Il violino, strumento virtuoso partorito da grandi menti della  liuteria italiana sin dai secoli XIV-XVI. Dal bresciano Giovan Paolo Maggini; al cremonese Nicola Amati. Maestro  dei futuri Andrea Guarneri e Antonio Stradivari.

Adesso, a sfidare i canoni della liuteria cameristica è Luca Alessandrini. Trentenne italiano vincitore di un concorso, indetto dalla Imperial College London come miglior progetto internazionale. Ha primeggiato fra centinaia di studenti provenienti da tutto il mondo, con il suo “violino in seta di ragno”. Progetto che ha significato un premio del valore di diecimila sterline.

Luca Alessandrini e il suo talento

Ma chi è Luca Alessandrini? La sua storia è quella di un giovane cresciuto in una famiglia di mobilieri, dove la sperimentazione innovativa è carattere essenziale. Dopo aver lavorato in azienda per un po’,si iscrive a un master biennale del Royal College of Art e dell’Imperial College su innovazione, ingegneria e design.
Dopo vari progetti e ricerche assegnategli, l’incarico finale previsto, per Luca, si fa davvero impegnativo: creare un connubio tra biomateriali e nuovi sviluppi nel settore dell’acustica, entro sei mesi. Tra le passioni di Luca c’è anche quella per la musica; e l’intestazione del progetto accenderà la sua creatività, che immediatamente lo condurrà a cercare una risposta nel violino. Questo strumento ha subito piccole mutazioni nel tempo; tentarne una modifica strutturale, quindi, avrebbe comportato una provocazione in grado di stimolarlo durante l’impresa.

“Il violino di seta di ragno”

Luca impiega le sue conoscenze nella sperimentazione di materiali vari; coltiva batteri, sperimenta sulle bioresine, testa la iuta e il bambù; ma nulla sembrava poter eguagliare la solidità della  fibra di carbonio. Fin quando non pensa alla seta, materiale di analoga qualità che avrebbe sopperito alla richiesta di biomateriali, essendo naturale.
Un primo prototipo di violino venne costruito con strati di seta donati dall’azienda comense Taroni, rilegati con bioresina; al secondo è stata applicata la seta di ragno, fornita  grazie ad una collaborazione con l’Università di Oxford, che nel dipartimento di zoologia ha un allevamento di ragni provenienti dall’Australia che produce ragnatele dalla resistenza superiore all’acciaio per cinque volte, ma più elastico. Il campionario è stato applicato in alcune aree dello strumento, come la zona sotto il ponticello.

I progetti futuri

Sarà proprio Gualtiero Nicolini, presidente de Associazione Nazionale Liuteria Artistica Italiana, a riunire i liutai cremonesi che hanno accolto con entusiasmo il progetto di Luca. Ad essere colpiti, anche noti musicisti come Peter Sheppard Skaerved, che insieme ad altri compositori pensano già alla trascrizione di una partitura per questo strumento.
Dopo aver vinto il premio, Luca predispone quel che serve per raggiungere il suo prossimo obiettivo: estendere la sua ricerca in più aree dell’acustica.

Ultimamente ha fondato una start up, dove si lavora a diversi progetti che abbracciano i medesimi temi. Infine, molto presto, lancerà una campagna crowdfounding per ricevere fondi che sostengano le ricerche sulle potenzialità di questi nuovi materiali. Auguriamo quindi il meglio a Luca, come a tutti i giovani italiani che riescono ancora a raccontare un’Italia innovativa e insostituibile nella ricerca.

Carlo Festa

Autore: Carlo Festa

Carlo Festa, laureando presso l’Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania, dove studia Didattica della Musica. Appassionato di letteratura e musica, ha coniugato le due arti al servizio della sua attività professionale, facendo di sé un discreto cantautore.

Violino di seta di ragno: Luca Alessandrini ultima modifica: 2016-11-09T14:43:53+00:00 da Carlo Festa