Foodstock si definisce una sagra postmoderna. Con gli ingredienti principali di cibo e musica si vuole creare l’occasione per dare il via a una serie di sinergie. Attraverso il progetto Foodstock, come ci spiegano gli ideatori Alex Giordano e Nicola Pellegrino, si creano le dinamiche tramite le quali poi costruire. Mettere un mattone dopo l’altro per dare vita a progetti, iniziative che possano tendere a creare momenti costruttivi, convivali.
Il 9 luglio nella provincia di Salerno si terrà la quarta edizione di Foodstock che aggregherà musicisti nel panorama europeo e chef di prestigio nella Residenza Rurale l’Incartata. Tale luogo è già un piccolo nucleo immerso nella natura che accompagnandosi allo scenario di pura ruralità è spesso “casa” di molte idee innovative.
Si concretizzerà l’idea del cibo come elemento che crea una forte intimità. E la musica crea invece tutti i presupposti per dare il via al “ritmo”. Se con il cibo si crea il legame relazionale tra le persone allora sarà la musica a stabilirne le cadenze.

Foostock nelle campane salernitane

Dietro la giornata di Foodstock non c’è solo cibo e musica vedendoli come dissociati. Se così fosse stato non avrebbe creato lo stesso calore e lo stesso successo tutti gli anni. Si vedono arrivare a Calvanico, nella provincia di Salerno, migliaia di persone che captano il momento formativo musicale. Ogni anno sono presenti particolarissimi artisti e questa volta ci sarà qualcosa in più.
Alex e Nicodemo si lasciano rubare qualche minuto prezioso del loro tempo per spiegare ad italiani.it cosa c’è dietro le quinte di Foostock.

mattinata a Foodstock
mattinata a Foodstock

Sappiamo che le ultime edizioni di Foodstock hanno avuto un grande successo. Quali sorpresi ci riserverà la prossima edizione?

Anzitutto ci sarà palco più grande, sullo stesso palco ci sarà tutta la strumentazione personale e tutta quella per cucinare. Un cucina su palco! Musica e produzioni di qualità si incontreranno. Un connubio, rispetto all’edizione dell’anno precedente durante il quale ruotava tutto intorno ai prodotti km0 con il progetto Rural Hub.
Oggi il cibo è anche spettacolarizzato dando al cibo la pari dignità della musica. Le due presenze importanti sono Tony Ponticiello in quanto testimone di Woodstock e Salvatore Denaro, lo chef contadino che rimarrà al fianco di Tony.
Adrian Sherwood come testimone dell’ultimo grande suono innovativo contemporaneo. Colui che ha dato vita al Brisol Sound che ha concesso l’emergere di gruppi come i Massive Attack, Triki. Il fautore dell’evoluzione della musica elettronica e della musica Dub. Abbiamo Federico Vallicenti, uno degli chef più apprezzati al mondo. Per scelta è rimasto nel pollino perché per lui è importante che siano i suoi prodotti a fare il suo menù. Uno dei fautori della “CiboSofia”. È la scienza di raccontare un territorio, la sua cultura e la sua topografia attraverso il cibo.

Qual è il segreto per creare tale sinergia tra gli artisti, il cibo e l’ambiente rurale?

Il segreto per creare ponti è la passione. Mettere in atto progetti di transdisciplinarità che possano far incontrare percorsi di ricerca diversi. Discipline diverse. Spesso non avviene quando si istituzionalizzano certi processi, invece se si mettono in atto dinamiche diverse ovvero dove sono gli appassionati di una cosa in comune. Ritrovare intorno al Food gli appassionati del cibo e unirli. Il programma e le esperienze di Foostock sono fatte in questo modo. Non è fatto acquistando performance o cibo a buon mercato. Bensì di mettere insieme persone che condividono la visione di “Cibosofia”.
Questo consente di muoversi in diversi modi. Stare lì in maniera conviviale e attraverso uno dei mezzi di comunicazione più potenti che è la socializzazione, di condividere il cibo.

Qual è il messaggio che un evento come Foodstock vuole dare a chi sceglie di partecipare?

Il messaggio è non dare messaggi. Foodstock è una performance. Una visione del mondo condivisa da artisti, produttori di cibo, musicisti, osti e tutti coloro che partecipano. Chi viene lì si sobbarca chilometri per andare in campagna. Il fatto di stare su una balla di fieno seduti vicino agli animali e può essere un motivo di “meraviglia”. Un’esperienza congenerata e condivisa è una performance.
Non è un posto dove si fluisce tutti in modo partecipe della performance. Si mette in scena la possibilità di una vita alternativa. Non è un messaggio ma una testimonianza.

Tramonto a Foodstock
Tramonto a Foodstock

Foodstock cade una volta all’anno, ma la sua presenza ha lo scopo di creare solidarietà, costruendo dinamiche utile per la società attuale. Ci puoi dire qualcosa di più?

