Mettendo i piedi dove la storia ha attraversato l’Arno

«Tra i piloni addormentati scorre l’Arno dolcemente. Nel veder gli innamorati, acconsente… acconsente. Benvenuto Cellini, la sua stizza appena cela, io vi tengo birichini la candela… la candela»
Firenze. Suggestiva e città d’arte. Sembra sia un emblema italiano. Un vero e proprio simbolo che al pari della capitale si individua nel capoluogo toscano.
Una città che ha mutato le sorti della storia, che ha dato natali a illustri scrittori, e che oggi si prende cura del proprio patrimonio artistico. Tanto amata dai fiorentini e dagli italiani, Firenze è ogni anno meta di turismo da tutto il mondo. Meritato onere per la città che si preoccupa della salvaguardia di numerosissime opere d’arte e che essa stessa rappresenta tramite la sua architettura una grande opera artistica.
Il Ponte Vecchio è uno dei simboli che caratterizza la città di Firenze. Fra i tanti ponti che creano fluide vie comunicative sull’Arno senza dubbio Ponte Vecchio ha una marcia in più.

Firenze
Firenze

Tagliando l’Arno

In quel preciso punto del fiume da sempre si è creato un piccolo varco per consentire il transito da una riva all’altra. Pochi passi insomma, utili per agevolare gli scambi e spostarsi rapidamente da una parte all’altra della città. I fiorentini hanno poi ben pensato di sistemare lì il loro Ponte, quello che poi nel corso della storia avrebbe avuto eco maggiore. Lo splendido Ponte Vecchio, che tutti, come si girano e come si voltano decidono di osservare non solo da lontano ma anche di porre i propri piedi su quel tratto di storia.
Dai romani ad oggi indubbiamente il Ponte Vecchio ha subito numerosissimi cambiamenti. Da pochi pilastri a pontili fino a divenire lo splendido attraversamento che è oggi. Ma numerosissimi studi hanno rinvenuto la presenza in quel punto di un costate metodo per tagliare l’Arno.
Le intenzioni ovviamente di creare un simile passaggio sono sempre state inizialmente quelle di agevolare il percorso alle famiglie nobili, ai facoltosi che si sono concessi questo tipo di sentiero per velocizzare le comunicazioni politiche e tenere sotto controllo l’intero funzionamento della città.

Firenze
Firenze

Il busto di Cellini sul Ponte degli orefici

Anche a Firenze come nella maggior parte dei casi erano le famiglie ricche a gestire tutta la politica del luogo.
Il Ponte Vecchio comunque non poteva non essere visitato da illustri personaggi storici. Persino Hitler e Mussolini hanno ritenuto che il passaggio di lì fosse obbligatorio nell’arco della propria carriera. Ponte Vecchio tra l’altro fu l’unico ponte che si decise non dovesse saltare in aria per mano dei tedeschi. Questi stessi non puntarono su Ponte Vecchio come obiettivo. Questo tratto di storia quindi si è mantenuto meno deturpato, ma nonostante questo i danni causati dalla guerra su Ponte Vecchio furono comunque evidenti e costrinsero quindi a correre ai ripari per salvaguardare il monumento.
Adesso Ponte Vecchio è nota per i negozi di oreficeria, tant’è vero che a fare da simbolo di questa caratteristica ha eretto il monumento a Benvenuto Cellini, scultore e orafo, busto che divide il Ponte in due parti lasciandosi osservare.

Francesca Shissandra

Autore: Francesca Shissandra

Francesca D’Elia. Studentessa presso la facoltà di editoria e pubblicistica in Salerno. Attratta dalla scoperta del nuovo e dal confronto con persone di diverse etnie e culture, sempre alla ricerca di incredibili storie e fantastiche personalità. Amante della natura, dei suoi suoni e dei suoi colori. Segno zodiacale: bilancia.

Romantica Firenze: l’aria di Ponte Vecchio ultima modifica: 2017-09-04T09:30:21+01:00 da Francesca Shissandra

Commenti