in questo dibattito. Per molti anni questo istituto è stato presente in Yemen con un ambizioso progetto, purtroppo interrotto dallo scoppio del conflitto. Non solo si è impegnato nel restauro di importanti monumenti in varie parti del Paese, ma ha anche formato una schiera di restauratori qualificati del luogo. Questa operazione è stata particolarmente meritoria, perché aiutare un popolo a conservare la propria cultura è il dono più grande che si possa fare. La cultura è il primo passo, perché solo grazie ad essa sarà possibile porre fine alla guerra.

Per saperne di più

Andrea Castello

Autore: Andrea Castello

Nasce come restauratore di opere d’arte a Venezia, dove collabora anche con vari giornali locali e nazionali. Si sposta prima in Francia e poi a Malta dove lavora come istruttore di sub per alcuni anni. Le grandi passioni che guidano la sua vita sono la pittura, la buona cucina e naturalmente la scrittura.

Venezia in prima linea per fermare la guerra in Yemen ultima modifica: 2016-10-21T08:22:25+00:00 da Andrea Castello