C’è chi sostiene che la planimetria di questa chiesa potrebbe racchiudere quelle delle altre chiese di Palazzolo. Leggenda o verità una cosa è certa la Matrice di Palazzolo è la chiesa più grande del paese. L’edificio sacro per oltre vent’anni è stato chiuso per un lungo intervento di restauro e consolidamento che è stato avviato solo in tempi recenti. Nei mesi scorsi è stato anche avviato un intervento per riparare le grondaie e il tetto dai danni provocati dalle piogge. La chiesa è stata ricostruita dopo il terremoto del 1693. L’esterno è molto semplice, con una facciata divisa in due ordini: un portale centrale con copertura a timpano e ai lati due nicchie prive di statue. L’interno, invece, è a tre navate, in pietra, presenta decori in pietra e preziose tele. L’abside ha un coro ligneo settecentesco. Nella sagrestia si trova il “Casserizio” datato al 1760, con all’interno custodito l’archivio vicariale. La chiesa anche se è stata ricostruita dopo il terremoto conserva ancora alcuni elementi che risalgono a periodi precedenti, come il volto del putto della parete esterna che dà nella via Dietro Matrice, o il teschio tra due volute e la croce tra due gambe lungo la parete esterna della cappella di San Giuseppe. L’interno è ricco di significati simbolici che appaiono lungo le navate e il transetto. L’altare maggiore presenta una grande pala d’altare raffigurante l’apoteosi di San Nicolò vescovo. Dopo la sua riapertura la chiesa è diventata un luogo in cui si svolgono buona parte delle celebrazioni comunitarie del paese, proprio per rinsaldare quel legame con la Matrice, la sede vescovile di un luogo.