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La fontana della Ciociara del Pincio a Roma

La fontana della Ciociara in largo Amleto Cataldi, definita anche fontana dell’anfora, fa storcere il naso ai ciociari d.o.c. poiché il concone, identificativo di un grande territorio, non ha nulla a che fare con tini, catini e anfore. Orbene, la fontana della Ciociara comunque si trova  a Roma, al Pincio a pochi metri dalla bella Casina Valadier.

La fontana della Ciociara

Sono tantissime le tracce della Ciociaria a Roma, soprattutto nell’arte. Tracce che troviamo copiose nella pittura e come in questo caso nella scultura. La fontana della Ciociara è perfettamente riconoscibile, poiché costituita da una statua in bronzo raffigurante una fanciulla nuda che ha tra le mani il tipico concone ciociaro. Dal concone come si vede dalle foto, sgorga acqua scrosciante. L’opera è dello scultore Amleto Cataldi, ciociaro da parte di padre.

La fontana della Ciociara - Ciociara Con Concone alla fontana

Proprio qui al Pincio, in uno dei luoghi più romantici della capitale, da più di un secolo, si bagna nella fontana del Pincio, una bella ragazza ciociara ritratta nuda. Come dicevo, taluni la chiamano comunemente la ‘Fontana dell’Anfora’, ma come si vede, trattasi di “concone”. L’elegante scultura a grandezza naturale è posta al centro di una vasca quasi a raso terra; chiamata comunemente a scogliera.

Ciociaria e il concone

Siamo nel 1912, quando si erige tale monumento, quando ormai l’epoca doro delle modelle ciociare a Roma e a Parigi era pressoché tramontato. Eppure la bellezza, la grazia e la peculiarità dell’abito unico della donna del Basso Lazio ancora riempiva gli atelier. I fotografi ritraevano queste belle donne, con tanto di fazzoletto, coralli e ciocie in molteplici pose. Stavano per esplodere gli anni ruggenti e tante cose nel costume stavano velocemente cambiando.

La fontana della ciociara - concone tipico

E’ il 1913 quando si presenta quest’opera. Vediamo una bella modella dalle forme procaci che con la conca tipica ciociara attinge acqua ad una fonte. Tale opera grazie alla lungimiranza di qualcuno, fu acquistata dal Comune di Roma e qui collocata, in una cornice che molto le si addice. Secondo alcuni la definizione della scultura “dell’anfora”, un po’ forviante, l’avrebbe voluta l’autore stesso.

Le modelle ciociare in pittura

Appare strano però che Amleto Cataldi, di origini ciociare da parte da padre, non sapesse identificare il recipiente in questione come un “concone”. Suo padre, infatti, era ciociaro di Castrocielo. Mentre la madre era abruzzese di Lanciano. In ogni caso a Roma da decenni, giravano conche e conconi di rame, quindi gli artisti che ritraevano e fotografavano, ben sapevano identificare tutto il vestiario, compresi gli accessori della donna ciociara.

La fontana della ciociara - Fontana E Concone in primo piano

Quindi abbiamo in realtà una ragazza splendidamente modellata, “…..quel bel corpo femminile armoniosamente piegato nell’atto di raccogliere l’acqua da una fonte…..” Per ripetere le parole di un critico del tempo. Poche linee bastano a ornare questa creatura perfetta; con il minimo dei semplici mezzi impiegati, lo scultore raggiunge il massimo dell’effetto. La…[Ciociara] è una scultura d’eccezione perché in essa il soggetto vive e pensa”.

Ciociarità e La fontana della Ciociara

In aggiunta, sono i critici stessi che parlano di una modella ciociara, indifferente se era della Valcomino, dai Simbruini o proveniente dai monti Ernici. Perciò tutto storicamente è attendibile. Con questa opera l’artista ha voluto sottolineare la ciociarità (termine impiegato per la prima volta da quel grande che fu Anton Giulio Bragaglia. Del contesto, si è preoccupato di ripetere una seconda volta con una piccola portatrice d’acqua con la tina ciociara in testa presente sia nel Museo di Cagliari e sia nella Galleria Comunale di Roma. Tale aspetto fu ben visto a suo tempo anche da un critico buon conoscitore di Amleto Cataldi: “egli converte alla propria ispirazione le donne venute dalla Ciociaria” “Qui l’antico fascino greco si risveglia nei neri occhi, fra le lunghe palpebre…Ed è lo stesso fascino che emana da La…[Ciociara] ”. (F.Geraci, 1917).

Anton Giulio Bragaglia

Si riconosca quindi la denominazione ‘La Fontana della Ciociara’. Anche perché a Roma esiste già una cosiddetta ‘Fontana dell’Anfora’, presente alla Piramide Cestia.

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