CALABRIA
La Calabria è il calcio dello Stivale, la regione più meridionale della penisola italiana, protesa verso la Sicilia che si scorge chiaramente dalla riva nelle giornate limpide. Doppiamente costiera — con oltre 780 chilometri di litorale divisi tra il Mar Tirreno a ovest e lo Ionio a est — e profondamente montuosa nell’entroterra, è una regione di contrasti estremi e di bellezza selvatica e potente. È la terra di Crotone, città di Pitagora e della Magna Grecia; di Locri Epizefiri, colonia greca di raffinata cultura; di Reggio Calabria con i Bronzi di Riace, i due guerrieri greci del V secolo a.C. tra i più straordinari bronzi antichi mai riemersi dal mare. È la terra della cipolla rossa di Tropea, del bergamotto di Reggio — profumo preziosissimo che insaporisce i tè d’eccellenza e le più esclusive fragranze del mondo — della ‘nduja piccante di Spilinga, dei vini del Cirò e delle comunità albanofone arbëreshë che parlano una lingua arcaica da cinque secoli nei paesi dell’entroterra.
Spiagge e coste
La Costa degli Dèi, nel tratto tirrenico del Vibonese, è unanimemente considerata tra le più belle d’Italia: Tropea con le sue case color pastello aggrappate alle falesie di tufo bianco a picco sul mare, il borgo antico che si affaccia su una spiaggia di sabbia finissima e acque che virano dal turchese al cobalto, è una delle località balneari più fotografate del Mediterraneo. Capo Vaticano offre calette di granito rosa raggiungibili a piedi o in barca, con fondali limpidissimi e scogli che emergono dal mare verde smeraldo. La spiaggia di Riaci con i suoi faraglioni bianchi che si ergono dall’acqua turchese, e Pizzo Calabro con il Castello Murat aragonese a strapiombo sul mare — e il tartufo al cioccolato e gelato al pistacchio che è il dolce simbolo del paese — completano un litorale tirrenico di rara bellezza. La costa ionica, più selvaggia e meno frequentata, regala le acque calde e chiare di Soverato, e il Parco Marino di Capo Rizzuto — l’area marina protetta più grande d’Italia per superficie — con fondali di straordinaria ricchezza biologica e la Fortezza Aragonese di Le Castella che si proietta sul mare come una nave di pietra.
Paesaggi
Il Parco Nazionale della Sila — il grande altopiano granitico che si distende al centro della regione tra i 1.000 e i 1.900 metri di quota, coperto di foreste di pino laricio, abeti bianchi e faggi — è il “Piccolo Tibet” d’Italia per vastità, silenzio e luce: i laghi artificiali di Arvo, Ampollino e Cecita riflettono le foreste di conifere come specchi tra i monti, il lupo appenninico si muove indisturbato tra i boschi, e i paesi silani come Camigliatello e Lorica conservano un’atmosfera alpina insolita per il Sud. Il Parco Nazionale dell’Aspromonte, nell’estrema punta della Calabria, è un massiccio granitico dal fascino aspro e potente: il Montalto a 1.955 metri, le Fiumare dai letti ghiaiosi solcati da acque cristalline in inverno e quasi asciutti d’estate, le gole selvagge e i borghi rupestri come Pentedattilo — le “cinque dita” di roccia che emergono dalla pianura reggina attorno a un paese quasi disabitato di straordinaria suggestione — e Bova, ultimo presidio della lingua grecanìa d’Italia. I borghi storici dell’entroterra completano un ritratto di profondità storica rara: Gerace con la Cattedrale normanna tra le più grandi del Mezzogiorno, Stilo con la Cattolica — gioiello di architettura bizantina del X secolo che svetta su una rupe come un piccolo tempio sospeso tra cielo e terra — e Civita con il Canyon del Raganello, una gola profondissima dove il torrente scorre tra pareti verticali di centinaia di metri e dove la comunità arbëreshë custodisce ancora lingua e tradizioni albanesi.