Prima dei riflettori del Mondiale di Formula 1, dei box della Mercedes e delle staccate ai 300 all’ora, c’era il profumo di miscela a due tempi. La visiera abbassata e l’asfalto di Adria. Per Andrea Kimi Antonelli, la pista dell’Adria Karting Raceway non è stata una semplice tappa di passaggio, ma uno dei veri laboratori in cui ha plasmato il proprio talento cristallino.
Il “battesimo di fuoco” sulla pista polesana
Nei grandi appuntamenti targati WSK Champions Cup, Super Master Series e nei campionati europei CIK-FIA, il circuito di Adria rappresentava il banco di prova ideale per le giovani promesse internazionali. Con il suo layout tecnico. L’illuminazione artificiale per le serate estive e le strutture all’avanguardia, l’autodromo del Polesine attirava i migliori talenti di tutto il pianeta.
È proprio qui che un giovanissimo Kimi Antonelli — all’epoca nelle categorie 60 Mini e poi via via crescendo fino alla OKJ e alla OK — ha iniziato a far girare la testa a tecnici e addetti ai lavori:
- Staccate millimetriche: Adria richiedeva grande precisione nei tornanti e una gestione impeccabile dei freni, qualità che Kimi ha mostrato fin dai primi giri con i colori del team Energy / RB Racing e poi con i telai KR (Kart Republic) di Dino Chiesa.
- Dominio su pista bagnata o gommata: Che si trattasse di affrontare il tracciato sotto la pioggia battente o con l’asfalto ad aderenza massima, il controllo di palla e la fluidità di guida del giovane bolognese erano disarmanti per gli avversari.
Dalle sfide di Adria alla chiamata di Toto Wolff
Proprio negli anni delle infuocate battaglie sui cordoli polesani (tra il 2015 e il 2020), il talento di Antonelli ha valicato i confini nazionali. Le sue prestazioni ad Adria e negli altri templi del karting italiano hanno spinto il Mercedes-AMG F1 Junior Team a scommettere su di lui quando era ancora un ragazzino.

“Vederlo guidare nel karting faceva capire subito che c’era qualcosa di diverso: una naturalezza nel trovare il limite che si vede raramente in piloti così giovani.”
Una tappa fondamentale verso la vetta
Oggi che Andrea Kimi Antonelli calca i paddock più prestigiosi del mondo, ricordare il suo percorso ad Adria serve a sottolineare l’importanza che il territorio polesano ha avuto per la crescita dei talenti del motorsport mondiale. Tra i paddock di Adria, Antonelli ha imparato la gestione della pressione nei finali di gara WSK, il rispetto degli avversari e il valore del lavoro di squadra.
Un tassello di storia del motorsport locale che oggi brilla nel firmamento della Formula 1.






