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I giorni della quarantena sembrano non passare mai, si susseguono tra lunghe dormite, lezioni online e smart working. Ma c’è anche chi si diletta nella preparazione di prelibatezze, esponendole sui social e condividendo ricette squisite. E, ancora, c’è chi lo fa da molto più tempo, trasmettendo tutta la passione e la dedizione per l’arte della cucina. Andiamo a scoprire il blog di Sabatina e Sandro, Ve l’avita mangià.

Daniel Pennac ha scritto “in cucina funziona come nelle più belle opere d’arte: non si sa niente di un piatto fintanto che si ignora l’intenzione che l’ha fatto nascere.” Com’è nata la passione per la cucina e Ve l'avita mangià?

Sabatina: per me è nata in realtà prima come esigenza di cucinare per la famiglia e poi da lì è cominciata la passione con la voglia di riprendere piatti della tradizione e magari rivisitarli in maniera più leggera. Poi chiaramente con i vari programmi e blog di cucina che esistono oggi ci sono sempre più spunti per imparare cose nuove e sperimentare ancora di più

Sandro: Per me all’inizio era la curiosità di confrontarmi con un mondo che mi affascinava da sempre e realizzare soprattutto dolci che fossero anche belli alla vista. Più che altro una sfida verso me stesso per capire se sarei stato in grado di realizzarli, che continua tutt’ora.

Perché avete deciso di condividerla sui social sulle pagine Instagram e Facebook di Ve l'avita mangià?

Sabatina: personalmente non sono molto attratta dai social ma mi sono accodata a questo “progetto” quando ho notato la passione e la curiosità di mio marito.

Sandro: È nato come un gioco che poi si è trasformato in curiosità vedendo tanti altri profili Instagram e blog e quindi si è aperto un mondo di idee e ricette con cui confrontarsi e proprio da questo punto di vista i social sono davvero interessanti.

Torta con la frutta di Ve l'avita mangià

Cucinare è passione e attenzione, ma anche divertimento. Qual è la cosa più esilarante che vi sia successa durante la preparazione di un piatto?

La diatriba su chi debba riordinare e il lavaggio degli strumenti usati.

Qual è stata, invece, la pietanza più difficile da preparare? E perché?

Sicuramente la Torta Lasciapassare da una ricetta di Ernest Knam prima di tutto per i tanti passaggi e poi per la precisione sulle temperature e le dosi che serve. Ah molte volte abbiamo modificato per gioco e curiosità ricette famose e alcune volte ha funzionato, altre esteticamente il risultato non è stato dei migliori. Il bello di sperimentare.

E’ più facile sperimentare nuove pietanze o seguire accuratamente ricette già conosciute?

Sabatina: dal mio punto di vista e per esperienza anche seguendo la ricetta non si ottiene mai davvero lo stesso risultato, è meno semplice sperimentare nuove pietanze perché non si ha conoscenza del risultato finale.

Sandro: ma è più stimolante.

Torta di ve l'avita mangià su un tavolo

In questo periodo critico, molti si avvicinano all’arte culinaria. Che consiglio vorreste dare a chi si cimenta in cucina?

Sabatina: Niente di particolare in realtà, di divertirsi prima di tutto, di sperimentare, di farlo con molta leggerezza. Anche di non abbattersi se all’inizio non tutto viene come dovrebbe o come si sperava.

Sandro: Soprattutto di preparare pietanze dolci per la propria famiglia per il gusto di scoprire cose nuove. Se poi queste diventano anche motivo di condivisione curando la preparazione del piatto c’è più soddisfazione.

Potete trovare qui la pagina Facebook e qui quella Instagram.