Franco Maria Ricci e il labirinto di bambù

Una delle attrazioni di Parma è proprio il suo labirinto. Una creazione artistica che è stata in serbo per molto tempo prima della sua realizzazione. L’ideatore è Franco Maria Ricci appassionato da sempre di labirinti. Ricci ha spesso indugiato prima di pensare di poterne creare uno tutto per sé. Nel suo percorso si è spesso confrontato per comprendere la sua attrazione nei confronti di una struttura del genere.

Fino a quando un giorno non avvenne l’incontro con noti personaggi italiani, spronandosi così nel pensare a come concretamente si potesse realizzare un’opera del genere. Ricci è poi riuscito col supporto di esperti, a dar vita a quello che è un progetto desiderato da molto tempo.
Associando l’idea del labirinto, con un’altra delle sue passioni, i bambù, egli è riuscito a ideare il progetto che oggi incuriosisce molti turisti di passaggio nella città di Parma.

Piramide del Labirinto della Masone
Piramide del Labirinto della Masone

Il percorso dal pensiero alla materia

Franco Maria Ricci è un editore, graphic designer e collezionista. Insieme a lui altre due persone hanno contribuito a non scoraggiare il progetto che poteva sembrare impresa piuttosto complicata.
Il primo incontro avvenne negli anni ’80 con lo scrittore argentino Jorge Luis Borges.
Il secondo che ha poi concesso che prendesse concretamente forma è il giovane architetto italiano Davide Dutto.

È merito di questa triade che ha fatto in modo che questo non fosse solo un pensiero. Un desiderio in via di realizzazione dal 2000 che ha poi visto la sua effettiva conclusione e apertura al pubblico nel 2015.
L’impiego di così tanto tempo per la costruzione è più che giustificato visto i mezzi usati. Sfruttando come suolo la tenuta di proprietà Ricci, intorno alla quale emergono edifici adibiti alle mostre di Franco Maria Ricci. Usando lo schema del labirinto romano, si da il via, cominciando poi a piantare i primi bambù che costituiscono le mura del labirinto.

canne di bambù

Passeggiando nel labirinto, tra arte, eventi e concerti

Sicuramente c’è chi può soffrire di claustrofobia pensando a un labirinto, c’è invece chi ha ritenuto fosse un’idea piuttosto intrigante. Il fatto che sia interamente realizzato con bambù di diverse tipologie, provenienza e altezza. Questo offre sicuramente modo di sentirsi meno “intrappolati” e più immersi in nel verde. Tra bambù giganti, medi e nani, si può dire che il percorso avviene interamente circondati da queste canne rendendo l’idea di labirinto molto gradevole. Uno scenario del tutto differente rispetto al classico noto in pietra che fa pensare più al Labirinto di Cnosso.

Per quanto possano esserci delle similitudini la serenità data dal tipo di costruzione fa in modo da non farla sembrare una trappola. Piuttosto è una passeggiata all’interno di un’opera d’arte che in cantiere dagli anni ’80 e dall’effettiva chiusura nel 2015. Negli ultimi giorni di maggio si è infatti festeggiato l’anniversario della prima apertura al pubblico del labirinto. Da allora oltre ai numerosi turisti in visita il labirinto ha ospitato numerosi importanti concerti ed eventi. Seguita anche dalle vicine mostre d’arte a disposizione sparse intorno alla curiosissima opera di bambù.

Francesca Shissandra

Autore: Francesca Shissandra

Francesca D’Elia. Studentessa presso la facoltà di editoria e pubblicistica in Salerno. Attratta dalla scoperta del nuovo e dal confronto con persone di diverse etnie e culture, sempre alla ricerca di incredibili storie e fantastiche personalità. Amante della natura, dei suoi suoni e dei suoi colori. Segno zodiacale: bilancia.

Labirinto della Masone: quando le passioni prendono forma ultima modifica: 2017-05-30T07:05:39+00:00 da Francesca Shissandra

Commenti