Le origini della pizza probabilmente possiamo ritrovarle nella storia di Roma antica. Al riguardo, esiste un poemetto di Virgilio di 123 versi, intitolato Moretum. Alcuni attribuiscono l’opera a Settimio Severo, vissuto dal 145 al 211 d.C.
Le origini della pizza
La parola Pizza deriva dal verbo latino Pinsere, ovvero schiacciare, pigiare. In latino si utilizzava il termine Pinsa oppure Liumo o Laganum. Il componimento poetico ci consente di conoscere dettagliatamente la giornata tipica di un contadino romano e come si alimentava. Nel testo si parla di un pasto frugale; composto dal moretum, ovvero pane non lievitato accompagnato da formaggio, aglio fresco, erbe aromatiche, sale olio e aceto. Per cuocere l’impasto del pane si utilizzava un “testum”.

Si trattava di un recipiente di terracotta con un coperchio piatto. In latino la parola Testum significava recipiente di pietra cotta. Oggi però il testo è una strumento piatto, di metallo. In Romagna ha anche un lungo maniche che si usa per preparare le Piadine e in Lunigiana per i testaroli. Tornando al nostro “testum”, vi si collocavano dei carboni ardenti; affinché anche la parte superiore dell’impasto si cuocesse bene.
Pinsa
Il contadino del poemetto si chiamava Simulo, e nel testo si spiegano perfino le varie fasi della preparazione del modesto e frugale pasto. Simulo macina il grano con la mola, poi passa la farina al setaccio per eliminare la crusca. Poi continua il suo lavoro, mettendo la farina sul tavolo; impastandola con acqua tiepida e aggiungendo del sale. In seguito, dà all’impasto la forma di un disco sottile. Infine lo mette nel “testum” e lo pone a cuocere; ricordandosi sistemare sul coperchio dei carboni ardenti.

Simulo poi prende dall’alto il formaggio appeso ad un trave mentre il pane cuoce. Poi va nell’orto a raccogliere qualche erba aromatica fresca che gli occorrerà. Si preoccupa di raccogliere anche dell’aglio; qualche tenera cima di sedano, della ruta e del coriandolo. Quindi Simulo pesta tutti gli ingredienti raccolti in un mortaio; aggiungendo anche del formaggio.
Virgilio e il poemetto Moretum e le origini della pizza
Questa mistura non è più verde; per via del formaggio, ma neanche bianca come potrebbe essere il latte, per via delle erbe. Infine, Simulo aggiunge anche qualche goccia d’olio d’oliva e un po’ d’aceto. Dopo la caduta dell’impero romano non si sono pervenute delle informazioni in merito alla preparazione della pizza. Solo dopo il 1500 è possibile trovare documenti sulla preparazione della pizza.

Si possono così rintracciare dei possibili ricettari e trattati di cucina in Nord Italia, a Venezia, qui la preparazione della pizza era preparata in forme e metodi assai diversi da come è oggi. Storia della pizza romana, un risvolto che non tutti conoscono. Eppure alla metà del secolo scorso, a Roma nasce la pizza al taglio, che ha una sua storia particolare, poco nota. A quanto pare tutto inizia a Roma nella seconda metà degli anni ’50.
Storia della pizza romana
Quando qualche fornaio più sveglio nella vasta concorrenza, ha l’idea di allargare l’offerta e di vendere oltre al pane, anche vari tipi di pizza. La prima a comparire sui banconi dei fornai è stata neanche a dirlo la “margherita”. Colorata e profumata, riusciva ad attrarre l’attenzione della clientela. L’idea sembra l’uovo di colombo, ma bisognava mettere sul bancone un prodotto che doveva rimanere fresco. Si usò qualche accorgimento come aggiungere più strutto e olio all’impasto. Poi si aggiunse più acqua. Solo dopo anni, con esperimenti su farina e impasto lievitato; si arrivò a quella che noi oggi possiamo definire la pizza al taglio di qualità ideale.