Galatone è una delle città del Salento più belle ed affaccia sul mar Ionio con le località La Reggia e Montagna Spaccata. La storia di questa città affonda le radici in un’epoca molto lontana tant’è che i primi insediamenti umani nel suo territorio risalgono al paleolitico. Ciò è testimoniato da alcuni ritrovamenti archeologici di utensili e rurali abitazioni.
Galatone: i primi insediamenti umani nel paleolitico
I primi insediamenti umani a Galatone risalgono all’età del paleolitico. La datazione è stata effettuata grazie ai ritrovamenti di utensili di selce e ceramica trovati nel Villaggio Costante, sulle serre Campilatini, nella grotta Pinnella e negli insediamenti Rizzi e Spisari. Inoltre, a testimoniare ciò, c’è la presenza di un menhir in contrada Coppola. L’insediamento della Grotta Cappuccini risalente al periodo tra l’età del rame e gli inizi di quella del bronzo rappresenta un importante sito archeologico. Qui sono stati ritrovati oggetti in pietra, in ossa ed in bronzo che accomunano l’insediamento di Galatone alla cultura di Laterza, Cellino San Marco e delle aree poladiane di alcune regioni del nord Italia.
L’origine vera e propria della città è incerta e al tal proposito ci sono due teorie diverse. La prima è dello studioso Rolfs, il quale attribuisce l’origine al popolo dei Galati. La seconda, invece, appartiene all’umanista galatonese Antonio De Ferraris, il quale ritiene che l’abbiano fondato i Tessali. La sua ipotesi prende corpo da uno scritto dello storico latino Tito Livio. Quest’ultimo, in uno dei suoi libri scrisse che i popoli di Teuma e Galatana, due città della Tessaglia, si erano rifugiati nel territorio dell’odierna Galatone per rifondare le città dopo essere stati sconfitti da Tito Quinzo Flaminio a Cinocefale nel 197 a.C.. Il territorio, dal secondo secolo d.C. venne lasciato all’occupazione e al possesso di aristocrazie locali e romani. Qui presero vita insediamenti rustici che si trasformarono in casali medievali.
Il periodo medievale: sviluppo agrario e incremento demografico
Il territorio salentino per l’intero periodo medievale è stato teatro di guerre continue tra Saraceni, Ungari e Bizantini, i quali volevano conquistarlo. Le continue guerre si risolsero in favore dei bizantini che dal IX secolo dominarono il territorio favorendone lo sviluppo nell’organizzazione agraria e l’incremento demografico. Il territorio ebbe grandi benefici grazie ai bizantini e agli elleni e si organizzò in pyrgoi, ovvero torri di difesa, in kastellia e kastra (piccoli e grandi borghi fortificati) ed in korie (comunità dedite all’agricoltura). Oltre all’organizzazione fece proprie anche le consuetudini, la lingua, l’arte e la cultura diventando parte integrante della vita quotidiana. Gli insediamenti di Corillo, Feudo Negro, Morice, Renda, S. Cosmo, Tabelle, Tabelluccio, Galatone, Fulcignano ed altri sono esempi di comunità rurali.
In seguito, Galatone per la posizione strategica assunse il ruolo di kastellion per la difesa dei suoi abitanti. Attorno a questo primo nucleo abitativo si consolidò un’identità culturale con riti religiosi greco-bizantini. Risale al X secolo, un ecologio della chiesa di Galatone relativo alla festività S. Giovanni Crisostomo, di S. Basilio, e dei Presantificati. Tra il 1055 ed il 1068, a Galatone ci furono le lotte normanno-bizantine e con l’istituzione della contea normanna di Nardò, passò sotto il dominio della circoscrizione sottoposta a Goffredo di Conversano e ne divenne dipendente sotto il profilo dell’amministrazione. Nel 1255, gli angioini conquistarono il feudo.
Il periodo normanno-svevo
Galatone nel periodo normanno-svevo sviluppò in modo organico l’amministrazione del feudo. Inoltre si affermò la cultura orientale bizantina in modo decisivo. Il feudo aveva un perimetro murario con 15 torri difensive e al suo interno si sviluppò un processo edilizio importante. L’habitat era dominato dal rivelino, dalla Chiesa Madre e da qualche palatio palatiatio.
Inoltre, era composto da domuncule discoperte, da domi terranee cum orto retro et curtis ante” entro comparti chiamati “vicinii” o ‘loci” i quali molto spesso prendevano nome dalla chiesa presente in quel luogo. Ad esse si accedeva tramite Porta S. Antonio, Porta dell’Antro, e Porta Castello e da due di servizio ad uso militare, Porta S. Stefano e Porta S. Angelo.
