In un momento in cui la città fatica a brillare, Caserta riesce a togliersi una piccola soddisfazione. Secondo l’ISMEA, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, infatti, la provincia campana rientra tra quelle più virtuose in merito alla produzione e vendita di prodotti con marchio DOP, IGP e STG. Insomma, a Caserta si mangia tanto e anche bene! Ma quali sono i numeri e le eccellenze di Terra di Lavoro?
Il rapporto ISMEA-Qualivita: un mercato sempre più in crescita
Ogni anno l’ISMEA presenta il suo rapporto sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole DOP, IGP e STG, calcolando inoltre i valori relativi alle vendite ed esportazioni. Il quadro uscito, come sempre, colloca l’Italia sul gradino più alto del podio. Su 3036 prodotti registrati nel mondo, infatti, ben 822 sono italiani. In parole povere, quasi un prodotto su tre che presenta il marchio DOP, IGP o STG proviene dal Belpaese.
Andando ad analizzare i numeri nel dettaglio, la regione italiana con il giro d’affari maggiore è il Veneto, seguita dall’Emilia Romagna e dalla Lombardia. La Campania è staccata all’ottava posizione, ma in forte miglioramento rispetto all’anno precedente. Nel 2017 il valore della produzione regionale è stato di 610 milioni di euro, mentre l’anno prima ci si era fermati a 570. E la provincia regina non solo della Campania, ma anche di tutto il Mezzogiorno è proprio Caserta.
I numeri casertani
Ben 235 milioni di euro: tanto vale la produzione e la vendita dei prodotti alimentari con marchio DOP, IGP e STG a Caserta. Questi numeri permettono alla città di posizionarsi all’ottavo posto nella classifica per il comparto Food. A questi vanno aggiunti gli oltre cinque milioni derivanti dalle produzioni vitivinicole, posizionando la provincia al 18° posto nella classifica nazionale. I dati mostrano un mercato in forte crescita rispetto al 2016, rendendo di fatto Caserta l’unica città del Meridione nella Top 20.
Tra i prodotti simbolo – ovviamente – ci sono i formaggi, con un giro d’affari di oltre 230 milioni. Un mercato destinato a crescere soprattutto per via di alcune iniziative regionali, volte alla promozione e valorizzazione della mozzarella di bufala. Quest’ultima risulta essere il prodotto più commercializzato dopo il Parmigiano, il Grana Padano e il Prosciutto crudo di Parma.
Menzione speciale anche per la Melannurca, con un valore di produzione pari a 8,6 milioni di euro e di consumo di 14 milioni. Numeri quasi raddoppiati rispetto all’anno precedente.
Il rapporto si chiude poi con una piccola curiosità: l’impatto sul web dei vari prodotti italiani. Ed anche qui facciamo bella figura. La mozzarella di bufala può infatti vantare oltre 95mila menzioni in rete e quasi 4 milioni di ingaggi totali (l’interesse che riesce a suscitare il post con retweet, like, condivisioni e commenti). Non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo. E tra gli utenti più appassionati alla mozzarella, spiccano gli americani.
