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Oggi vi portiamo in un luogo fatato, un piccolo paradiso racchiuso tra acque dal colore turchese intenso e balze rocciose. Siamo a Stifone, frazione di Narni, in provincia di Terni. Qui una manciata di case in pietra bagnate dal fiume Nera, dove vivono poche decine di anime, appaiono cristallizzate nel tempo. Si respira pace e tranquillità, si ode lo scorrere lento del fiume e gli uccellini negli alberi. Un luogo ameno di cui pochi, forse, conoscono l’esistenza. Un’ulteriore dimostrazione delle bellezze nascoste dell’incantevole Italia.

Nera e Velino

Stifone sorge tra le gole del Nera, il fiume che parte dalle Marche per diventare il maggior affluente del Tevere. Colpisce per il colore delle sue acque: un turchese intenso provocato da una particolare concentrazione dei minerali. Si narra che il fiume non sia altro che la mutazione della ninfa Nera a opera di Giunone. Infatti, la bellissima ninfa s’innamorò di un pastorello.

stifone: il fiume nera

La sposa di Giove non poté tollerare questa relazione e, per punizione, trasformò la giovane in fiume. Velino, il pastore, vagò invano alla ricerca dell’amata perduta. E, quando venne a conoscenza della tragica vicenda, si gettò dalla rupe dove vide per la prima volta la bella Nera. La Dea Feonia ne fu commossa e decise di far di Velino una cascata, quella delle Marmore, unendo, così, per sempre i due amanti.

Stifone come un dipinto scelto dai Romani

Pare che la natura abbia dato il meglio di sé nel dipingere questo quadro. Tra l’azzurro del fiume e il verde dell’Umbria spuntano poche case in pietra. Vi abitano una quarantina di persone. Ma questo posto, che ha affascinato scrittori, paesaggisti e pittori, ha ricoperto in passato un ruolo importante. Qui, infatti, sorgevano un porto e un cantiere navale. La navigabilità del Nera è risaputa fin dai tempi di Strabone e Tacito. E i Romani lo scelsero per costruire imbarcazioni, anche di dimensioni considerevoli. Inoltre, dal porto dell’antica Narnia partivano alla volta di Roma carichi di legname, laterizi e anche alimenti. Alcune fonti parlano addirittura di un regolare trasporto di persone. Probabile, e in via di accertamento, è il coinvolgimento di questo bacino con le guerre Puniche. I resti dell’antico porto sono tutt’oggi visibili sebbene l’area archeologica non sia ancora totalmente valorizzata.  

vista di stifone

A dar vita al centro storico, invece, fu la famiglia Silori intorno al XIV secolo. Appartenente al ceto privilegiato della società narnese, fece costruire sulle sponde del Nera delle abitazioni destinate a contadini e artigiani alle loro dipendenze. Attraversando le sue strette viuzze si possono osservare ancora gli antichi lavatoi alimentati da acqua sorgiva.

Tra mulini, gualchiere e centrali idroelettriche

L’economia di Stifone girava tutt’intorno all’acqua. Molti, infatti, erano i mulini in funzione. Qui nel 1707 sorse anche una ferriera pontificia, ossia, una raffineria dedita al trattamento di minerali estratti dalle rocce circostanti. La lavorazione della lana era un’altra delle attività artigianali a cui erano dediti gli stifonesi. Tra il XIV  il XVIII le gualchiere erano fiorenti. Sfruttando la forza dell’acqua si eseguiva la follatura: la lana veniva compattata per creare dei tessuti.

case in pietra

Di quest’arte che si tramandava di generazione in generazione se ne trova testimonianza nei registri e negli statuti delle Corporazioni dell’Arte della Lana. Possiamo affermare, orgogliosamente, che Stifone ha visto nascere una delle prime centrali idroelettriche italiane. Inaugurata il 10 novembre del 1892, permise a un centinaio di paesi della zona di utilizzare, finalmente, l’energia elettrica. Nacque dagli studi dell’ingegnere stifonese Aldobrando Netti, grande amico di Marconi e deputato del Regno d’Italia dal 1921 al 1925.

Come raggiungere Stifone

Questo posto incantato, che sembra essere uscito da un libro di favole, si trova a poca distanza dall’autostrada e dalla ferrovia. Si raggiunge in auto, percorrendo la provinciale SP1 che porta a Narni. Oppure a piedi, fermandosi con l’auto in uno slargo dal quale ha inizio il percorso ciclo-pedonale delle Gole del Nera frutto di un progetto di recupero della dismessa tratta ferroviaria, partito nel 2016.

il ponte da cui si accede al paesino

Il percorso su strada sterrata, lungo 6 km, costeggia il fiume. È il luogo adatto per una corsetta, per un giro in bici o per una passeggiata tranquilla respirando a pieni polmoni l’aria pura di questo angolo incontaminato. A far tornare il visitatore nella realtà, un ponte moderno oltre al quale si raggiunge il piccolo paesello. In definitiva, vi consigliamo vivamente di mettere Stifone nella lista dei borghi da visitare.

Fotografie di Serena Villella

Stifone, tra il turchese del Nera e il verde dell’Umbria ultima modifica: 2020-06-29T13:00:00+02:00 da Serena Villella

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