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Il buonumore: come ritrovarlo e gustarselo in vacanza

I cambiamenti d’umore rappresentano a volte un cavillo insidioso che sembra assalirci all’improvviso e rovinarci le giornate. Le cause possono essere svariate, anche semplici imprevisti che attanagliano la quotidianità e a cui è difficile, a volte, far fronte. Talvolta può trattarsi di piccoli grattacapi che, tuttavia, sommandosi gli uni agli altri, rischiano di mandare in malora le nostre vacanze. Allora cosa fare per ritrovare il buonumore? Cerchiamo di capire.

Il sonno e le sue caratteristiche: un fattore vitale per il buonumore

L’essere umano trascorre un terzo della sua vita dormendo. Se dormiamo male o abbiamo carenza di sonno, il nostro corpo non tarderà a mostrarne i segni. Così anche il nostro sistema nervoso. Definito da Sigmund Freudun’interruzione periodica dello stato di veglia“, nel sonno il cervello non è a riposo. Esso cambia la sua attività elettrica cerebrale e lavora a ritmo frenetico. Il sonno, inoltre, è molto più che semplici sogni.

Il Buonumore Parte Dal Sonno
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I sogni caratterizzano, infatti, solo una parte del processo onirico: essi hanno luogo nella fase REM, cioè nella quinta fase del sonno. Questa fase costituisce il 25% della durata del sonno. Dormire bene significa attraversare tutte le fasi del sonno. Alterare tali fasi con abitudini errate può significare alzarsi con la sensazione di non aver riposato. Privarsi per lungo tempo del sonno conduce a una marcata irritabilità oltre a un progressivo deperimento. Secondo alcune ricerche, il cervello durante il sonno metterebbe in atto un sistema di autopulizia che, servendosi dell’espansione in volume di una rete di canali tra i neuroni, risulterebbe in grado di attuare uno smaltimento dei prodotti di scarto del metabolismo.

L’umore, l’assertività e la connessione con gli altri

Partiamo con una definizione di “umore” che trarremo da Treccani. Si riporta: “L’indole, il carattere di una persona, sia come qualità costante, sia, più spesso, come atteggiamento transitorio, soprattutto con riferimento a una particolare disposizione dell’animo”. Partendo da questa definizione potremmo smuovere quelle risorse interne che abbiamo dentro di noi. Passo n.1: Non identifichiamoci con le situazioni che viviamo; noi siamo altro e tanto di più. Passo n.2: proviamo a modificare il nostro linguaggio. Piuttosto che dire: “sono triste”, modifichiamo questa frase in un più plausibile “mi sento triste”. Questa piccola modifica allargherà la nostra visuale e ci porterà a comprendere che non siamo lo stato d’animo che proviamo. Si tratta di un momento passeggero ed è più propriamente una “sensazione”.

Il Buonumore E La Connessione Emotiva
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Passo n.3: impariamo ad ascoltare il corpo. Esso ci parla e comunica anche agli altri. Impariamo a riconoscere il suo linguaggio! Perfino se stiamo in silenzio noi comunichiamo. Infatti, il primo assioma della comunicazione di Paul Watzlawick ci dice che “è impossibile non comunicare“. Nella comunicazione è importante evitare di trasmettere messaggi invalidanti. Se necessitiamo di chiarire qualcosa con qualcuno, facciamolo! Il segreto è comunicare con assertività, ossia affermare il proprio punto di vista senza prevaricare l’altro né essere prevaricati. Rapporti umani costruttivi e sereni sono fonte di buonumore. Questi legami si creano e si consolidano tramite una migliore gestione della comunicazione. Proviamo dunque a comunicare al meglio le nostre emozioni, le storie personali, le abitudini di vita. Teniamo altresì in degna considerazione anche quelle del nostro interlocutore!

Cos’è l’assertività

La modalità comunicativa che si ingenera dall’armonia tra emozioni, razionalità e abilità sociali è detta “assertività”. Non entrare in sintonia con l’altro caratterizza una delle maggiori cause universali di tristezza. Tale scarsità di sintonia non è data dalle differenze caratteriali, bensì da una scarsa efficacia comunicativa. La connessione con gli altri o intimità emotiva, è un bisogno primario dell’essere umano. Quando questa avviene in modo disfunzionale può rivelarsi una grande causa di tristezza e di basso tono dell’umore.

Stabilire una buona connessione con gli altri è basilare per il buonumore

Innanzitutto occorre partire da se stessi, tentando di comprendere chi siamo e quali sono i nostri obiettivi di vita. Come si può giungere a questa chiarezza? Intavolando quotidianamente un dialogo con se stessi, cioè un dialogo interiore, e domandandoci quali sono i desideri che di volta in volta vogliamo realizzare. Ci sentiremo meglio se saremo in grado di dialogare, comunicare e reagire in modo autentico.

Concentrarsi sul presente

Quali sono i nostri sentimenti in questo preciso istante? Inadeguatezza? Paura? Sfiducia? Impotenza? Colpa? Rabbia? Risentimento? Proviamo a comprendere che tipo di sentimenti abbiamo nel momento presente e iniziamo a lavorarci su. Se il dialogo interiore non è sufficiente proviamo a scrivere. Definiamo i problemi che ci affliggono scrivendoli su carta. Potremmo inaspettatamente scoprire che il problema che avevamo in mente non è in realtà quello maggiormente importante. Una migliore comprensione dei nostri sentimenti migliorerà la nostra connessione emotiva con gli altri.

Dare spazio all’autenticità per creare il buonumore

Diamo spazio all’autenticità e alla consapevolezza: cerchiamo di essere presenti a noi stessi. E non in ultimo, cerchiamo di dirci delle giuste parole. Esse, infatti, sono vibrazioni che entrando nel cervello attraverso le orecchie modificano la sostanza cerebrale. Di conseguenza, più ci diciamo che siamo tristi, arrabbiati o depressi, tanto più lo saremo. Sostituiamo dunque al nostro linguaggio abituale delle parole più gentili nei riguardi di noi stessi!

Creare uno schermo tra noi e gli altri

La connessione emotiva va stabilita con le persone che ci fanno sentire bene. Per tutto il resto creiamoci uno schermo immaginario o ricopriamoci di un mantello blu come scriveva Karen Whitelaw Smith. Dovremmo, infatti, tentare di schermarci dalla negatività altrui. Sarebbe bene evitare di farsi influenzare dai problemi degli altri ed evitare di ascoltare “storie spazzatura”. Concentriamoci piuttosto a far chiarezza nella nostra vita! Teniamo presente che c’è quasi sempre una buona soluzione per ogni cosa. Evitiamo di rifugiarci nel cibo e cerchiamo piuttosto di affrontare il nostro fardello emotivo.

Ansia e malumore? Eliminali così

Ciascuno di noi può trovare un proprio modo di rilassarsi e sciogliere le tensioni. Ad esempio con la meditazione, oppure con il training autogeno, oppure praticando yoga o uno sport. Ricordiamoci tuttavia che il primo passo da fare per superare l’ansia è sempre quello di accoglierla. E più precisamente di comprendere il messaggio profondo che vuole consegnarci. Mettiamone in risalto gli aspetti positivi! Prendiamoci un po’ di riposo e restiamo in silenzio per ossigenare mente e corpo. In seguito sarà molto più facile riuscire a svolgere le nostre prestazioni più efficacemente. Ritrovare il buonumore significa in primis prendersi cura di se stessi.

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