La passione per il vino

Il Re Enrico IV diceva: ”Buona cucina e buon vino, è il paradiso sulla terra ”. E l’Italia gode pienamente di questa combinazione divina. In quale altro paese è possibile trovare una cucina preziosa e variegata come la nostra? L’Italia è l’unico paese dove ogni regione ha il suo vino. Espressione della cultura del territorio e delle tradizioni locali. Sintesi di clima, esposizione, proprietà fisiche del terreno, tecniche colturali e di produzione. La penisola italiana, chiamata in antichità Enotria, terra del vino, gode già di una condizione pedoclimatica ottimale. Tuttavia è la nostra italianità, intesa come virtù, che ha un’influenza notevole sul risultato finale. La fantasia, la passione e l’amore con cui lavoriamo materie prime preziose. L’attenzione nella tecnica colturale, nella raccolta, nell’affinamento e nell’invecchiamento, contribuiscono ad esaltare qualità e proprietà del vino.

 

La produzione del vino

La produzione vinicola ha una storia antichissima. La culla di questa bevanda divina è il bacino del mediterraneo dove già settemila anni fa veniva coltivata la vite. Le tecniche di coltivazione e produzione si svilupparono negli anni, passando dagli egizi ai romani, dai monaci benedettini ai coltivatori francesi del novecento. Oggi l’Italia svolge un ruolo da protagonista nella produzione del vino, risultando il maggiore produttore al mondo. Ultimamente si è assistito anche ad un apprezzabile aumento della qualità, complice la maggiore attenzione in tutto il ciclo produttivo, nonché le nuove tecnologie. In alcuni vigneti sono comparse centraline elettroniche che registrano dati sulla temperatura, il vento o l’umidità, le quali permettono ai viticoltori di evitare trattamenti chimici di prevenzione, a vantaggio della qualità del prodotto ed ottenendo una buona riduzione dei costi.

 

Il vino a tavola

Gli italiani hanno così una notevole possibilità di scelta, in qualità e quantità, per accompagnare a tavola le prelibatezze della cucina tricolore. Guidati dalle tradizioni del territorio, ripercorrono connubi enogastronomici perfetti che hanno radici storiche. Allora senza essere necessariamente degli esperti le carni rosse piemontesi saranno esaltate da un Barolo, la selvaggina toscana impreziosita da un Brunello, le pietanze campane di pesce da un Greco di Tufo, la cassata siciliana da un Moscato Passito di Pantelleria, mentre le trenette al pesto saranno valorizzate da un vino bianco della riviera ligure. Aveva ragione il Re, il paradiso è qui

Andrea Galati

Autore: Andrea Galati

Laureato in Economia e Commercio, da sedici anni lavora nel settore finanziario, attualmente è quadro direttivo in una banca che opera nel centro Italia e ne segue gli investimenti, profondamente appassionato di cucina e amante della musica, per anni ha dedicato il suo tempo libero a riprodurre piante di ogni specie, mettendo a dimora centinaia di alberi. Progetti per il futuro: continuare a piantare alberi trasmettendo ad altri l’importanza ed il significato di questo gesto. Il suo lavoro ideale: viaggiare nel proprio meraviglioso paese, alla scoperta del cibo, del vino e delle preziose tradizioni che lo rendono il posto più bello del mondo.

Vino: dalla raccolta al bicchiere, una passione tutta italiana ultima modifica: 2016-11-03T11:53:30+00:00 da Andrea Galati