Il nome della ridente località della costa tirrenica della Calabria è inevitabilmente legata a quella di uno dei santi più famosi della stessa regione. Patrono dei marinai e della stessa Calabria, San Francesco di Paola è venerato da molti pellegrini che durante tutto l’anno, si recano nei luoghi custodi di testimonianze materiali e immateriali dei numerosi miracoli verificatisi durante la costruzione del santuario e anche successivamente. Ma il santuario non è l’unico luogo che merita di essere visitato, poiché a pochi chilometri dallo stesso, in località Gaudimare, è possibile scoprire una straordinaria opera d’arte custodita nella “Sala Museale Osvaldo Iorio”.
Paola e i suoi tesori nascosti. L’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci prende forma in Calabria
A pochi passi dalla Chiesa di Sotterra, si può vivere una grande suggestione entrando nella Sala Museale dove è impossibile non essere stupiti da un’opera unica al mondo. Si tratta dell’opera del maestro Osvaldo Iorio, gruppo scultoreo a tutto tondo, realizzato in occasione del grande Giubileo del 2000. Ispirata al Cenacolo di Leonardo Da Vinci. Se il genio indiscusso è stato capace di dipingere una delle scene più famose della storia dell’arte, il maestro Iorio ha sublimato l’opera di Leonardo dandogli consistenza materica e volumetrica. La composizione scultorea tridimensionale è costituita da 13 personaggi a grandezza naturale, dal peso di 60 chilogrammi. Appaiono ai visitatori come presenze reali per le perfette proporzioni e per il grande naturalismo delle stesse. La tecnica utilizzata dal maestro, unica e complessa, ha richiesto anni di duro lavoro. L’opera è stata eseguita unendo pezzi di lamiera di ferro modellandoli a mano mediante battitura, riuscendo così a realizzare un vero e proprio capolavoro.
Un capolavoro capace di dare vita e consistenza ai personaggi del Vangelo
Dal vangelo secondo Matteo:” In verità vi dico, uno di voi mi tradirà” ed essi addolorati profondamente, incominciarono a domandargli “sono forse io Signore?”. Le parole del vangelo sembrano prendere forma attraverso il dialogo gestuale dei personaggi. Figura centrale della scena è quella di Gesù seduto e con i piedi nudi, attraverso la posizione delle braccia sembra esclamare come scritto nel vangelo di Matteo. Gli apostoli raggruppati in 4 gruppi di tre, sembrano replicare a questa esclamazione di Gesù, attraverso una marcata gestualità ed espressività ben evidente nei volti. I corpi volumetrici e dinamici rispondono alle regole della prospettiva anche attraverso linee asimmetriche che danno dinamismo alla stessa scena. Le mani degli apostoli, le teste inclinate, i panneggi degli abiti sembrano dialogare con lo spettatore. Lo invita a non distogliere lo sguardo, fino a riconoscere Pietro che con la mano destra impugna il coltello chinandosi in avanti con i muscoli del collo in tensione. Con la sinistra scuote Giovanni chiedendogli “Di’, chi è colui a cui si riferisce?” . Giuda, davanti a lui, stringe la borsa con i soldi. All’estrema destra del tavolo, Matteo, Giuda Taddeo e Simone esprimono con gesti concitati il loro smarrimento e la loro incredulità. Giacomo il Maggiore spalanca le braccia attonito; vicino a lui Filippo porta le mani al petto, professando la sua devozione e la sua innocenza.
Osvaldo Iorio artista e artigiano del ferro dal 1956
Il Maestro Osvaldo Iorio, nato a Paola (Cs) classe 1933, dopo il diploma si era formato in Piemonte presso grandi maestri d’arte. Autore di diverse sculture e bassorilievi, ha partecipato a numerose mostre nazionali e interazionali, ricevendo riconoscimenti dalla critica e dai suoi numerosi estimatori. Tra le opere più famose si ricorda la scultura tridimensionale a grandezza naturale di San Francesco con l’agnellino Martinello custodita nella Basilica a Paola. Oltre che le lampade con bassorilievo scolpite a mano, collocate ai lati della tomba di S. Francesco D’Assisi nella Basilica Inferiore ad Assisi. A continuare l’opera del maestro è la figlia Rossella Iorio che ha raccolto una grande eredità. Pittrice e artista poliedrica porta avanti numerose iniziative con l’obiettivo di valorizzare il lavoro svolto dal compianto padre e promuovere l’arte in ogni sua forma. L’ Associazione “Osvaldo Iorio”, si propone di promuovere eventi, convegni, corsi formativi, spettacoli e mostre. Lo fa per mantenere vivo il ricordo del maestro che ha saputo fondere arte e artigianato facendone una propria cifra distintiva(ass.osvaldoiorioibero.it).
( Foto Paola Morano. Foto Rossella Iorio)