Un doposcuola popolare e creativo a Partinico. Un modo per rimettere al centro una delle categorie più colpite da questo periodo di crisi: i bambini. Il progetto, selezionato e sostenuto da Banca Etica, è portato avanti nel centro del Palermitano dai volontari del gruppo informale Partinico Solidale.
Gli obiettivi dei volontari che operano nella cittadina
L’obiettivo generale di Partinico Solidale, come scritto nel progetto, è “ricucire gli strappi di una società dilaniata dalla violenza e dal degrado culturale, sociale ed economico”. Come? Attraverso “la promozione dell’immaginario di una comunità che trova unità attraverso il mutuo-aiuto e la solidarietà”. In questo contesto per il gruppo di volontari è centrale occuparsi dei più piccoli.
I destinatari del doposcuola popolare
Tutti i bambini e le bambine oggetto dell’intervento sono in età scolare. “Tra di loro – riporta ancora il progetto – di certo esiste un divario culturale di provenienza. Ciò rende l’accesso all’istruzione e alla cultura differente”. C’è quindi chi può accedere ad un sostegno educativo per lo svolgimento dei compiti nelle ore pomeridiane, ma c’è anche chi non può per mancanza di mezzi economici.
Il progetto è parte integrante del recupero dell’ex Arena Lo Baido e portato avanti con la compagnia Barbe à Papa Teatro. “Crediamo che sia importante intervenire su questo aspetto – dicono da Partinico Solidale – perché l’accesso all’istruzione è un diritto. Nella sua fruizione ed esercizio deve fare i conti con i mezzi di sostentamento delle famiglie”. Le attività si concluderanno ad agosto 2021 con la ricorrenza della nascita di Partinico Solidale.
Le attività del doposcuola includono laboratori di teatro e riuso
Dal lunedì al giovedì previsto il doposcuola popolare. Il venerdì invece spazio alle attività laboratoriali di riciclo creativo e riuso. Una forma di espressione del sé e dei propri bisogni secondo le pratiche della cura, dell’ascolto e del sostegno reciproco. L’approccio metodologico che si vuole affiancare alle attività è quello maieutico reciproco sperimentato da Danilo Dolci in Sicilia negli anni ’50. “Un processo di esplorazione collettiva che prende, come punto di partenza, l’esperienza e l’intuizione degli individui” (Dolci, 1996).
Centrale in questo contesto quindi il ruolo del teatro. In particolare per la pratica pedagogica perseguita attraverso l’azione combinata delle attività di doposcuola con gli strumenti della Maieutica Reciproca. Tutto alla luce dell’esperienza acquisibile tramite i Laboratori Artistici rivolti ai ragazzi. Un luogo dove i laboratori sono intesi non come strumento esclusivamente ludico ma come strumento principale di educazione.