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Il compositore Pino Donaggio racconta i suoi 80 anni. Non possono passare inosservati gli ottant'anni di uno dei più grandi compositori di tutti i tempi musiche da film, Pino Donaggio. Nato il 24 novembre del 1941 nell’isola lagunare di Burano e praticamente vissuto sempre a Venezia, ha scritto quasi un centinaio di colonne sonore, conquistandosi riconoscimenti d’ogni genere. Ha composto per diversi film del regista americano Brian De Palma, fra cui Omicidio a luci rosse, Blow out o Vestito per uccidere, ma anche -per citarne solo alcuni- per Dario Argento, Liliana Cavani, come pure per fiction tv (Don Matteo).

Una festa di compleanno particolarissima gliel’hanno fatta i suoi concittadini, intervenuti al multisala Rossini per un doppio evento. Da un lato la presentazione della sua biografia-intervista, realizzata con il giornalista pugliese Anton Giulio Mancino, e dall’altro per l’anteprima della sua ultima colonna sonora, realizzata per l’opera seconda del regista veneziano Antonio Padovan, “Il grande passo”. 

Ecco il racconto di questa emozionante serata, attraverso le parole dello stesso Pino Donaggio.

Il compositore Pino Donaggio racconta i suoi 80 anni : una vita in 430 pagine

La storia del libro è partita quando anni fa mi premiarono con un Disco d’Oro a Sanremo, per i 50 anni del mio più grande successo come cantautore “Io che non vivo” (80 milioni di copie vendute). Dopo di me salì sul palco un'attrice comica, dicendosi contenta per aver visto Pino Donaggio “che anche i parenti credevano morto”. Tutti riseri alla battuta, ma questo mi ha fatto pensare che molti non sapevano cosa ho fatto in questi 45 anni, da quando ho smesso di cantare. Così quando Mancino mi ha proposto di fare la biografia, mi sono detto che così potevo spiegare i miei cambiamenti, da giovane violinista di conservatorio, a cantante a compositore di musiche da film. E così è nato il libro.   

Il mio sogno iniziale era quello di suonare il violino, lo facevo già a 16 anni con I Solisti Veneti. Sono cresciuto in mezzo alla musica, perchè anche mio padre faceva canzoni e suonava in pubblico. Una sera, con lui, ho provato a cantare una canzone, la sala applaudì e da allora nei viaggi tra Venezia e Milano, dove studiavo e suonavo, ho iniziato a scrivere canzoni, come “Come sinfonia”, che fu il primo successo, a Sanremo.

Cover del libro suDonaggio
La copertina della biografia del compositore veneziano

Tutto inizia da un festival non vinto 

Ho continuato a cantare per vent’anni, arrivando anche terzo a Sanremo nel 1963 con Giovane giovane. Andavo al Festival sempre per vincere, credevo che ogni canzone fosse quella che vinceva. Ho partecipato a dieci edizioni, ma non vincevo mai, anche se molte volte è andata ugualmente bene per il successo delle canzoni. “Io che non vivo” ha avuto la fortuna che la cantante americana Dusty Springfield ,che era stata eliminata la prima sera, ascoltò la mia canzone, le piacque e decise di inciderla in inglese, anche se con un testo diverso, e con il titolo di “You don’t have to say you love me” divenne un successo mondiale. Quando l’ho rivista dopo un suo concerto negli Stati Uniti mi ha detto “hai scritto la canzone della mia vita” ed io le ho risposto “anche della mia”!    

Venezia sempre nel cuore

Scrivo bene musica a Venezia, anzi meglio che altrove, perchè la mia città mi ispira di più e mi ha portato fortuna. Il primo film che ho musicato, A Venezia... un dicembre rosso shocking (1973) lo stavano girando proprio in laguna; il produttore vide passare un vaporetto con me da solo a prua e per lui fu quasi una visione e così mi scelse. Si raccontava di una Venezia triste, cupa e nebbiosa, una città che ricordava un film giallo. Sono state ispirazioni facili per me. E quando non ho ispirazione vado al museo Guggenheim, che è vicino al mio studio, o a palazzo Grassi a guardare qualche mostra, a vedere arte -qui del resto c’è arte dappertutto- e così molte volte mi vengono le idee per la musica. 

Il grande passo, film del 2021, con musiche originali firmate da Donaggio
La locandina del film con la colonna sonora più recente realizzata da Pio Donaggio

E venne Brian De Palma

La prima volta con lui avvenne perchè non voleva scegliere un musicista di Hollywood e parlando con un suo amico; questi gli fece sentire un mio disco e poi mi presentò a lui. Brian De Palma aveva lavorato con il compositore Bernard Hermann e trovò che avevo delle affinità con lui in come usavo gli strumenti ad arco. Così presi coraggio, andai in America ed iniziammo a collaborare. Per fortuna il suo montatore parlava italiano, perchè io non sapevo ancora l’inglese. Quando gli feci sentire le musiche che avevo preparato, De Palma mi applaudì, dicendo che dopo aver rivisto la scena montata con la mia musica gli sembrò di vederla per la prima volta e questo per me fu il complimento più bello.

Guardando al futuro

Vorrei fare ancora tante cose, magari un film con Quentin Tarantino, ma lui non mi ha ancora chiamato, mica posso chiamarlo io! Ora devo lavorare per le colonne sonore di diversi film, non mi fermo perchè la mia vita è musica e la musica è la mia vita, dato che ho iniziato a suonare da quando ho compiuto 11 anni e non ho mai smesso. Ho appena terminato un film americano, ne ho in programma uno con Daniele Ciprì, un altro con Antonio Padovan, uno con Paolo Franchi ed altre cose che sono nate proprio in questi giorni. Insomma, mi sveglio e penso alla musica, oltre che alla moglie ed a Venezia… Quindi questa sarà la mia vita anche per il futuro.