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Il Museo dei Brettii e degli Enotri nel cuore di Cosenza

Il Museo Museo dei Brettii e degli Enotri. E’ l’ unico museo archeologico dell’area urbana, collocato nello storico quartiere della “ Massa” e più precisamente nel  complesso monumentale di Sant’Agostino. Sorto nel 1507 per volere dei Padri Agostiniani, la costruzione sacra  è costituita dalla Chiesa e dall’attiguo convento. Il tempio sacro, fu distrutto da un incendio nel 1640 e fu ricostruito a navata unica barocca nel 1753. Il convento, dove attualmente è collocata la ricca collezione archeologica, visse il suo massimo splendore tra il XVI ed il XVII sec. per finire soppresso nel 1810. Fu in seguito adibito a caserma militare, con i Francesi e a carcere dai Borboni.

Museo Chiostro
Il chiostro del convento

Nel 1844 vi vennero inumate, le salme dei fratelli Bandiera e compagni, dopo la fucilazione nel vicino Vallone di Rovito. Salme che nel 1867 sono state traslate a Venezia. Parte integrante del complesso monumentale e sede del Museo è il bellissimo chiostro su tre livelli, che da poco ha subito un lungo restauro conservativo. Esso rientra nei 14 chiostri della città, realizzato a pianta quadrangolare, con al centro un pozzo sormontato da due colonne quadrate, terminanti con capitelli e unite da un arco, con tetto in coppi.

Il Museo dei Brettii e degli Enotri e le altre scoperte archeologiche relative alla città

Le scoperte archeologiche a Cosenza, a parte alcune testimonianze degli anni ’30, durante le scoperte della necropoli di Moio per  la costruzione dell’ospedale e poco altro, si concentrano nel centro storico della città. Precisamente sulle pendici del colle Pancrazio, dove dagli anni ’80, sono state fatte diverse scoperte, per lo più fortuite, determinate da interventi pubblici. La particolarità dello sviluppo urbano della città vecchia, che nei vari periodi storici si è sovrapposto nello stesso luogo, limita la conoscenza dell’estensione dell’abitato antico.

Ricercatori Del Museo
Gruppo di esperte esaminano alcuni reperti del museo

Ci sono degli spazi liberi su cui sarebbe possibile fare degli scavi più estensivi. Ma risulta prioritario, per la conoscenza della storia e dell’archeologia della città di Cosenza, l’approfondimento di quanto finora individuato. Diversi sono gli studi fatti sugli scavi del centro storico, tra cui quelli pubblicati nei saggi del catalogo del museo dei Brettii e degli Enotri. Manca uno studio scientifico complessivo di tutti i reperti rinvenuti durante gli scavi effettuati in passato, che potrebbero certamente apportare nuova conoscenza, su contesti non del tutto noti.

Conosciamo il Museo Civico dei Brettii e degli Enotri

Per conoscere il Museo collocato nell’attuale sito dal  17 ottobre 2009,  abbiamo intervistato la direttrice Marilena Cerzoso, laureata in Lettere Classiche all’ Università della Calabria, con una tesi in archeologia e poi specializzata in Archeologia Classica all’Università di Bari. Direttore del Museo dal 2004, ha lavorato al suo riallestimento, nella sua nuova sede del complesso di Sant’ Agostino e per la sua riapertura.

Museo Marilena Cerzoso
Marilena Cerzoso illustra le bellezze del museo in un’intervista

Cosa vuol dire per lei essere il direttore di un museo ad oggi?

Ritengo che essere direttore di un Museo, implichi una grande responsabilità, sia nei confronti della collezione al fine della sua conservazione e tutela, ma anche della sua conoscenza ed approfondimento scientifico, sia nei confronti del pubblico, che ha il diritto di fruirlo e di ricevere tutte le attenzioni calibrate ai diversi target. Quindi, è necessario rivolgere una costante attenzione a tanti aspetti, non ultima la comunicazione, che in questo periodo di chiusura, a causa del Covid-19, si è intensificata.

Come viene gestito il museo il Museo dei Brettii e degli Enotri? 

Il Museo è civico, quindi di pertinenza del Comune di Cosenza, tuttavia dal 2016, a seguito di un bando regionale, alcuni servizi sono in gestione a dei privati. Nello specifico, la biglietteria, i servizi didattici e la caffetteria, sono gestiti dalla Museion srl di Lamezia Terme e il Bookshop, dalla Coop. Sociale Dignità del Lavoro di Cosenza.

La collezione del museo vanta oltre 4000 reperti ci può fare una breve descrizione ?

La collezione archeologica, comprende oggetti che vanno dalla Preistoria all’età romana, con una cospicua presenza di oggetti di età protostorica, provenienti dalla necropoli enotria di Torre del Mordillo (che da sola ha restituito 230 tombe), che costituiscono il primo nucleo della collezione. A questi si aggiungono altri oggetti, provenienti dalla Sibaritide e poi i reperti rinvenuti nella città di Cosenza, che ne attestano la storia di città metropoli dei Brettii, poi caduta sotto il dominio dei Romani. 

