Dedicare un giorno al tema della cecità

La giornata nazionale del braille è un’opportunità per comprendere le difficoltà che riguardano l’assenza di uno dei cinque sensi. Un modo per sensibilizzare chi troppo spesso ignora questo problema, che per un motivo o per un altro può coinvolgere chiunque.
La giornata nazionale del braille è una possibilità di avvicinare le persone ad una problematica spesso difficile da affrontare. La cecità è un pensiero che fa paura. Paura al punto da evitare di preoccuparsi persino per chi, questa paura, l’affronta giorno dopo giorno.

Proporre un approccio sensibile per chi a causa della cecità, tende sempre ad affidarsi a qualcun altro.
Senza la vista si può essere costretti ad avere fiducia nei confronti del prossimo. E’ un bene educare le persone a sapersi relazionale con una difficoltà così paralizzante.
Ecco perché si è reso necessario in Italia istituire una data che proponesse attività attinenti al tema. Che sia motivo di discussione e conoscenza, creando un dibattito sociale in nome della solidarietà.

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Cene al buio: come si affronta la paura della cecità

Uno dei modi per relazionarsi ai non vedenti è imparare a convivere con il problema della cecità. Per questo si è dato il via ad una serie di iniziative che poi hanno sempre più preso piede in Italia.
Le cene al buio sono una di queste. Partecipare ad una cena al buio offre un’idea di quella che potrebbe essere la vita di un non vedente.
In un primo momento si ha un attimo di confusione e spaesamento. Nel giro di poco come un gioco ci si può abituare sviluppando rapidamente gli altri sensi. Durante una cena sembra alquanto semplice: iniziano a distinguersi gli odori dei cibi, il sapore più forte.

Il cervello si concentra nello scorgere e figurare tutto ciò che è impossibile vedere. Si cerca di avere una percezione del proprio corpo con l’intenzione di non invadere degli spazi per evitare di provocare una scomodità.
Una trovata geniale, pensare ad un gioco per trascorrere il sabato sera e al tempo stesso capire quale sia la difficoltà che ogni volta devono affrontare i non vedenti. Un escamotage divertente per avvicinare le persone a comprendere la gravità di uno stato.

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Giornata nazionale del Braille: una piccola luce nel buio

La giornata del braille é anche un modo per incentivare le ricerche. Dare la possibilità ai non vedenti di riuscire a condurre uno stile di vita più autonomo rispetto a quello che gli si prospetta.
Inserire nel calendario una data che sia mirata alle esigenze dei non vedenti e poter trattare con loro tematiche sensibili. Poter risolvere problematiche che spesso sfuggono a chi non soffre di cecità.
Avere la possibilità di viversi la propria privacy o fare qualcosa di elementare autonomamente sarebbe già un grande passo in avanti per chi ha bisogno costantemente di affidarsi alle cure di qualcun altro.

Questa potrebbe essere una garanzia, un escamotage per avere meno paura di affrontare quello che sembra letteralmente essere un salto nel buio.
Cercare di curarsi quantomeno per ridurre la possibilità di raggiungere uno stato di cecità. La ricerca non è solo votata a cercare una soluzione per ridurre la possibilità di divenire ciechi. Si concentra anche per far sì che, nonostante la cecità, si possa condurre una vita il più possibile “normale”.

Francesca Shissandra

Autore: Francesca Shissandra

Francesca D’Elia. Studentessa presso la facoltà di editoria e pubblicistica in Salerno. Attratta dalla scoperta del nuovo e dal confronto con persone di diverse etnie e culture, sempre alla ricerca di incredibili storie e fantastiche personalità. Amante della natura, dei suoi suoni e dei suoi colori. Segno zodiacale: bilancia.

21 febbraio: giornata nazionale del braille ultima modifica: 2017-02-20T18:48:56+02:00 da Francesca Shissandra

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