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Mercatino Del Gusto
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Mercatino del gusto: l’evento pugliese studiato ad Oxford

Il Mercatino del Gusto di Maglie è uno degli eventi pugliesi più amati da cittadini e turisti ed è nato bene ventitré anni da un idea di Giacomo Mojoli, Michele Bruno e Salvatore Santese. Nel corso delle varie edizioni è cresciuto sempre più al punto tale che la prestigiosa università di Oxford lo ha inserito in uno studio atto a verificare la ricaduta enogastronomica sul turismo.

Mercatino del gusto: l’università di Oxford gli dedica uno studio

Il Mercatino del Gusto di Maglie nato ben ventitré anni fa, nel corso degli anni è cresciuto sempre più. Basti pensare che l’ultima edizione che si è svolta dal 1° al 7 agosto, ha avuto dei numeri record. Oltre cento produttori con i loro banchetti tra vie e piazze (vino, spiriti, olio, dolci, frutta, cibi di strada, birre e quant’altro, più pasta experience e angolo del caffè); quattro chef per le cene in villa, altri quattro per i laboratori didattici su prodotti, preparazioni, personalità e dodici relatori; centocinquanta bambini coinvolti nel Mercatino junior.

Inoltre, ci sono state due mostre (“A tavola con Gio Ponti. Gli angeli apparecchiano” e “Il cibo, il mare, la terra con gli occhi di Nunzio Pacella”) e gli spettacoli di Gusto Folk con i suoi quindici artisti. E ancora, le esibizioni di Salento Jazz affidate a trentacinque musicisti, il Salotto letterario e Tirar Tardi, appuntamento dedicato alla presentazione di libri.

Un’edizione così ricca di eventi che ha conquistato l’università di Oxford. Il prestigioso ateneo ha inserito la manifestazione pugliese in uno studio per valutare le ricadute dell’enogastronomia locale sul turismo. La ricerca intitolata Food Festivals, Place and Wellbeing è firmata da Giulia Rossetti, Allan Jepsen e Valentina Albanese e comprendente solo un’altra manifestazione a Londra.

Il Mercatino del gusto punta a valorizzare la Terra d’Otranto

Il turismo nel Salento negli ultimi anni è letteralmente esploso e soprattutto la ristorazione è cresciuta molto. Tuttavia, l’offerta è limitata alla standardizzazione che porta a facili guadagni. In questo scenario, il Mercatino ha fatto della valorizzazione della Terra d’Otranto il suo mantra. Per tale motivo, gli artigiani che vi partecipano sono scelti con rigore per divulgare il valore del cibo come vettore di storia e cultura.

L’area compresa tra Maglie ed Otranto è una zona in grande fermento grazie ad imprenditore che vogliono renderla una vera e propria destinazione. In quest’area, i turchi hanno lasciato tanta cultura tra i cui alcuni monumenti adibiti a funzioni rituali. Inoltre, i produttori di olio lottano contro la xylella producendo prodotti diversi come vini, ortaggi, prodotti da forno, frutta fresca e secca ed anche tartufi. E ancora, in città ci sono due aziende importanti come la cioccolateria Maglio e il pastificio Cavalieri.

Mojoli: ” La parola chiave durevole significa pensare cose che durino nel tempo”

Ogni anno, per la manifestazione viene scelta una parola chiave e quella di quest’anno è durevole. Uno dei fondatori dell’evento, Mojoli ha spiegato che è stata scelta perché il Mercatino vuole porsi come incubatore di concetti che possano servire al rilancio del territorio e del sistema Italia. L’uomo ha continuato dicendo che durevole è da intendersi come superamento del termine sostenibile.

Significa pensare idee e prodotti che durino nel tempo. La gastronomia durevole è quella che ha radici e segna cambiamenti di costumi e abitudini alimentari. Il Mercatino, avendo intuito dei paradigmi è durato nel tempo. Come il vino o altri prodotti che si evolvono. Durevole con altre parole chiave forma una rete di valori che offrono potenzialità e futuro al territorio trasformando la Terra d’Otranto in un laboratorio a cielo aperto.  

Mojoli ha poi riferito che in futuro bisognerà indirizzare il turismo a destinatari che sappiano avere rispetto della bellezza. Ovvero rendere eccezionale il semplice e dare prestigio al dettaglio e al limite con competenza. Per questo la manifestazione è ramificata per dare al turista del futuro tutto ciò che cerca, ovvero un mix di musica, cultura, arte, natura e gastronomia. Il Mercatino deve essere top e pop e tenere insieme il desiderio di cose ben fatte. La manifestazione vuole creare un rapporto durevole e di gratitudine.

Tutto ciò che viene fatto, genera gratitudine che viene poi rivolta ad una community di operatori attenti composta da artigiani, ristoratori, albergatori e vignaioli. Majoli, infine, ha voluto citare alcuni degli imprenditori che da anni partecipano al Mercatino ed investono sul territorio alla ricerca del benessere per la collettività. Tra questi ci sono: Gaetano Marangelli della cantina Menhir Salento, Torre Sant’Emiliano di Daniele Negro, Candido, storica maison prima che boutique di vestiario ed il ristorante LaltroBaffo di Cristina Conte a Otranto.

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