Il professor Emilio Pistilli, ci accompagna nella microstoria di Corso della Repubblica a Cassino. Come nella madeleine di Proust, il professor Pistilli libera i suoi ricordi e, allo stesso tempo, spezza la dicotomia tra passato e presente. Così il tempo è uno solo, e il lettore si trova a passeggiare per le strade del centro in una Cassino che conserva la sua bellezza nelle foto in bianco e nero.
Un viaggio nella microstoria di Corso della Repubblica e la sua età dell’oro
Grazie al professor Emilio Pistilli, facciamo insieme una passeggiata nella microstoria di Corso della Repubblica a Cassino. Dopotutto, oggi il Corso è al centro di tanti dibattiti per i lavori di restyling. Ma ecco qualche spunto del professore su cui dovremmo riflettere. Un tempo aprire un’attività commerciale per il Corso era un affare. Si tratta di una stagione in cui il commercio lungo l’arteria principale di Cassino era fonte di guadagno. Sono gli anni Sessanta, quelli del boom economico. Lungo il Corso della Repubblica troviamo negozi di abbigliamento e tessuti. Semplicemente nomi che nel tempo sono diventati storici, come: Truppa, Renzi, Iannarelli, e Milan. Ugualmente, troviamo anche attività di articoli da regalo, ferramenta, le macellerie Miranda, Di Mauro, De Micco, e Toti. Come dimenticare gli alimentari di Assunta Pietroluongo, e Mammuccio.
Infine, bisogna menzionare il cinema Moderno, la Banca Popolare, l’hotel Florida. Immancabili i bar e le pasticcerie quali: Caffè Sport/Liguori, bar Torino, bar Centrale, Geremia, bar Alfredo/Mio Bar, Bis Bar, bar Italia. Insomma, il Corso della Repubblica, quello storico, è un luogo sempre affollato, anche per lo struscio. Cioè, le passeggiate che si fanno tra amici scambiando qualche chiacchiera. Si tratta di un percorso che inizia all’imbocco di via Arigni, comprende piazza Diaz e termina al semaforo del cinema Moderno. Sempre il professor Pistilli, in questo suo flusso di ricordi, mostra una realtà prospera. Eppure, una buona parte del lato destro mancava di attività per il commercio a causa della lunga fiancata della chiesa di S. Antonio. Ma anche per quella del recinto delle suore Stimmatine, e i giardinetti della Madonnina. Praticamente la gran parte dell’economia di Cassino era qui concentrata.
Fonte delle foto: Profilo Facebook di Emilio Pistilli