Il periodo angioino-aragonese e la dinastia dei Castriota
Il principe di Taranto, Giovanni Antonio Del Balzo Orsini nel 1423 su ordine dell’arcivescovo si riprese i feudi usurpatigli do Ottino De Caris mettendo a dura prova le mura della città. Da questo momento, Galatone passa nelle mani degli Orsini e ne rimane legata fino al 1806. Nel 1434, nel corso delle lotte tra angioini ed aragonesi per il controllo del territorio, Giovanni Antonio del Balzo Orsini assediò nuovamente la città. Il principe la cinse d’assedio con le truppe e sterminò con armi ed incendi tutti gli alberi oltre a radere al suole una parte delle mura.
In seguito alla morte degli Orsini, ci fu un periodo di pace interrotto nel 1480 con l’invasione dei turchi e poi dei veneziani qualche anno dopo. Agli Orsini successero i Castriota ed il primo signore della città fu Giovanni Castriota. Quest’ultimo nel 1500 fece erigere il convento dei Domenicani e la chiesa di San Sebastiano. La famiglia degli Squaciafico acquistò il feudo in seguito dei Castriota.
Lo sviluppo sotto il dominio degli Squarcifico
Nel 1556, Uberto Squarcifico acquistò il feudo di Galatone. Sotto il suo dominio e quello successivo di Stefano, la città ebbe un periodo di impoverimento. In seguito, sotto il regno di Livia Squarciafico e del marito Galeazzo Pinelli ci fu uno sviluppo culturale ed una ricchezza monumentale. Nel 1570 fece costruire l’ospedale per i poveri mentre nel 1589 fu edificata la casa comunale. Pochi anni dopo, alcune maestranze realizzarono la Madonna della Grazia e la consegnarono alla città.
E ancora, dal 1591 al 1595 fu costruita la chiesa intitolata alla Vergine Assunta. Infine, nel 1600 Cosimo Pinelli fece erigere il convento dei Cappuccini, il palazzo Luzzi, il palazzo Lercari, il Palazzo De Magistris ed il Palazzo Tafuri. Con la morte di Livia e del consorte avvenuta nel 1602, Galatone passò a Galeazzo Francesco Pinelli.
Lo sviluppo edilizio ed artistico nel ‘600-‘700
Galeazzo Pinelli, una volta adulto favorì la costruzione di edifici sacri. Il nuovo signore della città fece costruire la chiesa del Santissimo Crocefisso e la Chiesa dell’Immacolata. Dal 1683 al 1696 ci fu la costruzione del secondo tempio del Santissimo Crocefisso ad opera di Giuseppe Zimbalo ed altri importanti architetti salentini. Nel ‘700 cambia la vita politica della città con elezioni annuali di un sindaco. Inoltre, l’assetto urbanistico si arricchì di costruzioni civili e religiose con la ricostruzione della chiesa di San Sebastiano e dell’Annunziata e l’erezione della torre dell’orologio.
In seguito al terribile terremoto del 1743 che distrusse buona parte della mura, ci fu un incremento dello sviluppo edilizio. Furono edificati palazzo Vaglio e palazzo Bonsegna, restaurate le mura ed edificata la Porta di San Sebastiano. Alla fine del secolo, la città partecipò alle lotte risorgimentali con alcuni esponenti.
L’800 è il secolo dello sviluppo socio-economico di Galatone
Nell’800, le istituzioni politiche approfittarono della soppressione degli ordini religiosi per incamerare i loro beni. Il convento dei Domenicani, infatti, nel 1880 divenne la sede municipale. Tuttavia, Galatone proprio in questo secolo conobbe un ulteriore sviluppo socio-economico nonché un abbellimento urbano. La porta di S. Antonio fu abbattuta e nelle sue vicinanze sorsero abitazioni civili.
L’economia conobbe forme di occupazione nuove negli opifici meccanici e nelle imprese specializzate in torchi enologici e macchine agricole. Lungo la statale Lecce-Gallipoli furono costruite villette liberty con motivi arabeggianti. Infine, nel corso del ventesimo secolo, la città pagò un tributo molto alto per la guerra mondiale in termini di martiri che sono rappresentati dalla statua del milite ignoto.
Antonio De Ferrariis: il cittadino illustre di Galatone
Antonio De Ferraris è il cittadino più illustre di Galatone ed è conosciuto con il nome di Galateo. Nacque tra il 1444 ed il 1448. Suo zio Nicola di Pergoleto, gli impartì la prima istruzione e subito dopo studiò al Ginnasio di Nardò. Terminati gli studi classici si trasferì a Napoli dove approfondì gli studi umanistici e coltivò quelli medici. Negli ambienti napoletani conobbe importanti esponenti della cultura meridionale come Giacomo Sannazzaro.
Qui divenne membro dell’Accademia Pontiniana e lega forte amicizia con l’umanista veneziano Ermolao Barbaro. Nel 1474 diventò medico e prestò la sua opera presso la corte di Ferdinando I d’Aragona. Alla caduta della dinastia, Galateo tornò in Salento e trascorse gli ultimi anni della sua vita tra Gallipoli e Lecce. Morì a Lecce nel 1517. Tra le sue opere più famose ci sono: De Situ lapygiae, De Educatíone, Callipolis Descriptio, De Heremita, Pater Noster, De Podacra.