Intorno a Foodstock nascono spesso delle “alleanze” interessanti. Ad esempio è proprio grazie a Foodstock che abbiamo conosciuto il progetto Funky Tomato. Funky Tomato è diventato una delle sturt up principali di tutto l’universo Rural Hub. Un progetto che mira all’incontro tra giovani agricolture e bracciantato migrante.
Un concetto molto caro che non è quello dell’integrazione culturale, ma quello dell’interazione culturale. Quello di capire non come una cultura può essere inglobata dall’altra, ma come culture diverse possono interagire dando una pari dignità. Questa cosa ha preso varie forme. Come ad esempio il disco con Nicodemo, Baba Sissoko e Lilies on Mars. è un disco nel quale non è la musica Dub dove l’elettronica si piega un po’ al gusto africano. Non è il rock che depreda il blues.

Il disco di Nicodemo, Baba Sissoko e Lilies on Mars, nato dagli incontri di Foodstock

È un disco nel quale si cerca di far convivere insieme due tradizioni diverse. Quella elettronica europea con la musica africana di Baba Sissoko.
Hanno portato la loro musica all’interno di diversi contesti. Anche in quello del Festival di Sky Arte del quale Funky Tomato è  diventato partner proponendo diversi momenti formativi nel Festival.
è un momento convivale, di condivisione. È una festa. Lavorare con passione crea dei legami più forti.
Il segreto è stato quello di capire qual è lingrediente che potesse legare cibo e musica. L’abbiamo trovato nell’elemento della socialità.
La parola “compagno” viene dal latino “companis” che significa “da chi condivide il pane”. Si creano dei legami affettivi forti attraverso la condivisione del cibo. Così come per la musica sono egualmente calzanti una serie di discorsi solidali.

Spaccato sull’intervento dell’estero nella cultura agricola italiana

Quest’anno avremo un focus sui grani. Sarà presente una famiglia di rifugiati siriani. Ci dimentichiamo che il grano, alla base dell’alimentazione, in realtà viene dalla Siria. Così come il pomodoro dalle Americhe.
Ci dimentichiamo che le tradizioni sono sempre state delle innovazioni che spesso nascono da questo magmatico essere dinamico del pianeta. Noi possiamo vivere perché il pianeta è ancora vivo. Così come il pianeta è vivo si manifesta anche tramite i flussi migratori. Questi non sono un’emergenza ma un dato strutturale di questo pianeta.
Proviamo a dare una chiave di lettura diversa per quello che oggi può sembrare un problema sentito.
Con la cooperativa Stalker c’è una jam-session. Attenzione però, questa non è una classica jam-session che richiama i classici musicisti a suonare insieme. Ma una cooperativa sociale che utilizza la trasformazione di antiche varietà di frutti locali per dare una possibilità di socializzazione ad alcune categorie svantaggiate. Persone con disagi psichici o che hanno avuto problemi con la legge.
Sul palco insieme a una band, Mexico 86, loro faranno la “jam” di umanità varia preparando una marmellata che prepareranno a tutti.

Angolo Food
Angolo Food

L’associazione nazionale A’ssud e Discofruit affiancano Foostock

Anche l’associazione A’ssud che ha promosso un dossier che si chiama “il veleno è servito”. Parlava di cibo e pesticidi e ha raccolto le firme contro il glifosfato. Abbiamo invitato Marika di Pierri a informare di questa cosa. C’è la possibilità di essere allegri ma non superficiali.
Ci sarà anche Discofruit che darà modo di sensibilizzare sugli sprechi alimentari. I ragazzi di Discofruit nei due giorni precedenti faranno il giro dei supermarcati e dei negozi di frutta per raccogliere la frutta che diversamente sarebbe buttata anche se leggermente ammaccata in un solo punto. Ma che in sostanza è ancora un buon prodotto! Questo è un grave spreco ed è un problema serio. A tempo di musica con Tony Ponticiello, loro faranno questo Discofruit, cioè la musica accompagnata dalle macedonie. Sempre un modo performativo giocoso e non noioso di trattare queste problematiche e far vedere che ci sono delle rialternative.

Quanti e quali sono gli eventi legati a Foodstock?

Noi usiamo questo brand diverse volte. Quello di concepire gli open brand. Il brand è tutto il discorso intorno a Foostock. In quest’ottica di generazione del valore non è possibile pensare a dei brand proprietari.
Un progetto ha successo quando diventa generativo. Quando cominciano ad aprirsi tante cose simile.
La missione di un’impresa è non avere più senso. Se si apre uno scenario culturale a un certo punto finisce la propria missione.
Foodstock è un esperimento che va verso l’idea di piattaforma aperta. Si cerca di guardare la sostenibilità, in maniera non morale ma convivale e performativa. Con il brand di Foostock noi appoggiamo le iniziative.
Foostock diventa un format aperto che vive tra eventi, web, social avendo una serie di elementi. Tra web series, contenuti di cibo e musica. Dei videoclip dove i musicisti suoneranno e cucineranno con prodotti locali. Saranno poeti e musicisti.

Francesca Shissandra

Autore: Francesca Shissandra

Francesca D’Elia. Studentessa presso la facoltà di editoria e pubblicistica in Salerno. Attratta dalla scoperta del nuovo e dal confronto con persone di diverse etnie e culture, sempre alla ricerca di incredibili storie e fantastiche personalità. Amante della natura, dei suoi suoni e dei suoi colori. Segno zodiacale: bilancia.

Dietro le quinte di Foostock: sinergia tra cibo e musica ultima modifica: 2017-07-07T08:46:09+00:00 da Francesca Shissandra

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