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“Montagnana è una assai buona terricciuola posta in piano, e cinta come Este e Monselese di mura antiche con molte torri“: così, nel Cinquecento, scriveva di Montagnana Andrea Minucci, arcivescovo, medico e scrittore nel racconto di un suo viaggio da Venezia a Parigi. Citando quella cinta muraria che ancora oggi è considerata fra le più importanti e meglio conservate in Europa. Montagnana, cittadina del Veneto occidentale in provincia di Padova, è famosa infatti soprattutto per le sue mura medievali. Il loro stato di conservazione è tale che le guardiamo oggi così come più o meno le avremmo viste nel XIV secolo. A fine Quattrocento veniva eretto il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta – patrona di Montagnana – e realizzato sulle fondamenta di un’antica chiesa risalente al X secolo dopo Cristo di cui esistono testimonianze documentali.

Mura Montagnana

E poi il Castello di San Zeno, del XIII secolo. Una sua veduta si può ammirare anche in un prezioso disegno attribuito al Giorgione. La storia di questo castello, per chi è appassionato di misteri e di fantasmi, merita un pizzico di attenzione. Qualche misteriosa stranezza ce la riserva anche la chiesetta di Sant’Antonio Abate, costruita nel XII secolo dai monaci antoniani del Tau, un ordine vicino ai Templari. La città murata di Montagnana è uno dei Borghi più belli d’Italia. Con una ricca storia, tante testimonianze artistiche… e una piccola dose di mistero.

cinta muraria Montagnana

Le sue straordinarie mura sono state realizzate intorno alla metà del Trecento. Le vollero i Carraesi, signori di Padova, per rafforzare questo punto per loro di frontiera. Troppo vicina la città di Legnaro all’epoca sotto il dominio degli Scaligeri di Verona, bisognava difendersi. L’ampio fossato che correva attorno alla cinta muraria è oggi uno spazio verde che ben si presta a piacevoli passeggiate al cospetto di questa importante fortificazione lunga due chilometri e che il Fai ha inserito tra i Luoghi del Cuore. Le mura di Montagnana, con le 24 torri e due castelli alle porte, sono uno degli esempi più importanti e meglio conservati dell’architettura medievale militare in Europa.

Il fantasma del castello di San Zeno

Dei due castelli, la Rocca degli Alberi risale alla metà del Trecento. E’ incastonata nella cinta muraria verso occidente, ha grandi porte, ponti levatoi e torri di guardia. Poi c’è il castello di San Zeno che non smentisce la massima secondo cui ogni castello ha il suo fantasma. Ricordiamo intanto le sue origini, che fanno risalire la costruzione di questo maniero a metà del Duecento. Lo aveva voluto Ezzelino da Romano detto il Terribile. Una fama nota anche a Dante Alighieri che decise di collocare questo condottiero all’Inferno, nel girone riservato ai violenti contro il prossimo. L’elemento architettonico che maggiormente distingue il castello è il mastio di Ezzelino. Con i suoi 38 metri è la torre più alta della città, una delle caratteristiche principali della cinta fortificata.

Castello di San Zeno

Fra queste mura ancora oggi, misteriosamente, si dice che si accendano e si spengano luci, si sentano rumori inspiegabili, accada insomma qualcosa di misterioso. Addirittura, nel 2005, una strana presenza sarebbe stata percepita da un team di parapsicologi affiancati da un sensitivo. Storicamente si sa che che all’inizio del Quattrocento Tommaso da Mantova, podestà di Montagnana, cadde vittima di una rivolta popolare. E si dice che sia proprio il suo fantasma quello che gira ancora per le stanze del castello….

Il Duomo in Piazza orientato come una meridiana solare

Un po’ inquietante anche la storia della chiesa di Sant’ Antonio Abate, la più antica di Montagnana, di cui si hanno notizie fin dal 1100. Apparteneva ad un convento retto da monaci del Tau, dediti alla cura di malati e pellegrini e vicini all’ordine dei Templari. La chiesa venne realizzata in modo tale che ogni anno, alle nove del mattino del 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, un fascio di luce illumini i piedi della sua statua che si trova sull’altare. Solo a quell’ora e solo in quel giorno…

Montagnana duomo

Non meno interessante e curiosa la storia del Duomo che domina la piazza cittadina dall’inizio del Cinquecento. L’interno è arricchito con opere attribuite al Giorgione. All’esterno, ancora una particolarità: nelle giornate di sole, a mezzogiorno, la luce irradia le due sfere di pietra bianca poste sui pilastri ai lati del portone principale, illuminando poi a poco a poco sull’intera facciata. Tale caratteristica è dovuta al particolare asse di orientamento di questa chiesa/meridiana, e anche qui si ha qualche collegamento con la cultura templare. Restiamo in tema osservando, all’interno del Duomo, l’affresco della Cappella del Rosario: è ricco di immagini e simboli che in qualche modo riportano alla stessa tradizione.

Il Palio di Montagnana ogni prima domenica di settembre

Il fascino di Montagnana comunque non è solo mistero, ma anche importanti testimonianze storico-artistiche, verde campagna, suggestivi dintorni. Oltre alla bellezza della chiesa dell’Assunta, non si può dimenticare quella delle facciate dei suoi palazzi, dell’edificio cinquecentesco che oggi ospita il Comune, della bellissima villa Pisani, progettata da Andrea Palladio. E non si può non ricordare che ogni prima domenica di settembre, nel verde vallo attorno alla cinta muraria, si rinnova il rito medievale del Palio, una sfida di abilità e coraggio fra dieci cavalli e dieci cavalieri dei comuni del Montagnanese.

Le mura meglio conservate d’Europa, a Montagnana tra storia, arte e … misteri ultima modifica: 2021-02-23T12:30:00+01:00 da Cristina Campolonghi

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