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Cori, 3.300 anni di storia tra i monti Lepini

Cori, antichissimo comune della provincia di Latina, si trova sui monti Lepini nord-occidentali. L’antico paese pontino ha circa 3.300 anni. Nell’antichità era conosciuto come Còra, storicamente diviso tra Cori Monte e Cori Valle; formato quindi da tre rioni.

Cori

Cori, ultima propaggine dei Monti Lepini, domina la sottostante Pianura Pontina, con una visuale che arriva sino al Mar Tirreno; nei giorni più limpidi, al Promontorio del Circeo e alle Isole Ponziane. Le leggende narrano le origini divine di Cori, il cui nome antico era Còra, o Còre in dialetto corese arcaico.

Cori - foto di Sbandieratori a Cori
fonte foto – Wikipedia – indeciso42 – CC BY-SA 4.0

Secondo uno dei miti, Cora sarebbe stata fondata dal troiano Dardano. Un’altra leggenda racconta che un re di Alba Longa lo costruì, o addirittura Enea. Dopo che il paese fu distrutto, Corace, un reduce della guerra di Troia, sarebbe approdato sui resti dello stesso, lo avrebbe ricostruito, dandogli il suo nome. Il nome potrebbe derivare in realtà dal latino arcaico Corax (Corvo). Recenti scoperte archeologiche hanno rilevato la presenza stabile di un nucleo abitativo risalente all’Età del Bronzo. Le prime fonti storiche annoverano Cora tra le più antiche dei Prisci Latini.

Cori provincia di Latina

L’originario nucleo di stirpe latina era organizzato in una federazione di stati sovrani e coniava una propria moneta denominata “corano”. Cori partecipò anche alle guerre puniche, e mantenne una larga autonomia politica e amministrativa nel tempo. Si fregiava inoltre dell’acronimo SPQC. Nell’Eneide di Virgilio c’è una citazione di Cora. Si hanno notizie di un’incursione saracena avvenuta nell’832.

Cori - Mura Poligonali a Cori

A metà del duecento risale il primo statuto cittadino. Durante il medioevo Cori acquisì quell’aspetto urbanistico che ancora oggi caratterizza la sua parte storica: stretti vicoli, piazze, chiese, porticati. Si hanno notizie di una comunità ebraica presente in loco. Il paese di Cori donò a Roma una Statua della Minerva del I secolo. a.C., che oggi è esposta nella Piazza del Campidoglio. Roma contraccambiò regalando a Cori i colori giallo e rosso ed appunto l’acronimo S.P.Q.R. Lo storico tedesco Ferdinand Gregorovius visitò Cori nel 1860, parlandone nel suo libro “Passeggiate per l’Italia”.

Tempio di Ercole

Da Roma, dopo la fondazione di Littoria, l’odierna Latina, il paese passò sotto l’amministrazione della neonata provincia pontina. I tre antichi rioni prendevano il nome dalle tre porte d’accesso al paese: Rione di Porta Signina (Cori Monte), Rione di Porta Romana e Rione di Porta Ninfina (Cori Valle). I loro appellativi derivavano dalle località in cui conducevano, rispettivamente: Segni, Roma e Ninfa.

Cori - Dipinto Tempio Di Ercole
fonte foto Wikipedia – pubblico dominio

A Cori si deve visitare assolutamente la Chiesa della Santissima Annunziata; che collega il paese alla Pedemontana. Ospita la Cappella dell’Annunziata caratterizzata da splendidi affreschi. Le scene religiose raffigurate riproducono tratti del Vecchio e del Nuovo Testamento. Siamo lungo la Via Francigena del Sud in direzione Appia. Risalendo verso il centro del paese si può vedere traccia dell’antica cinta muraria romana.

Complesso monumentale di Santa Oliva

Nella parte più alta di Cori, si trova inoltre il Tempio di Ercole. Infine, Le raffigurazioni e gli oggetti ritrovati in loco, prevalentemente doni votivi a foggia anatomica, fanno pensare al fatto che il tempio fosse invece dedicato a Giunone. La posizione di questo sito e la sua imponenza lo rendono un luogo molto suggestivo. Lasciata la parte alta del borgo, si può visitare il Complesso Monumentale Santa Oliva. In questo sito l’antico tempio romano è stato inglobato nella chiesa durante l’epoca medievale, XII secolo. La cappella è uno degli elementi più interessanti dell’insieme, ornata di pregevoli affreschi ancora ben conservati realizzati nel 1500. Ricca infine di natura e baciata da un clima favorevole, Cori è anche terra di ottimi prodotti del territorio, fattore che si traduce in un’ottima cucina locale. Qui  la vite è regina e ci sono ottimi vini.

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