Reperti Provenienti Dalla Necropoli Di Torre Del Mordillo Cs Foto 4
Alcuni reperti della necropoli di Torre del Mordillo

Ci può confessare quale tra i tanti reperti presenti nel Museo  la “coinvolge” di più? 

Uno degli oggetti più interessanti  della collezione, anche per la sua fattura, è l’Oinophòros, proveniente da contrada Cannuzze di Cosenza. Un vaso da vino, che mostra una decorazione a rilievo sui due lati: su un lato è rappresentato Dioniso tra tralci e grappoli d’uva con tirso in mano, tutti attributi propri di questa divinità. Dall’altro lato, Papposileno, un satiro anziano, personaggio sempre della schiera di Dioniso. E’ un oggetto di probabile produzione micro asiatica, databile tra il I e il IV sec.d.C.

Oinophoros Museo
L’Oinophòros

Quali sono le attività da voi proposte? 

In genere, dedichiamo molte delle nostre attività, puntando sulla missione educativa del Museo, attraverso visite guidate, laboratori, progetti didattici di alternanza scuola-lavoro. Non mancano gli approfondimenti scientifici, (siamo infatti, uno dei pochi Musei della Calabria ad avere un catalogo scientifico completo dei reperti esposti), e le iniziative collaterali, come incontri, convegni, concerti.

Chi sono i maggiori fruitori del museo? 

Senz’altro le scolaresche, alle quali siamo soliti offrire attività e laboratori diversificati. Proprio durante il lockdown ,attraverso lezioni a distanza, abbiamo effettuato la visita guidata virtuale del museo con alcune scolaresche della città dei Bruzi. Riscuotendo un ottimo successo, a testimonianza che la cultura trova strade nuove, per portare avanti la missione della conoscenza.

Come rispondono i residenti alle attività da voi proposte?

Da un po’ di tempo a questa parte, si è avviato un dialogo molto costruttivo con gli abitanti del quartiere, ma devo dire in grande sincerità che sono più dall’esterno a conoscere il Museo. Capita ancora di incontrare dei Cosentini che non lo conoscano, il che è veramente frustrante, perché cerchiamo in tutti i modi di farci conoscere, con iniziative diverse anche in termini di comunicazione. 

Riscontra interesse da parte delle giovani generazioni per il tema”archeologia”? 

Si, abbastanza. Naturalmente i giovani devono essere motivati. In realtà quelli più curiosi sono i bambini e i ragazzi di scuola elementare e media. Danno maggiori soddisfazioni.

Una sezione del museo è dedicata al Risorgimento che cosa custodisce?

Il Museo è dotato anche di una sezione dedicata al  Risorgimento, realizzata in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. L’esposizione occupa due ampie sale, che custodiscono cimeli e documenti risalenti al XIX secolo, arricchita da pannelli che raccontano gli episodi salienti del Risorgimento. Diversi  sono i cimeli esposti. Tra questi un fucile borbonico, alcune armi appartenute ai patrioti cosentini che parteciparono al moto del 15 marzo 1844. Poi, l’atto di morte dei fratelli Bandiera. Di grande importanza il Tricolore, posto al centro della prima sala, protagonista dei moti del ’44 e che è una delle più antiche bandiere italiane.

Attualmente è possibile visitare il museo? Con quale procedura?

Il Museo ha riaperto al pubblico già da qualche settimana, rispettando le linee guida sulla riapertura dei Musei, fornite dal MIBACT e dal Comitato Tecnico Scientifico per l’emergenza Covid-19. I visitatori sono accolti con percorsi differenziati in entrata e in uscita, in considerazione delle dimensioni e degli spazi del Museo.

Museo Regole Covid

Il Museo è visitabile su prenotazione obbligatoria, da inviarsi esclusivamente al link museodeibrettiiedeglienotri.it/ticket-online, attraverso il quale dovrà essere effettuato, con carta di credito, anche il pagamento del biglietto, le cui tariffe rimangono invariate. L’accesso al Museo è consentito ad un massimo di 10 persone alla volta, secondo turni e per fasce orarie previa prenotazione al suddetto link.

Orari visite

La prenotazione dovrà essere effettuata per i seguenti giorni e orari: da martedi a venerdi dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30. Il sabato e la domenica e i festivi dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.30 alle 19.30. Resta invariato il giorno di chiusura del Museo, che coincide con il lunedì. I visitatori dovranno essere obbligatoriamente forniti di mascherina e rispettare le altre misure anti-contagio. Distanza fisica di almeno 1 metro e utilizzo dei dispositivi igienizzanti, messi a disposizione dal Museo. Per ogni informazione aggiuntiva, è possibile collegarsi al sito del Museo https://www.museodeibrettiiedeglienotri.it/  o chiamare il numero 0984.23303 o scrivere alla mail [email protected].

(Foto pagina Facebook Museo dei Brettii e degli Enotri)

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